Lo ha reso noto con una sua dichiarazione stampa Eugenio Sarno, Segretario Generale UIL PA Penitenziari. Nella tarda mattinata di ieri, il noto impresario attivo nel campo dello spettacolo, Lele Mora ha posto in essere un tentativo di suicidio per asfissia
31/12/2011 - Lele Mora è ristretto nel reparto “ Nuovi Giunti” del carcere milanese di Opera, ed era già
sottoposto a particolare sorveglianza.
Il tentato suicidio è stato posto in essere con dei cerotti, regolarmente detenuti in cella, che il Mora ha applicato su naso e bocca. Ovviamente l’intervento dell’agente di sorveglianza è stato efficace ed immediato.
Considerate le modalità più che ad un reale tentato suicidio – sottolinea SARNO - è forse più
appropriato riferirsi ad un gesto dimostrativo, che non è escluso possa essere stato messo in piedi per
attirare l’attenzione sulla sua vicenda processuale.
In ogni caso il clamoroso gesto è solo uno dei circa 1000 tentati suicidi verificatisi in
quest’anno nelle carceri italiane ( di cui per circa 395 è legittimo parlare di vite salvate in extremis
dalla polizia penitenziaria) .
Vogliamo ardentemente sperare che non sia la notorietà del personaggio a favorire l’attenzione
sulle condizioni del sistema penitenziario con il suo carico di dolore, inciviltà, disumanità ed illegalità.
Occorre ricordare che dal 1 gennaio di quest’anno ad oggi sono 66 i detenuti suicidatisi in cella, circa
400 gli agenti penitenziari che hanno riportato ferite giudicate guaribili in oltre cinque giorni per
aggressioni subite da parte dei detenuti, oltre 5000 gli atti di autolesionismo grave, oltre 45 le maxi
risse scoppiate in vari istituti penitenziari.
Numeri che da soli concretano la prepotente urgenza di fornire risposte e soluzioni cui più volte
ha fatto cenno il Presidente Napolitano.
Purtroppo sulla materi penitenziaria anche i palliativi del Governo Monti ricalcano le orme dei
precedenti governi. Apprezziamo la buona volontà del Ministro Severino che ha avuto il coraggio di
osare, ma per incidere positivamente sulle condizioni detentive occorrono interventi strutturali. Non
bastano i pannicelli caldi che è facile prevedere non porteranno ad alcuna deflazione delle presenze,
tantomeno svuoteranno alcun carcere.
Analogamente per risolvere la grave crisi operativa e d’identità del Corpo di polizia
penitenziaria bisogna assumere immediatamente non meno di 6mila agenti. Ricordiamo che nel 2001
quando fu decretato l’organico del Corpo erano in servizio circa 43mila baschi blu e nelle celle erano
presenti non più di 45mila detenuti.
A distanza di dieci anni, con diversi nuovi istituti nuovi aperti e molti padiglioni riattivati ed
una popolazione detenuta che supera le 68mila unità gli agenti penitenziari presenti sono circa 37500,
di cui oltre tremila impiegati in strutture non detentive.
Ogni ulteriore commento ci pare ultroneo ed inutile.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
LELE MORA TENTA IL SUICIDIO IN CELLA NEL REPARTO 'NUOVI GIUNTI'


Traduttore

0 commenti:
Posta un commento
La redazione si riserva il diritto di rivedere o bloccare completamente i commenti sul blog. I commenti pubblicati non riflettono le opinioni della testata Il Parco dei Nebrodi - Nebrodi e Dintorni ma solo le opinioni di chi ha scritto il commento. Errori ortografici o di grammatica non saranno corretti. Non saranno pubblicati commenti che contengano un linguaggio scurrile o affermazioni offensive.