Chiediamo al geofisico Stefano Lorito dell’Ingv se è possibile applicare tali modelli matematici allo studio del rischio sismico sul Gran Sasso e sui Monti della Laga in Abruzzo. Nell’Anno Internazionale della Chimica, nel 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, al via il programma scientifico dell’VIII Forum Italiano di Scienze della Terra (Torino, 19-23 settembre 2011). In occasione del suo 130° anniversario che cade nel 2011, la Società Geologica Italiana presenta il volume “The Geology of Italy: tectonics and life along plate margins”. Due raccomandazioni: in Abruzzo e nel mondo le faglie non vanno confuse con le sorgenti sismogenetiche; L’Aquila va ricostruita affinché non crolli di nuovo, cominciando ad affrontare il problema dallo stato della situazione. Il mondo dei mass-media invece di perdersi in chiacchiere e gossip, dovrebbe sollecitare il Governo italiano, le autorità territoriali e tutti coloro che hanno la responsabilità di decidere, a promuovere ed attuare programmi a carattere locale e nazionale a supporto della valutazione e mitigazione del rischio sismico. La classificazione sismica in Italia va sicuramente aggiornata alla luce delle nuove scoperte. Il fallimento non è contemplato. Gli scienziati fanno già il loro dovere.
(di Nicola Facciolini)


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