Messina, 09/01/2011 - Ti capita di leggere i giornali e il materiale pubblicitario e così ti organizzi un bel viaggetto in comitiva da Librizzi, con tanto di pullman - oltre cinquanta persone, per andare a vedere la mostra sugli Angeli. Ci vai anche perché, in una delle mostre, espongono nientemeno che la bellissima statua seicentesca di San Michele Arcangelo del tuo paese (Librizzi, ndr).
Organizzi tutto, e fissi una precisa scaletta degli orari, e così ti presenti intorno alle 16,00 di sabato 8 gennaio 2011, all’ingresso del Palacultura Antonello, a Messina, dove dovrebbe tenersi la mostra Angeli di Carta, ovvero, come recita il materiale pubblicitario ufficiale, una esposizione bibliografica di Testi dal XVI al XIX sec. La mostra è (dovrebbe essere) aperta dal 14 dicembre al 22 gennaio.
Prima difficoltà: individuare l’accesso. Poi, finalmente, scopri, dietro un vetro, una piccola locandina che annuncia la mostra, e una porta automatica che si apre. Ti orienti tra pannelli vuoti che ingombrano l’ingresso e trovi un altro piccolo cartello che annuncia che la mostra è al primo piano. Cerchi le scale, non segnalate, e le trovi, alla fine. Vi si accede da una porta tenuta aperta con un coperchio in polistirolo. Sali la scala illuminata e al primo piano ti disorienti di nuovo. Nessun cartello, nessuna indicazione. Finalmente, apri una porta e ti trovi nella sala della mostra, non illuminata. Entriamo, siamo una cinquantina, e cominciamo la nostra visita, il materiale sembra interessante, ma la scarsa illuminazione ci fa soffrire. Dopo un po’ arriva un signore: sono il custode. Che fate voi qua? Stiamo tentando di visitare la mostra. Ma che dite, non si può, uscite, uscite…
Protestiamo vivacemente: ma c’è scritto su tutti i giornali che la mostra è aperta tutti i giorni, c’è scritto sulla locandina all’ingresso… Sì, tutto vero, ma gli organizzatori sabato e domenica non mandano il personale e, perciò, la mostra non si può visitare. Che importa se abbiamo fatto cento chilometri e altrettanti ne faremo al ritorno? Che importa se siamo in cinquanta e più? Che importa l’accoglienza? Che importa se sono stati spesi dei soldini pubblici e sono state impegnate delle risorse umane per allestire la mostra e per pubblicizzarla? Noi non possiamo visitarla, e basta, non abbiamo diritti. Apprendiamo, poi, che la stessa disavventura è capitata a diverse altre comitive. E’ così che si promuovono la cultura e il turismo?
Ci rassegniamo. Andiamo a visitare la mostra Angeli senza tempo, al Monte di Pietà, in via XXIV Maggio. Per fortuna lì l’accoglienza è di tutt’altro tenore. Tanta cortesia, luci accese, bella mostra e, poi, lì c’è il nostro San Michele Arcangelo (statua lignea di artista anonimo napoletano, 1656) esposto in bella vista! Eppure…
Non riusciamo a trovare una sola copia del catalogo di cui è stata data notizia sulla stampa; solo un caso fortunato ci consente di entrare in possesso di alcuni pieghevoli, in quantità comunque assai insufficiente in relazione al numero dei visitatori; e poi… la nostra statua di San Michele Arcangelo (che ha bisogno di urgenti interventi di restauro) non appartiene alla Chiesa della Madonna della Catena, ma alla Matrice, dove è stato posta sull’altare maggiore l’1 ottobre 1656. San Michele Arcangelo è il titolare della omonima chiesa e della parrocchia.
Sarei felice se le autorità responsabili delle mostre ponessero rimedio alle mancanze lamentate, non ripetendole mai più, e si preoccupassero di farmi avere una copia del catalogo relativo alla mostra Angeli senza tempo. Beh, si accettano anche le scuse. Temo, tuttavia, che nessuno si accorgerà dei disservizi.
Foto e informazioni sulla statua di San Michele Arcangelo di Librizzi sono disponibili al seguente indirizzo: http://www.librizziacolori.eu/storia/san_michele/san_michele.htm
Carmelo Rifici






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