Capo d’Orlando (Me), 10/01/2011 - Quello di Michele Starvaggi “Il coraggio di vivere”, è un romanzo ispirato a una storia vera che racconta, in chiave comico-drammatica, quanto la vita sappia essere più intrigante di qualsiasi narrazione. Michele, strampalato sognatore, rientrando dal lavoro conosce, dopo averla investita con l’auto in una folle retromarcia, Giada infermiera del policlinico Gemelli di Roma. Una storia d’amore, un incidente, due tentati omicidi, un viaggio, due terribili malattie e un destino beffardo faranno da sfondo alla storia dei due protagonisti.
Un’opera che snoda le sue fitte trame fra l’incantevole città di Roma e la Sicilia. Uno scritto evocativo che crea con immagini e parole, la suggestione delle città di Messina, Brolo e Capo d’Orlando. Ognuno di noi nasce con un destino predefinito. Un inizio e una fine dei giochi. Sarà il destino burlone del tempo a tessere le sue fitte maglie sulla trama della vita dei due protagonisti. Nessuno può cambiare il loro destino, sono vittime di un fato già deciso.
Michele Starvaggi è nato il 24 giugno del 1982 a Patti (ME), attualmente vive a Capo d'Orlando (ME). Si occupa di attività produttive, associazionismo e attività sociale in ambito nazionale. Il suo secondo romanzo, “Il coraggio di vivere” in vendita su Feltrinelli, sta riscuotendo un ottimo successo di critica, di commenti dei lettori oltre che una particolare attenzione da parte di illustri letterati italiani.
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Quello che caratterizza lo scritto di Michele Starvaggi è lo stile, del tutto nuovo, fresco, diretto e immediato. Uno scritto che evoca situazioni emozionali azzeccate, riesce a creare un mix di sentimenti, emozioni, sorrisi e lacrime del tutto nuove. In una prima parte del romanzo i personaggi e luoghi sono incastonati in un contesto solare e ricco di piacevoli colpi di scena, la seconda parte di contraddistingue sia per gli elementi di prosa che per l’evolversi degli eventi tragici, fino ad arrivare a un finale del tutto inaspettato.
Interessante l’elemento prosa, le parole si collocano in una naturale sequenza descrittiva che non lascia dubbi sullo stato d’animo dell’uomo che sta per giungere al termine dei suoi giorni. In particolare, alcuni tratti ricompongono la visione della triste realtà e del momento in cui è stato inspirato e creano un’immagine composta di termini concreti, controllati e definiti nei versi. Non è una parola evocativa o visionaria, perché il destino non lascia che amaro e pesante lo stato d'animo e induce a una decisiva e diretta riflessione.
L’increscere della tragicità nel narrato avviene con una gradualità tale, che, a metà dell’opera, si percepisce l’impressione di essere stati proiettati nella storia stessa quale parte integrante del loro contesto, tale da provare sensazioni ed emozioni forti per la loro vicenda. L’illustrazione del narrato compone le immagini sulle parole, riuscendo a definire un insieme di sensazioni che riaffiorano dalle pagine facendo sentire il lettore parte narrata.
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Il libro è in vendita nelle librerie Feltrinelli e su lafeltrinelli.it
Per maggiori info: www.michelestarvaggi.org





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