Proseguendo ancora per mezz’ora in direzione nord-ovest, si giunge ai ruderi delle neviere dove fino agli inizi di questo secolo veniva “fabbricato” il ghiaccio. Da questo punto si arriva, dopo mezz’ora di marcia, al pizzo denominato “Maja e Pelavat” e subito dopo nella piana di Portella della Ginestra, quest’ultima famosa, ahimé, perché il I maggio del 1947 fu qui che il bandito Salvatore Giuliano sparò sulla gente inerme che stava festeggiando alla festa dei lavoratori. Sul luogo è stato eretto nel 1979 un monumento di “land art”, opera del pittore-scultore Ettore de Coniliis”.
Così si legge sul sito web del Comune di Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo, una cittadina di origini albanesi ricca di tante tradizioni tutte importanti e spesso suggestive.
Tra le ‘tradizioni’ c’era pure quella del 1° maggio a Portella della Ginestra, un’occasione “quest’ultima famosa, ahimé, perché il I maggio del 1947 fu qui che il bandito Salvatore Giuliano sparò sulla gente inerme che stava festeggiando alla festa dei lavoratori”.
Proprio così, o quasi, perché quella che viene pure denominata ‘strage di Portella della Ginestra’, o anche ‘eccidio’, resta una pagina nera della storia del nostro Paese. Se per il ministro Scelba - infatti - “non vi era alcuna finalità politica o terroristica” e il bandito Salvatore Giuliano e la sua banda, sarebbero i soli responsabili (il processo del 1951 si concluse con la conferma di questa tesi e con la condanna all'ergastolo di Gaspare Pisciotta e di altri componenti la banda) per Girolamo Li Causi, per la Cgil, etc., il bandito Giuliano fu solo l'esecutore della strage, mentre i mandanti sarebbero stati gli agrari e i mafiosi. Ma secondo versioni più recenti e approfondite si trattò di ‘strage di Stato’.
E se ogni anno si è tornati a Portella della Ginestra per commemorare questa brutta pagina della storia della Sicilia (e della mafia) quest’anno il Comune di Piana degli Albanesi ha voluto dare nuovi ‘contorni’ a tale commemorazione, un contorno di ricotta, inserendola nel contesto di una manifestazione a sfondo promozionale e commerciale denominata “Cannoli & Friends”, per niente estranea alle tradizioni e all’economia di Piana degli Albanesi, nel cui territorio comunale ricade Portella della Ginestra.
In effetti i cannoli sono una ‘grande’ specialità di Piana degli Albanesi: ‘grande’ perché questo rinomato dolce siciliano a base di ricotta qua viene storicamente prodotto con dimensioni ‘super’, sia per la squisitezza del dolce di Piana.
"Negli ultimi 3 anni a Piana degli Albanesi si è svolta la manifestazione denominata “Cannoli & Friends”, “tre giorni di degustazioni, delizie e squisitezze in cui testimonial d’eccezione è il cannolo siciliano, dolce simbolo di Piana degli Albanesi. L’appuntamento con la dolcezza torna, da venerdì 6 a domenica 8 maggio 2011 con la rassegna Cannoli and Friends, festival internazionale di dolci e culture. Per il terzo anno consecutivo Piana degli Albanesi ospiterà le creazioni più golose della pasticceria siciliana e non solo”.
Nell'ambito di 'Cannoli & Friends' è prevista la presenza di Lele Mora: può essere questa una grande attrazione?
Per il resto c’è un sito web interamente dedicato alla manifestazione, mancano solo le date e non è agevole o immediato capire se quelle in programma si riferiscono alla edizione 2011 o ad una delle due già svolte.
Sabato 7 Maggio, ad esempio, è prevista la scopertura della scultura a Portella della Ginestra.
Di che ‘scultura’ si tratterà? In che contesto? Si tratterà di sabato 7 maggio 2011, perché nel 2012 il 7 maggio verrà di lunedì e nel 2010 è venuto di giovedì. Ma con la bella tecnologia che c’è oggi quanto complicato è scriverci un bel 2011?
Manco fosse stato il 1 maggio 1947, anno della Strage di Portella della Ginestra, che potrebbe essere spiacevole ricordare, tanto da preferire non parlarne.
In proposito, l'agenzia di informazione Agi così scrive: A Piana degli Albanesi gia' sono insorti i familiari delle vittime della strage di Portella della Ginestra, che invitano il sindaco di Piana degli Albanesi a rinviare ad una data piu' consona la presentazione dell'affresco raffigurante Gesu' Cristo realizzato in ricordo dei caduti di Portella. Il dipinto sara' inaugurato nel piazzale di Portella della Ginestra e restera' li' all'aperto. "E' una provocazione inqualificabile che offende non solo la memoria delle vittime ma anche le persone per bene - dicono i familiari delle vittime, riuniti nell'associazione "Ginestra" - Portella per noi e' memoria dei morti caduti mentre il cannolo e' una festa".
"L'iniziativa del sindaco Gaetano Caramanno - aggiunge Francesco Petrotta, esponente della Camera del Lavoro di Piana e storico - e' incomprensibile perche' di fatto non aiuta a creare quel clima di concordia tra tutte le componenti della comunita' (familiari delle vittime, autorita' ecclesiastiche, organizzazioni sindacali, forze politiche ed istituzionali) indispensabile per commemorare degnamente i caduti di Portella del Primo Maggio 1947".
Una dura posizione viene anche dal Papas di Piana Stefano Plescia: "Portella e' un avvenimento doloroso che va ricordato in altri modi, con convegni, libri e ricerche, con non certo con una festa del cannolo che e' solo uno sciupio di denaro. Sul sangue e sul pianto dei familiari delle vittime no si puo' organizzare un evento mondano. Come si fa a mettere insieme queste due cose per me e' incomprensibile e lo dico come sacerdote e come persona. Non sono favorevole a questo spreco di denaro: anziche' dare cannoli gratis, il denaro si puo' usare in modo piu' edificante e costruttivo".



Traduttore

0 commenti:
Posta un commento
La redazione si riserva il diritto di rivedere o bloccare completamente i commenti sul blog. I commenti pubblicati non riflettono le opinioni della testata Il Parco dei Nebrodi - Nebrodi e Dintorni ma solo le opinioni di chi ha scritto il commento. Errori ortografici o di grammatica non saranno corretti. Non saranno pubblicati commenti che contengano un linguaggio scurrile o affermazioni offensive.