Va bene la lotta alla violenza negli stadi ma diciamo “No!” alla “carta di credito” del tifoso!”, “No!” alla schedatura fascista che finirà per favorire i gruppi che gestiscono i diritti televisivi e le grandi banche
Lecce, 29 agosto 2010 - C’era da aspettarselo che la famigerata “Tessera del Tifoso” facesse le sue prime “vittime” proprio nel precampionato: i dati, infatti, forniti da alcune società di calcio di serie “A” segnalano un crollo vertiginoso degli abbonamenti.
Si parla già di una diminuzione di oltre 100.000 abbonati con un calo del 18 % a livello nazionale mentre quasi tutte le campagne abbonamenti sono state chiuse. Un vero e proprio flop se si pensa che le card sottoscritte sono solo 200mila a fronte delle 500 mila previste dal Ministero degli Interni.
Ieri, per fare un esempio, il presidente dell’U.S. Lecce, Pierandrea Semeraro, parlava di 2.800 abbonati a fronte dei 10.000 auspicati.
La circostanza, evidenzia che la stragrande maggioranza dei tifosi si dimostra ostile, non a torto, alla sola idea della schedatura alla quale andrebbero incontro in caso di sottoscrizione della “Tessera”.
Il provvedimento, o meglio la direttiva “Maroni” del 14 agosto 2009 che l’ha introdotta con il dichiarato intento di portare maggiore sicurezza all’interno degli stadi, era già stato bollato da molti come un’iniziativa da “ventennio” ed oggi che è in fase di piena attuazione dimostra la palese volontà di portare alla schedatura di centinaia di migliaia di cittadini per il tentativo di controllo di pochi facinorosi, mentre va a colpire il diritto alla privacy e riservatezza dei tanti cittadini e tifosi onesti che vanno semplicemente a seguire la propria squadra del cuore.
Ciò che stupisce ulteriormente, inoltre, è la grande operazione di marketing bancario – mascherata però da provvedimento per la “sicurezza” - avviata dal Governo, forse la più importante della storia economica italiana dopo la famigerata “social card”: la “tessera del tifoso” infatti, si presenta come una semplice “carta di credito” appartenente ai circuiti internazionali bancari più noti e potrà essere utilizzata, quindi, anche per fini strettamente commerciali e finanziari che vanno ben oltre la dichiarata volontà di controllare e perseguire i criminali.
Alla luce dei dati che porterebbero ad uno svuotamento degli stadi in favore dei grandi gruppi che gestiscono i diritti televisivi e degli inquietanti risvolti economico - finanziari della “carta di credito” del tifoso, Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori chiede da una parte l’immediato ritiro del provvedimento, ritenendo che il biglietto o ticket nominativo fornisca già le più ampie garanzie di controllo dei facinorosi e dall’altra un aumento necessario dei fondi per la sicurezza alle Forze dell’Ordine, mortificati dai provvedimenti economici del Governo “Berlusconi”.
Giovanni D’AGATA
Componente del Dipartimento Tematico Nazionale
“Tutela del Consumatore”
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1 commenti:
MI SEMBRA CHE SU TUTTA LA VICENDA DELLA TESSERA DEL TIFOSO SIA CALATO UN VELO DI DISINFORMAZIONE E SOPRATUTTO STRUMENTALIZZAZIONE. IL FATTO CHE GLI ABBONAMENTI SIANO IN CALO E' REALTA', MA CHE QUESTO CALO SIA DOVUTO ALLA TESSERA DEL TIFOSO E NON AD UN TREND DISCENDENTE CHE SI VERIFICA DA DIVERSI ANNI A QUESTA PARTE, E' TUTTO DA DIMOSTRARE. CERTO LA CAMPAGNA "INTERESSATA" DEI COSIDDETTI ULTRAS QUALCHE DEFEZIONE L'AVRA' PUR PORTATA, MA PERSONALMENTE RITENGO CHE I DANNI PIU' GROSSI LI ABBIANO FATTI LE TELEVISIONI: BASTI PENSARE AL FATTO CHE QUEST'ANNO ABBIAMO UNA SERIE DI ANTICIPI E POSTICIPI CHE EVITANO LA CONTEMPORANEITA' DEGLI EVENTI SPORTIVI E RENDONO VISIBILI MOLTE PARTITE, QUINDI CHI FA L'ABBONAMENTO ALLA TV, NON ,LO FA ALLO STADIO. NEL MERITO INVECE LA "QUESTIONE" TESSERA DEL TIFOSO LA RITENGO UNA ENORME BUFALA, ALTRO CHE SCHEDATURA FASCISTA. LA TESSERA SERVE ESCLUSIVAMENTE AD EVITARE CHE I COSIDDETTI TIFOSI CHE SI SONO DISTINTI PER REATI COMMESSI NELLE TRASFERTE DELLE PARTITE DI CALCIO NON POSSANO PIU' ACQUISTARE IL BIGLIETTO PER ENTRARE ALLO STADIO, SEMPRE IN TRASFERTA, DOVE SI MESCOLANO ALLA MASSA E COMPIONO I LORO ATTI FUORILEGGE NEL PERFETTO ANONIMATO MISCHIANDOSI ALLA MASSA DI PERSONE CHE E' LI PRESENTE. POI DI COSA PARLIAMO? SCHEDATURA? MA SIAMO GIA' TUTTI PIU' CHE SCHEDATI, BANCHE, COMPAGNIE TELEFONICHE, PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, INTERNET, I NOSTRI DATI SONO REPERIBILI DAPPERTUTTO, PERSINO ATTRAVERSO IL NOSTRO TELEFONINO POSSIAMO ESSERE "TRACCIATI". E' QUINDI EVIDENTE CHE LA PAROLA SCHEDATURA E' ADOPERATA IN MANIERA STRUMETALE, SOPRATUTTO DA COLORO I QUALI VOGLIONO CONTINUARE A PERSEVERARE A DELINQUERE DURANTE LE TRASFERTE, NELLA TOTALE IMPUNITA'.
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