L'operazione a conclusione di una complessa attività investigativa, è stata condotta dal Servizio antiterrorismo della direzione centrale della Polizia, dalla Digos della Questura di Catanzaro e dalla Polizia Postale per la CalabriaCatanzaro, 31/01/2011 – Utilizzavano Internet per diffondere l'ideologia jihadista e addestrare immigrati islamici a compiere atti terroristici. Questa mattina la Digos di Catanzaro, in collaborazione con la polizia postale di Roma e della Calabria, ha arrestato tre cittadini marocchini appartenenti alle comunità islamiche calabresi, con l'accusa di addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale.
Tra gli arrestati l'Imam della moschea di Sellia Marina, in provincia di Catanzaro, Garouan M'Hamed, di 57 anni. Insieme a lui è finito in carcere anche il figlio 25enne, Garouan Brahim. Il terzo arrestato è residente nella stessa provincia, a Lamezia Terme, ha 28 anni e si chiama Dahhaki Younes.
L'operazione "Hanein" (Nostalgia in arabo), dal nome di uno dei siti web utilizzati dalla cellula terroristica, è iniziata nel 2007, in seguito ad una perquisizione fatta nell'appartamento di uno degli arrestati, nel quale fu trovato del materiale propagandistico che inneggiava alla jihad.
Nel corso delle indagini, gli investigatori della Polizia hanno documentato l'attività svolta dai tre marocchini, attraverso intercettazioni telefoniche, ambientali e pedinamenti.
Gli arrestati ricevevano e diffondevano, con finalità di terrorismo e addestramento, documentazione e materiale informatico contenete le istruzioni sul confezionamento e l'uso di esplosivi, armi da fuoco e altri oggetti idonei ad offendere. In particolare venivano illustrate le modalità operative per compiere azioni violente ed atti di terrorismo.
Il proselitismo veniva effettuato attraverso siti web, blog e forum collegati all'integralismo islamico; il materiale veniva distribuito in Italia anche utilizzando supporti informatici come cd e dvd. Tra le altre cose si davano indicazioni per rendere anonime e sicure le comunicazioni telematiche e compiere sabotaggi di sistemi informatici.
Anche i sermoni tenuti dall'Imam arrestato contenevano messaggi indirizzati agli spiranti terroristi.
Nell'ambito dell'operazione la Polizia ha inoltre effettuato nove perquisizioni nei confronti di altrettanti cittadini extracomunitari, indiziati di aver collaborato con la cellula terroristica, arrestando una quarta persona per detenzione e spaccio di droga.
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Catanzaro, 31/01/2011 – Operazione antiterrorismo in Calabria, dove 3 immigrati islamici sono stati arrestati in una operazione congiunta della Polizia con l’accusa di addestramento ad attività di terrorismo internazionale. I tre sono stati tratti in arresto in provincia di Catanzaro ed apparterrebbero a comunità musulmane di Catanzaro e Lamezia Terme.
L'operazione è scattata a conclusione di una complessa attività investigativa ed è stata condotta dal Servizio antiterrorismo della direzione centrale della Polizia, dalla Digos della Questura di Catanzaro e dalla Polizia Postale per la Calabria.
Dopo mesi di intercettazioni e pedinamenti, la polizia sta eseguendo in provincia di Catanzaro tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di immigrati islamici accusati di addestramento al terrorismo internazionale. Sono ancora in corso numerose perquisizioni nei confronti di altri indagati.
Tre persone, padre, figlio e un amico, sono rimaste seriamente ferite a Joppolo, nel Vibonese, in Calabria, a causa dello scoppio di una bombola di gas. I tre rispettivamente di 66, 21 e 24 anni, hanno riportato ustioni di secondo e terzo grado al viso e agli arti. Soccorsi dal 118, sono stati trasportati all'ospedale di Vibo Valentia. Il 24enne è stato trasferito al "Grandi ustionati" del S. Eugenio di Roma, dove nelle prossime ore giungerà anche il 66enne. Il figlio sarà trasferito a Catania.

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