CORSE CLANDESTINE A MESSINA: 8 CAVALLI SEQUESTRATI ALLA MALA
Messina, sgominata un’associazione per delinquere finalizzata all'organizzazione di corse clandestine tra cavalli, 20 le persone arrestate dai Carabinieri del Comando ProvincialeMessina, 30/04/2011 - I Carabinieri del Comando Provinciale di Messina, a conclusione di un'articolata attività di indagine, avviata nel 2006 dal Nucleo Operativo della Compagnia Messina Centro, denominata “Pista di sabbia”, in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Messina,
su richiesta della locale Procura della Repubblica, hanno tratto in arresto 20 persone, dedite all’organizzazione di competizioni clandestine tra cavalli, disputate lungo alcune importanti arterie stradali cittadine. Diciassette di loro sono indiziati del reato di associazione per delinquere finalizzata al maltrattamento ed all’organizzazione di competizioni non autorizzate tra animali, mentre gli altri tre sono veterinari ritenuti responsabili di concorso esterno nella predetta associazione.
L’operazione è stata resa possibile grazie all’applicazione della disciplina introdotta dalla legge 20 luglio 2004, n. 129 che ha fornito appropriati strumenti giuridici per porre un efficace argine al preoccupante fenomeno delle corse clandestine, diffuse in diverse aree della Sicilia e della Calabria ed a Messina in particolare, e spesso gestite da soggetti organici a sodalizi della criminalità organizzata.
Nel corso delle indagini sono state monitorate, ed in molti casi interrotte, numerose corse disputate lungo le principali strade cittadine, sottratte con protervia alla loro naturale destinazione. Spesso le gare venivano riprese dai partecipanti ed i relativi filmati diffusi via internet.
Pesantissime poi le sofferenze inflitte agli animali, costretti a correre in condizioni per loro innaturali, vittime di gratuite percosse, esposti al rischio di cadute e di collisioni e sottoposti a consistenti trattamenti farmacologici ad efficacia dopante, praticati talvolta con la consulenza di veterinari compiacenti. In diversi casi ciò ha causato la morte degli animali, come testimoniato dal rinvenimento di numerose carcasse abbandonate e, in ultimo, nelle scorse settimane, dal decesso di un cavallo sfuggito al controllo del suo fantino in pieno centro cittadino. Altrettanto allarmante il giro di scommesse clandestine proliferato intorno alle gare.
Nel corso dell’operazione sono state effettuate numerose perquisizioni, che hanno riguardato anche i ricoveri, spesso fatiscenti, che ospitavano gli animali, ubicati in diversi quartieri cittadini.
I cavalli sequestrati verranno trasferiti, appena possibile, presso idonee strutture della zona per essere sottoposti ad un percorso terapeutico e riabilitativo ed eventualmente destinati ad attività di interesse sociale. Il gruppo criminale si avvaleva di soggetti impiegati in distinti ruoli. Gli organizzatori delle competizioni si dedicavano all’acquisto dei cavalli, allo svolgimento degli allenamenti, all’approvvigionamento dei farmaci, al reperimento dei locali per il ricovero degli animali, in molti casi ricadenti in aree demaniali ovvero oggetto di occupazione abusiva, nonché alla pianificazione delle singole competizioni, individuando i tracciati e le relative caratteristiche (rettilinei pianeggianti o tratti in salita) e concordando le regole di gara.Altri sodali erano impegnati, invece, nell’attività agonistica vera e propria, conducendo gli animali in gara ed in allenamento a bordo di calessi.
Altri elementi, spesso reclutati di volta in volta, venivano impiegati per cronometrare le corse ed altri ancora per scortare in formazione, con un vero e proprio sciame di motocicli ed autovetture, gli animali nell’avvicinamento ai luoghi delle competizioni e durante le gare o per isolare le aree prescelte per le dispute, presidiando gli incroci allo scopo di interdire il traffico veicolare. In una singola gara potevano essere impiegati anche ottanta centauri.
Gli animali erano poi sottoposti a trattamenti farmacologici intensivi finalizzati all’incremento delle prestazioni agonistiche piuttosto che a scopi terapeutici, con grave rischio per la salute, praticati in molti casi con l’assistenza di veterinari compiacenti e con l’utilizzo di sostanze improprie.Un aspetto inquietante è rappresentato dai maltrattamenti gratuiti inferti ai cavalli.
Gli animali, in particolare, venivano addestrati e poi impiegati nelle gare in condizioni non adeguate alle loro caratteristiche, venendo costretti a correre su fondi stradali in asfalto e comunque rigidi, essendo altresì soggetti a violente percosse, inflitte con bastoni ed anche con oggetti improvvisati quali caschi da motociclista, ed altre costrizioni.
