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MESSINA, USURA E PORNOGRAFIA: 7 ARRESTI

MESSINA, 7 USURAI ARRESTATI TRA CUI UN AVVOCATO E UNA DONNA

Messina, 19/01/2011 – L’inchiesta della magistratura era partita nel 2008. Lo scorso mese di aprile aveva portato in carcere Nunzio Venuti, 47 anni, impostore e millantatore di varie professioni, oltreché strozzino: da un venditore "porta a porta" aveva preteso un tasso a usura del 30% mensile, colto in flagrante lo hanno arrestato.
Ma non doveva essere il massimo. E se le professioni di perito di assicurazioni ed avvocato le praticava solo con la bocca (era un sedicente), non altrettanto faceva in veste di pornostar: in tale ruolo non operava solo con la bocca e i suoi dvd erano piuttosto apprezzati dagli stessi usurati, cui venivano regalate copie contenenti le audaci performances erotiche del Venuti. Films che lo stesso finto avvocato, ma vero pornostar, attore hard da fare invidia a Rocco Siffredi, interpretava con effettiva competenza.
Erano due degli arrestati, Mario Ungaro e Lorenzo Bilardo, ambedue 50enni, quest’ultimo di Barcellona P.G., a procurare le "vittime" da spennare a Nunzio Venuti: nel ‘pacchetto’ usurario del Venuti erano compresi il denaro, i dvd pornografici autoprodotti ed una consulenza legale o peritale a scelta, tanto… La clientela era costituita da imprenditori, commercianti e da un noto commercialista di Messina. L'inchiesta ha potuto accertare che i tassi usurari imposti dalla banda messinese, con a capo il Venuti, partivano dal 250 per spingersi fino al 360%.

Il livello di impostura del Venuti era stato oramai misurato in tutta la sua perfida estensione: da perito assicurativo Venuti era ‘diventato’ avvocato, con tanto di laurea alla parete, tessera professionale, biglietti da visita e fascicoli a portata di mano: tutto rigorosamente falso. Ma la sua vera professione erano l’usura e il settore pornografico: là era abile, arruolato.

Le sue prestazioni legali avvenivano, molto probabilmente, attraverso un vero avvocato, pure lui finito nell’inchiesta ed arrestato nella stessa operazione ‘Brillantina: Tommaso D'Arrigo, 43 anni.

D’Arrigo era finito a suo tempo nello stesso giro di usura, in qualità di vittima del Venuti ma poi aveva saltato lo steccato e da usurato era diventato usuraio, come hanno accertato gli inquirenti. Strozzato dai debiti l’avvocato D'Arrigo era stato messo in contatto col Venuti in cerca di una soluzione, per un prestito, ma dopo s’era fatto strozzino anche lui. Ed in tale ruolo aveva messo con il cuore nel fango un docente universitario, Placido Migliardo, docente di fisica morto di malattia e dispiacere lo scorso anno.

Migliardo aveva commesso l’errore di rivolgersi all’avv. D’Arrigo per il disbrigo delle sue pratiche per la pensione e l'invalidità. Errore fatale, che lo ha ridotto sul lastrico e forse portato alla morte: l’avv. D’Arrigo era arrivato al punto da sottrargli perfino la carta di credito, prelevando pure l’intero importo spendibile ogni giorno e mettendosi in tasca i 120 mila euro della liquidazione dello stesso docente universitario.

Il settore recupero crediti per conto di Nunzio Venuti era stato appaltato ad esponenti del clan Mangialupi, con in testa il boss Benedetto Aspri, già in carcere, dove il provvedimento della magistratura gli è stato recapitato.

Le persone arrestate sono:
Nunzio Venuti, 47 anni
Tommaso D'Arrigo, 43 anni, avvocato;
Felicia De Salvo, 44 anni,
Gaetano Vento, 51 anni, cognato della De Salvo
Mario Ungaro, 50 anni
Lorenzo Bilardo, 50 anni di Barcellona P.G.
Benedetto Aspri, 50 anni, provvedimento notificato in carcere
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Nella mattinata odierna, la Questura di Messina (Squadra Mobile e Commissariato Sezionale “Messina Sud”) ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa in data 12.01 u.s. dal G.I.P. presso il Tribunale di Messina nei confronti di sette persone indagate perché, in concorso tra loro, con più azioni criminose reiterate nel tempo, si facevano dare o promettere interessi usurari come corrispettivo dell’erogazione di denaro. Ad alcuni degli indagati è stato contestato il reato di estorsione e riciclaggio. Inoltre ad uno di essi, che millantava di essere un perito assicurativo, è stato contestato il reato di circonvenzione d’incapace in quanto circuiva un docente universitario in quiescenza approfittando del suo stato d’infermità, che gli consentiva di appropriarsi indebitamente di ingenti somme di denaro.

Le indagini, avviate nell’agosto 2008, hanno consentito di accertare che le vittime dell’usura (tra cui commercianti, imprenditori e professionisti) erano costrette a corrispondere interessi che variavano dal 20 al 30 per cento mensilmente fino a raggiungere, a causa dei continui incrementi, anche il 300 per cento.

E’ stata accertata, altresì, la correità di un esponente di spicco della criminalità organizzata messinese che, con la minaccia di ritorsioni, costringeva le vittime al versamento delle somme di denaro. Tra gli indagati risulta anche un avvocato del Foro di Messina. (Polizia di Stato)

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