Messina, 29/08/2010 - Secondo il prof. Domenico Granese, direttore dell'Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico di Messina, dove giovedì mattina due ginecologi hanno violentemente litigato, venendo alle mani e rompendo perfino una vetrata, davanti alle puerpere in attesa di partorire, sarebbero due "teste calde".
"Sono state comunque due teste calde – ha detto il prof. Granese - quello che è accaduto è inammissibile”. Lo stesso Granese ha tenuto a precisare che “il fatto è accaduto nella pre-sala parto e non nella sala parto".
Il prof. Granese ha pure aggiunto che "i due medici hanno litigato perchè il collega più giovane non ha avvertito quello più anziano, facendo l'induzione al travaglio di parto. Poi uno ha dato uno spintone all'altro e così hanno litigato".
Ora la vicenda è di dominio pubblico e dei fatti si sa molto, se non tutto. Si sanno i nomi della puerpera, Laura Salpietro di 30 anni, del marito, Matteo Colonia di 37 anni, investigatore privato; del prof. Granese, direttore dell'Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico di Messina; dell’assessore regionale alla Salute, Massimo Russo, che ha disposto immediatamente una verifica per accertare quanto accaduto nella sala parto del Policlinico di Messina.
L’assessore Russo ha dichiarato : “Di certo non si tratta di un caso di malasanita' - ha dichiarato l’assessore Russo -, non si sono verificati problemi di organizzazione bensi' siamo in presenza di comportamenti etici e professionali decisamente discutibili. Saremo inflessibili e in caso di accertata responsabilità prenderemo gli opportuni provvedimenti”.
Si conosce il nome del sostituto procuratore di turno, Francesca Rende, che dovrà fare luce sull’accaduto.
I soli nomi che fino ad ora non sono venuti alla ‘luce’ sono proprio quelli dei più diretti interessati, oltre alla povera puerpera e la figlioletto Antonio, il neonato per due volte in crisi cardiaca.
I soli nomi che non si conoscono, dicevamo (e non è un dettaglio) sono quelli dei due medici che hanno litigato.
Intanto, come riferisce Adnkronos, migliorano le condizioni di salute della puerpera e del figlio, nato nel Policlinico della citta' siciliana, in un 'clima' di tensione in seguito al violento diverbio finito tra i due medici in sala parto.
La donna, alla quale e' stato asportato l'utero a causa di una emoraggia interna, come spiega il prof. Domenico Granese, direttore dell'unita' operativa di ostetricia e ginecologia del Policlinico, "e' uscita dalla prognosi riservata e nei prossimi giorni sara' dimessa. Il piccolo Antonio,invece, ricoverato ancora in terapia intensiva ma 'respira autonomamente'". La Procura intanto indaga sull'episodio ed anche il policlinico ha aperto una inchiesta interna e sospeso i due medici.
"Sono contento che madre e figlio si sentano meglio, ma come presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale ho gia' allertato i Nas. E' doveroso e urgente capire cosa e' successo". A dirlo, il senatore del Pd Ignazio Marino, commentando quanto accaduto ieri al Policlinico di Messina. Marino ha annunciato e motivato l'invio dei Nas in una intervista pubblicata oggi sul Secolo XIX.
"Ho chiesto subito ai Nas di aprire una istruttoria - ha detto Marino al quotidiano - in genere con la Commissione affrontiamo temi di carattere generale, ma in questo caso ci troviamo di fronte a un fatto eclatante".
"Prima di tutto - prosegue Marino - perche' e' mancata l'assistenza a una mamma e a un neonato. Poi, quando si entra in sala operatoria un chirurgo deve mettere da parte tutto. Chi non e' in grado di farlo non deve esercitare. L'Ordine deve prendere una posizione".
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(La foto è puramente illustrativa e non riguarda minimamente i fatti descritti)
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MESSINA, I MEDICI LITIGIOSI SOSPESI: "DUE TESTE CALDE" E SENZA NOME
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1 commenti:
Lite in sala parto, medico si discolpa
29 Agosto 2010 15:13 CRONACHE e POLITICA
(ANSA) - MESSINA - 'Non ho aggredito nessuno, sono stato aggredito' precisa Vincenzo Benedetto, uno dei medici coinvolti nella lite in sala parto a Messina. Benedetto ha ricostruito l'episodio sostenendo che l'altro ginecologo coinvolto, Antonio De Vivo, avrebbe tentato di colpirlo con una sedia e che poi avrebbe dato un pugno ad una vetrata facendosi male. 'Non l'ho aggredito ne' strozzato come lui dichiara, difatti non ha segni ne' manifestazioni di aggressione se non quelli che si e' procurato da solo'.
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