Le gare si sono disputate su tracciati ricorrenti, individuati nella città di Messina, denominati secondo codici convenzionali.
La Marina identificava il primo tratto della via Consolare Pompea a partire dalla Rotonda dell’Annunziata in direzione Ganzirri.
La Strada Larga era invece il tratto della SS 114 ricadente in località Santa Margherita.I percorsi denominati Mare-Monti si snodavano, in salita, lungo le arterie di Viale Gazzi e di Viale Giostra.
Alcune corse si sono svolte in trasferta, a Galati, a Giammoro ed in località Fondachello di Fiumefreddo in provincia di Catania, ove confluivano anche fantini di altre provincie limitrofe.
Ingenti le somme di denaro, pari anche a diverse migliaia di euro, scommesse dai proprietari dei cavalli ed anche dal folto pubblico che assisteva alle gare.
Nel corso delle indagini sono stati sottoposti a sequestro, tra l’altro, consistenti quantitativi di farmaci di varia natura, cateteri e siringhe, referti medici e fatture, calessi, due quadrupedi, cronometri e denaro contante, impiegato per le scommesse.
Nel corso della conferenza stampa, il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Messina, Col. Claudio Domizi, ha, tra l’altro, affermato che, al di là dello stretto risultato operativo, l’operazione rappresenta una forte e significativa risposta delle Istituzione alla prevaricazione della criminalità che, sfidando e condizionando la cittadinanza, durante lo svolgimento delle competizioni illegali di cavalli, esercitava il pieno controllo del territorio.Il sodalizio criminale, infatti, si impadroniva materialmente di porzioni del tessuto urbano, anche in orario diurno, perimetrando le aree destinate alle gare con presidi, assicurati da decine di centauri impiegati per interdire il flusso stradale e segnalare, eventualmente, il sopraggiungere di pattuglie delle forze dell’ordine.
Il Col. Domizi ha, poi, sottolineato che l’operazione condotta nella scorsa nottata assume ulteriore valore perché ha infranto il convincimento ed il senso di impunità avvertito e diffuso tra i membri dell’organizzazione, fondato sulla consapevolezza delle difficoltà per le forze dell’ordine nell’azione di contrasto, per le modalità con cui si svolgevano le corse, e di potersi avvalere anche della condizione di omertà indotta.
Nel corso delle perquisizioni della mattinata odierna, i Carabinieri di Messina hanno proceduto al sequestro di quattro stalle, in uso ai soggetti tratti in arresto, di sette cavalli di varie razze, di 10 calessi - utilizzati verosimilmente per le competizioni illegali – nonché di numerosissimi farmaci, utilizzati quali sostanze dopanti e non che, per tipologia, risultano non conformi alle vigenti norme sanitarie previste per la cura degli equini.Inoltre, i Carabinieri hanno altresì rinvenuto numerosissimi corpi contundenti tra cui delle mazze, alcune in ferro ed altre in legno, che venivano verosimilmente utilizzate per colpire i cavalli nel corso delle corse clandestine.
Addirittura i Carabinieri hanno anche rinvenuto e sottoposto a sequestro una pistola a salve che, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, sarebbe stata utilizzata per allontanare curiosi e automobilisti che avrebbero potuto dare intralcio al regolare corso della competizione.
Infine, copiosa documentazione cartacea, riconducibile ad esempio alle quotazioni dei cavalli che partecipavano alle competizioni clandestine, è stata sottoposta sequestro poiché ritenuta utile per il proseguo delle indagini, nonché delle effigi fotografiche riproducenti i quadrupedi in possesso degli indagati.
Sono comunque tutt’ora in corso le operazioni di perquisizione presso altri villaggi del capoluogo peloritano.
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OPERAZIONE “PISTA DI SABBIA”
NOMINATIVI DELLE PERSONE ARRESTATE:
DETENZIONE IN CARCERE:
1. SIRACUSANO Placido, cl.
2. TRICOMI Davide, nato a Messina cl. 1975
3. TRICOMI Antonino, nato a Messina cl. 1967
4. ROMEO Antonio, nato a Messina cl. 1983
5. CURRÒ Santo, nato a Messina cl. 1961
6. CATRIMI Placido, nato a Messina cl. 1959
7. SCOTTO Carmelo, nato a Messina cl. 1976
8. DI BELLA Mario, nato a Messina cl. 1983
DETENZIONE AGLI ARRESTI DOMICILIARI:
1. GRAZIANO Cesare, nato a Messina cl. 1963
2. MANGANO Salvatore, nato a Messina cl. 1979
3. TURRISI Antonino, nato a Messina cl. 1963
4. TRICOMI Salvatore, nato a Messina cl. 1968
5. TRICOMI Francesco, nato a Messina cl. 1989
6. DE SALVO Giuseppe, nato a Messina cl. 1964
7. CURRÒ Antonino, nato a Messina cl. 1980
8. CATRIMI Vittorio, nato a Messina cl. 1981
9. SQUADRITO Pietro, nato a Messina cl. 1973
10. DI BLASI Antonino, nato a Messina cl. 1971
11. NASO Nazzareno, nato a Vibo Valentia cl. 1960
12. CATONE Giuseppe, nato a Santa Teresa di Riva (ME) cl. 1956










Comunicato stampa LAV
RispondiEliminaMESSINA: SGOMINATA ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE FINALIZZATA
ALL’ORGANIZZAZIONE DI CORSE CLANDESTINE TRA CAVALLI, 20 LE PERSONE ARRESTATE
DAI CARABINIERI.
