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IL SAN MICHELE ARCANGELO DI LIBRIZZI TRA GLI “ANGELI SENZA TEMPO”
Le cronache narrano che nel 1656 la barca con la statua, giunta da Napoli, fu fermata nel porto di Messina per scongiurare il contagio dato che nella città di provenienza si era diffusa un’epidemia. Dopo tre mesi di fermo tutta la mercanzia imbarcata fu bruciata, ma non la statua di San Michele Arcangelo, risparmiata per la magnificenza e la bellezza: viene ammessa a quarantena con tutto il personale della barca e, infine, è esposta nella Casa Professa di Messina, dove vi è tale il concorso di gente così di secolari come religiosi che s'apportò grandissima meraviglia a vedere tale manifattura da imporre al Senato di deliberare che la statua resti in città e che si realizzi una cappella di marmo e di altre pietre miste per collocarci detta statua del glorioso Santo Michele Arcangelo. Alla fine, dopo molte suppliche, il Senato cede alla richiesta del clero librizzese e concede, a malincuore, che la statua venga imbarcata per raggiungere Librizzi sua patria per dove era assegnata, dove il 30 settembre 1656 viene accolta nella Chiesa del Convento e il giorno dopo, domenica 1 ottobre, processionalmente portata sopra le spalle di persone devote con straordinari segni di devozione e con giubilo e allegrezza universale reponendosi detta statua del glorioso S. Michele sopra l'altare della Matrice chiesa come protettore e titolare di detta chiesa.
Dopo 354 anni la statua di San Michele Arcangelo da Librizzi ritorna a Messina per essere ancora esposta alla vista dei Messinesi. Ci si augura che tale manifestazione sia anche l’occasione per finanziare ed effettuare gli urgenti lavori di restauro di cui la statua necessita.
Il documento che narra la vicenda dell’arrivo della statua di San Michele Arcangelo è conservato nel locale archivio parrocchiale ed è stato pubblicato da Antonino D’Amico nel volume Librizzi: può essere letto anche su internet all’indirizzo http://www.librizziacolori.eu/storia/san_michele/san_michele.htm.
Carmelo Rifici
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