Salute della donna. A Palermo la prima clinica dedicata alla salute femminile, dalla vulvodinia, all’endometriosi, ai disturbi della menopausa

A Palermo apre Weda: la prima clinica dedicata alla salute femminile. Dalla vulvodinia, all’endometriosi, passando per il dolore pelvico cronico e i disturbi legati alla menopausa: un team di esperti che lavora in modo coordinato per una risposta concreta sulla salute della donna. Palermo, 8 giugno 2026 – Apre a Palermo Weda , il primo ecosistema sanitario italiano dedicato alla salute femminile che integra prevenzione, diagnosi e cura in un unico percorso strutturato. Con l’apertura della nuova sede, in via Tommaso Gargallo, 49, la città accoglie un centro specializzato pensato per offrire alle donne un punto di riferimento clinico dedicato, con un modello di presa in carico innovativo e interdisciplinare. La salute femminile rappresenta ancora oggi una delle grandi sfide dei sistemi sanitari contemporanei. Nonostante i progressi della medicina, molte donne continuano a confrontarsi con diagnosi tardive, percorsi di cura frammentati e una scarsa integrazione tra specialisti. Pato...

"IKIKOMORI", DOPO ANORESSIA E BULIMIA ECCO LA SINDROME CHE FA TREMARE GENITORI E SPECIALISTI

01/06/2012 - Quanti di noi hanno sentito parlare di "ikikomori"? E' un termine giapponese che significa "recluso"; dopo anoressia e bulimia, ecco la sindrome che fa tremare genitori e specialisti: niente scuola, né amici, centinaia di teenager italiani decidono di vivere chiusi nella propria camera, trascorrendo il tempo tra social network e videogiochi. Terre ne parla con gli operatori dei Centri per la disintossicazione da sesso e gioco online, a Roma e a Milano, che rilevano oggi fra i propri utenti un crescente numero di minori, affetti appunto da una forma di dipendenza diversa, di natura relazionale.
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"Vai in camera tua" è una frase che a casa mia non ha mai funzionato. Sarà perché la strada che portava dalla cucina alla mia stanza la conoscevo già abbastanza bene: in meno di cinque secondi la porta era chiusa. Possibilmente con una mandata di chiave, e che lo scatto della serratura si sentisse bene, per buona pace dei miei. Dentro era un inno all'autarchia: solo il telefono richiedeva una fuga all'esterno. Il mondo era chiuso con me in quella stanza.
Ci ripensavo leggendo l'articolo dedicato agli ikikomori che pubblichiamo in questo numero del giornale: adolescenti che decidono di autosegregarsi tra quattro mura, limitando a una parete il proprio orizzonte di vita. Ho provato un leggero senso di claustrofobia. Siamo bravissimi a 16 anni, come a 50, a costruirci una stanza di mondo dentro cui rinchiuderci. Bella e rassicurante, ci stipiamo (e cristallizziamo) amicizie, ambizioni e l'immagine che abbiamo di noi. Intanto il mondo fuori scorre e rischiamo di non farne mai parte.

Elena Parasiliti
Direttore responsabile TERRE DI MEZZO Street Magazine
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