LAV: CONTROLLI A TAPPETO PER CONTRASTARE L’INTENSIFICARSI DELLE ATTIVITA’
CRIMINALI NEL SETTORE DELLE CORSE DI CAVALLI
“Questa operazione è l’ennesima conferma della pericolosità sociale delle
organizzazioni criminali dedite alle corse clandestine”. Lo afferma Ciro
Troiano, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV,
commentando la notizia dell’operazione “Pista di sabbia”, dell’Arma di
Messina che ha portato all’esecuzione di 20 ordinanze di custodia cautelare
per associazione per delinquere finalizzata all’organizzazione di corse
clandestine di cavalli e maltrattamento di animali.
“Le inchieste degli ultimi anni dimostrano ampiamente la regia della
criminalità organizzata dietro le corse clandestine. - prosegue Troiano -
Tra le operazioni di maggiore rilievo quella denominata “Big Horse” del
2004, l’operazione “Diomede” del 2005, le operazioni “Zodiaco” del 2006 e
“L’Arcangelo” del 2007, la “Morus” e la “Febbre di cavallo” del 2009: i
reati contestati nelle varie operazioni sono di associazione per delinquere
finalizzata alla truffa, ricettazione e frode in competizione sportiva,
esercizio abusivo della professione veterinaria, maltrattamento di animali.
Altre inchieste hanno dimostrato che nelle illegalità legate al mondo
dell’ippica sono coinvolti clan di spessore criminale di primo livello, come
i Casalesi, i Labate, i Santapaola, il clan mafioso del rione Giostra di
Messina, il clan Spartà della provincia di Messina, i Parisi, i Capriati e
gli Strisciuglio di Bari, i Ferrera di Catania”.
Secondo l’Osservatorio nazionale
Zoomafia della LAV le corse clandestine di cavalli sono uno dei settori di
maggiore interesse della criminalità organizzata, in particolare in Sicilia
e nel Sud Italia, con un giro d’affari stimato in circa 1 miliardo di euro.
Per arginare questo fenomeno, la LAV chiede alle Autorità controlli a
tappeto, da parte delle Forze dell’Ordine su coordinamento delle Prefetture,
sulla detenzione dei cavalli nelle numerose stalle improvvisate presenti in
diverse città, da Palermo a Catania, da Napoli a Reggio Calabria.
“In questo modo verrebbero scoperte stalle e scuderie abusive da cui
provengono i cavalli usati per le gare clandestine, risalendo ai proprietari
degli animali – continua Troiano – L’applicazione dell’anagrafe equina e la
vigilanza sulle stalle consentirebbe anche di verificare lo stato in cui
vengono tenuti i cavalli: è notoria l’illecita consuetudine di rinchiuderli
in ambienti privi di autorizzazioni e in condizioni igieniche pessime”.
“Negli ultimi mesi si è assistito ad una vera esplosione virulenta del
fenomeno, con corse bloccate, cavalli morti e abbandonati per le strade,
filmati di corse pubblicizzati su internet. - aggiunge Troiano – Anche
Internet rappresenta uno strumento per propagandare, raccogliere scommesse e
organizzare corse clandestine di cavalli, come recenti inchieste portate
avanti dalla Polizia Postale di Reggio Calabria, in collaborazione con la
LAV, hanno dimostrato”.
“Il mondo degli ippodromi è spesso ricettacolo delle più varie illegalità -
conclude Troiano - e non è un segreto che molti boss della camorra
napoletana o della mafia siciliana abbiano la passione per i cavalli e le
corse. L’illegalità nell’ippica ha volti e forme diversi. Spesso travalicano
i confini degli ippodromi e si innestano in circuiti criminali molto più
vasti e offensivi. Per questa ragione è indispensabile rafforzare le
indagini e le attività di contrasto di questi crimini che rappresentano un
consolidato business della criminalità organizzata”.
Roma, 29 aprile 2011 Ufficio Stampa LAV 06 4461325
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