PALERMO – 23 GIU – “Le notizie che mi giungono da piazza del Viminale, dove Franca De Candia è in sciopero della fame, oltrepassano di gran lunga il limite della decenza. Mi risulta che un collaboratore del commissario straordinario antiracket, Giancarlo Trevisone, le abbia detto che ‘se prima la potevano aiutare, ora Trevisone si è molto arrabbiato e non vuole più sentir parlare di lei’.
Se ciò corrisponde al vero come italiana pretendo che il ministro dell’Interno prenda i dovuti provvedimenti, perchè questa donna è stata lasciata deliberatamente abbandonata per ritorsione”.
Non nasconde la rabbia e l’indignazione il parlamentare europeo Sonia Alfano di fronte agli aggiornamenti che le inviano da Roma, dove la testimone antiusura Franca De Candia ha lanciato per terra i farmaci salvavita e non vuole ricominciare a nutrirsi.
“Mi hanno fatto il nome di Lino Busà, di Sos Antiracket, che con molta naturalezza le avrebbe confermato che adesso il commissario non vuole più saperne, soprattutto a causa dei miei articoli di stampa – racconta la Alfano-. Questo non può essere il volto dell’antiracket, dell’antimafia, questi rimedi sono peggio del male originario. Forse esiste davvero, dunque, il racket dell’antiracket?” si chiede amaramente il presidente dell’associazione nazionale Familiari Vittime di Mafia.


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