Il dott. Antonio Sangermano, nato a Firenze il 3 aprile 1965, dopo avere prestato servizio al tribunale di Patti (Messina) è oggi pubblico ministero a Milano. Si occupa del racket delle case popolari,nei confronti del quale l’ipotesi di reato è di associazione per delinquere finalizzata all'occupazione abusiva di alloggi popolari, racket e usura: un'organizzazione gestirebbe un vero e proprio racket delle case popolari a Milano.
A Milano, sotto la ‘giurisdizione’ di Antonio Sangermano l'ex cancelliera della procura di Milano Rossella Tecce, accusata di aver approfittato del suo ruolo per fare uscire dal tribunale notizie riservate su procedimenti in corso sia penali sia civili, ha patteggiato un anno e sette mesi di reclusione.
L’indagine è del 2008: il pm Antonio Sangermano scopri che i reati furono commessi col concorso di 6 persone tra le quali un medico di San Vittore, un poliziotto e il commercialista presso il quale la cancelliera svolgeva il suo secondo lavoro, per un compenso di circa 1.000 euro al mese, più viaggi all'estero.
Come riferiva Repubblica del 24 luglio 2008: "Il pm Antonio Sangermano, in base all'articolo 725 del codice penale, ha disposto il sequestro dell'attrazione del luna park dell'Idroscalo di Milano che, con un manichino, simulava la morte su sedia elettrica. Il proprietario della giostra, Renzo Biancato, indagato per atti contro la pubblica decenza. In un'intervista al quotidiano Il Giornale l'uomo, "fiero del suo manichino" ordinato e fatto arrivare appositamente dagli Stati Uniti".
Nel 2008 lo stesso pm Antonio Sangermano testimoniava per una delicatissima denuncia presentata dal leader dell’antiracket, Tano Grasso, fondatore dell’Acio, l'Associazione dei commercianti di Capo D'Orlando, per una querela presentata il 13 maggio 2008 presso la Stazione Carabinieri Napoli S. Giuseppe. Nell’ambito di tale querela l’ex pm di Patti Antonio Sangermano, testimoniava.
La delicatissima faccenda coinvolgeva il magistrato Giuseppe Gambino, allora Procuratore della Repubblica di Patti (Messina), il vicequestore di Messina, Mario Ceraolo Spurio, già ispettore nel commissariato di Capo D'Orlando e l'on. Tano Grasso, commissario nazionale antiracket dal 1999 al 2001.
Proprio a Patti il pm Sangermano si occupò di racket, usura, cosche criminali e veleni vari. Ora è a Milano e per chi sbaglia non è un gran vantaggio trovarselo contro.
Il pm dei minori di Milano Annamaria Fiorillo, era di turno il 27 maggio 2010 quando Ruby venne fermata e condotta alla Questura di Milano. La Fiorillo dispose che la ragazza minorenne (diventerà maggiorenne il prossimo 2 novembre) venisse portata in una comunità protetta in attesa dell’intervento del Tribunale dei Minori.
Poi invece, alle 2 di notte, fu affidata alla consigliera regionale del Pdl Nicole Minetti, inviata sul posto da Silvio Berlusconi.
Nell’inchiesta indaga il pm Antonio Sangermano, dopo il fermo di Ruby del 27 maggio scorso per il presunto furto di 3.000 euro e di alcuni orologi: alcune amiche di Ruby avrebbero riferito di confidenze ricevute da Ruby riguardo il giro di vip da lei frequentato, nochè sulle serate a villa San Martino. Naturalmente le indagini sono sorrette dalla minuziosa relazione della Polizia.
Come relaziona la Questura di Milano: "L’Ufficio nel corso della notte, infatti, ha fotosegnalato la minore; ha individuato i genitori in Sicilia; ha stabilito contatti con i medesimi attraverso il Commissariato di Pubblica Sicurezza competente; ha contattato telefonicamente la responsabile della comunita’ di Messina che ne aveva denunciato l’allontanamento; ha identificato la minore anche attraverso i documenti presenti in copia presso la comunita’ ed inviati a questo Ufficio“.
Il seguito è che Nicole Minetti, dopo averla presa in consegna per evitarle la comunità, non si sarebbe pià presa cura di Ruby che – pertanto – sarebbe tornata sulle strade di Milano e avvista in ‘atteggiamenti indeguati’: quindi nuovamente identificata e riportata d’ugenza in una comunità da dove è scappata più volte e riportata.
L’episodio della notte del 27 maggio è al centro di una serie di approfondimenti da parte del pm milanese Antonio Sangermano, già contattato almeno due volte dalla Questura per ricevere indicazioni su dove collocare Ruby priva di documenti, identificata con molte difficoltà, scomparsa da una delle diverse comunità dove era stata destinata dal Tribunale dei minori di Messina.
Ruby era già stata sentita ben due volte, prima dell’estate, dal pm Sangermano.
_________
(ANSA) - MILANO, 31 OTT - Il pm dei minori Annamaria Fiorillo, di turno quando Ruby venne fermata e portata in Questura a Milano, non diede l'autorizzazione all'affido della ragazza alla consigliera regionale Nicole Minetti. E' quanto si apprende da fonti giudiziarie. Il pm Fiorillo, contattato piu' volte dalla polizia, non diede il via libera alla consegna della ragazza alla Minetti e, a differenza di quanto sostenuto ieri dalla Questura, non raggiunse alcun accordo sull'affido della giovane alla consigliera.
(Foto sopra, il tribunale di Patti, dove Sangermano ha prestato servizio).
________
● RUBY E SANGERMANO: DA MESSINA A MILANO, DUE DESTINI 'PARALLELI’

Traduttore

0 commenti:
Posta un commento
La redazione si riserva il diritto di rivedere o bloccare completamente i commenti sul blog. I commenti pubblicati non riflettono le opinioni della testata Il Parco dei Nebrodi - Nebrodi e Dintorni ma solo le opinioni di chi ha scritto il commento. Errori ortografici o di grammatica non saranno corretti. Non saranno pubblicati commenti che contengano un linguaggio scurrile o affermazioni offensive.