Il soprano Tiziana Caminiti all'esordio nella sua messina. Dirige Elisabetta Maschio, regia di Mario De Carlo. Il capolavoro di Franz Lehár, presentato in conferenza stampa, in scena il 3, 5 e 7 maggio. Armando Ariostini è il Conte DaniloMessina, 30/04/2011 - L'operetta più famosa del mondo, la prima volta di un direttore donna - Elisabetta Maschio - sul podio del Vittorio Emanuele,
un regista - Mario De Carlo, originario di Reggio Calabria - che è un maestro del genere, il debutto nella propria città del soprano Tiziana Caminiti nel ruolo principale di Hanna Glawari, il ritorno di un artista dalla carriera internazione qual è il baritono Armando Ariostini nell'altro ruolo principale del Conte Danilo, un cast di prim'ordine che, tra l'altro annovera molti cantanti siciliani e calabresi, la grande risposta del pubblico messinese che ha già portato il Vittorio Emanuele quasi al tutto esaurito: sono tantissimi i motivi di interesse della nuova produzione del Teatro di Messina, "La vedova allegra" di Franz Lehár, presentata in una conferenza stampa.
Assente perché fuori Messina il presidente Luciano Ordile, l'incontro è stato introdotto dalla vicepresidente dell'Ente Daniela Faranda, la quale ha messo in evidenza come l'allestimento dell'operetta di Lehár arrivi nella parte conclusiva di una stagione molto importante per qualità e per quantità. "Inoltre - ha detto - è parso importante a tutto il consiglio di amministrazione che, accanto a titoli poco frequentati come 'Suor Angelica' e 'Gianni Schicchi', ce ne sia uno così popolare come 'La vedova allegra'. Non solo, il ritorno sul palcoscenico del Vittorio Emanuele del genere operetta, mancante da diverse stagioni, ha consentito di accontentate una fetta importante e numerosa del nostro pubblico, a dimostrazione di un'attenzione istituzionale che dobbiamo sempre al nostro territorio".
A sua volta il sovrintendente Paolo Magaudda ha ricordato che la stagione prevede ancora importanti appuntamenti musicali, quali le tre serate con Paolo Conte e l'allestimento di "Norma" di Bellini, in programma a luglio nel Teatro Antico di Taormina. "Questa stagione - ha aggiunto - è stata una delle più impegnative dell'intera storia dell'Ente Teatro. Per questo, anche oggi non posso fare a meno di ricordare e ringraziare tutto il nostro personale, sia per le capacità che dimostra in ogni occasione sia per l'impegno di prim'ordine".
Il direttore artistico per la musica, Lorenzo Genitori, ha ricordato la complessità e le difficoltà esecutive che caratterizzano un'operetta messa in scena in modo serio: " La nostra Vedova è fatta da specialisti del genere, con un organico orchestrale-sinfonico, con un’attenzione ai dettagli di messinscena e concertazione che si allinea perfettamente con le operazioni condotte in sede di allestimento dei grandi melodrammi: con in più quella freschezza che in casi come questo non può mancare, coniugata con una voglia di sorridere e far sorridere sicuramente gradite in temperie come quella attuale".
Tutte considerazioni che sono state ribadite dalla direttrice d'orchestra Elisabetta Maschio: "Con l’orchestra, il coro e i solisti di questa edizione cercheremo di contagiare il pubblico con il ritmo delle danze e di commuoverli con le terse sonorità dei duetti d’amore, consapevoli di toccare con rispetto un capolavoro assolutamente indimenticabile. Il successo de La vedova allegra è certamente da attribuire anche al fatto che si tratta di una sorta di prodotto comunitario europeo ante litteram. Molti temi rimandano infatti alla tradizione francese offenbachiana, altri a quella popolare delle aree balcaniche, altri sono squisitamente viennesi".
La regia di Mario De Carlo (che firma anche scene e costumi) punta molto sul ballo, momento strategico del capolavoro di Lehár. Inoltre, ha spiegato, "per fare onore alla Vedova ho deciso di andare contro corrente: in un’epoca in cui si assiste a regie minimaliste o ambientate in contesti altri, rispetto all’originale, io ho preferito ritornare a offrire al pubblico una messinscena col profumo della Belle Epoque. L’impianto scenografico è dunque di classica impostazione: l’ambasciata del Pontevedro con le sue colonne di malachite e gli stucchi d’oro si ispira all’aulico stile dell’Hermitage, la casa della ricchissima Hanna Glawari è invece una dimora in stile Liberty, un salotto decorato secondo l’ultimo grido del momento, ma con in più l’inaspettata trasformazione a vista dello stesso raffinato ambiente in quello infuocato e baluginante del ricostruito Maxim, tutto specchi, rosso e fucsia, così da rendere esplicito di fronte allo spettatore che si tratta sempre della maison Glawari. Al progetto ho aggiunto, inoltre, l’idea di creare un collegamento fra palcoscenico e platea, modulo frequentato da tutti i generi di teatro “leggero”: un espediente tecnico che, lungi dal pretendere una qualsivoglia plausibilità drammaturgica, rende piacevolmente scorrevole l’azione e avvicina, non solo fisicamente, i protagonisti al pubblico".
Con Tiziana Caminiti e Armando Ariostini cantano e recitano Mihaela Marcu, Carmine Monaco, Francesco Marsiglia, Leonardo Galeazzi, Dario Giorgelè, Emy Spadaro, Michele Mauro, Milena Calarco, Demetrio Marino, Concetta Lazzaro, Giuseppe Taverriti e Luigi Lombardo. Coreografie di Liana Iancu. Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele, Coro lirico "Francesco Cilea", diretto da Bruno Tirotta. Allestimento del Teatro dell'Opera nazionale rumena di Timişoara.
Anche in occasione de "La vedova allegra" la Biblioteca Regionale Universitaria "Giacomo Longo" di Messina ha preparato un'interessante mostra bibliografica con libri e riviste sull'argomento, sia dal punto di vista musicale sia da quella delle diverse versioni cinematografiche che sono state realizzate in passato.
CON "LA VEDOVA ALLEGRA" TORNA L'OPERETTA AL VITTORIO EMANUELE





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