Salute della donna. A Palermo la prima clinica dedicata alla salute femminile, dalla vulvodinia, all’endometriosi, ai disturbi della menopausa

A Palermo apre Weda: la prima clinica dedicata alla salute femminile. Dalla vulvodinia, all’endometriosi, passando per il dolore pelvico cronico e i disturbi legati alla menopausa: un team di esperti che lavora in modo coordinato per una risposta concreta sulla salute della donna. Palermo, 8 giugno 2026 – Apre a Palermo Weda , il primo ecosistema sanitario italiano dedicato alla salute femminile che integra prevenzione, diagnosi e cura in un unico percorso strutturato. Con l’apertura della nuova sede, in via Tommaso Gargallo, 49, la città accoglie un centro specializzato pensato per offrire alle donne un punto di riferimento clinico dedicato, con un modello di presa in carico innovativo e interdisciplinare. La salute femminile rappresenta ancora oggi una delle grandi sfide dei sistemi sanitari contemporanei. Nonostante i progressi della medicina, molte donne continuano a confrontarsi con diagnosi tardive, percorsi di cura frammentati e una scarsa integrazione tra specialisti. Pato...

TERREMOTO 4.5 TRA PORDENONE E BELLUNO ALLE 4.04 DEL 9 GIUGNO

Ultim'ora: Una scossa di terremoto di magnitudo 3 è stata registrata alle ore 7:47:18 dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico Pianura padana emiliana, alla profondità di 8.5 km, con epicentro a Finale Emilia (Mo)

Belluno, 09/06/2012 – La previsione della Commissione Grandi Rischi è stata in fondo rispettata e non è andata molto lontana dalla realtà. Nella notte, infatti, alle ore 4:04:56 italiane (09/Giu/2012), una scossa di terremoto di magnitudo 4.5, di breve durata, è stata registrata nella zona delle Prelpi Venete, tra le province di Pordenone e di Belluno, avvertita pure a Trieste.

Il terremoto è avvenuto alla profondità di 7,1 km con epicentro tra Chies D'alpago (Bl), Pieve D'alpago (Bl), Tambre (Bl), Cimolais (Pn), Claut (Pn) e Erto e Casso (Pn), ed è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico Prealpi venete.


Il sisma è stato nettamente avvertito in Friuli e in Veneto creando molta paura, anche per effetto delle notizie che si susseguono sulla situazione sismica dell'Emilia Romagna. Non si registrano al momento danni ma le telefonate ai Vigili del Fuoco e le richieste di informazioni sono state moltissime.

Tra i Comuni più direttamente interessati dall'evento sismico vi sono Castellavazzo, Farra D'alpago, Longarone, Ospitale di Cadore, Ponte nelle Alpi, Puos D'alpago, Soverzene, Andreis, Barcis, Budoia E Polcenigo.

Il rischio terremoti resta alto in Emilia, come sostiene la Commissione Alti Rischi, tanto che il governo ha reso disponibile un miliardo e intensificato l'attività di monitoraggio e prevenzione
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Il Comitato operativo della Protezione Civile si è riunito a Bologna nella serata di ieri, 8 giugno, nella sede dell’Agenzia di protezione civile della Regione Emilia-Romagna dove, dal 3 giugno, è istituita la Dicomac - Direzione di Comando e Controllo per la gestione dell’emergenza terremoto in Emilia.
Il Comitato operativo è stato convocato per illustrare e condividere il comunicato di sintesi prodotto dalla Commissione Grandi Rischi – Settore Rischio sismico, consegnato il 7 giugno al Dipartimento della Protezione Civile. Presenti al comitato, oltre ai rappresentanti di Componenti e Strutture operative del Sistema di protezione civile, i prefetti delle province interessate.

Il documento – prodotto in seguito alla riunione della Commissione del 5 giugno – analizza la sismicità dell’area della Pianura Padana, la sua possibile evoluzione e il rischio associato.

Il documento della Commissione Grandi Rischi mette in evidenza che, nelle zone interessate dagli eventi maggiori del 20 e 29 maggio, la sismicità, nella fase attuale, sta lentamente decrescendo.

La Commissione ribadisce che i terremoti non possono essere previsti e chiarisce che le conoscenze attuali della geologia di quest’area fanno ritenere che – nel caso si riacutizzasse l’attività sismica nell’area già interessata dalla sequenza in corso – si concentrerebbe con maggiore probabilità nel settore orientale, nella zona compresa tra Finale Emilia e Ferrara, con eventi di magnitudo paragonabili a quelli del 20 e 29 maggio.

La Commissione, nel documento, conferma inoltre l’adeguatezza dell’attuale classificazione sismica del territorio emiliano. Sottolineando che non sono oggi disponibili strumenti di previsione effettivamente utilizzabili ai fini di protezione civile, ribadisce che l’unica possibilità di svolgere un’azione di prevenzione consiste nell’applicazione di disposizioni normative e conoscenze tecniche già disponibili, oltre che in una costante opera di informazione e formazione dei proprietari, degli utenti delle costruzioni, dei progettisti e dei costruttori.

Durante il Comitato, il Capo Dipartimento Franco Gabrielli ha sottolineato l’importanza di rafforzare la struttura di Protezione Civile sul territorio, di potenziare la revisione dei Piani Comunali e di intensificare l’attività di verifica degli edifici strategici, a partire dai più vulnerabili, con l’impiego di un maggior numero di squadre tecniche sul territorio.

Già nel corso della giornata il Capo Dipartimento e il Presidente della Regione Emilia-Romagna hanno incontrato i presidenti delle province interessate e i sindaci delle città capoluogo, per illustrare il documento della Grandi Rischi e discutere le misure da attuare, a partire da una corretta informazione al cittadino sul rischio sismico e sulle norme di auto protezione.

Nel pomeriggio, si è inoltre tenuto presso la Dicomac un incontro con i direttori delle Regioni Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia per avviare la pianificazione di misure ed interventi.

Commenti

  1. Ma non erano le 2:04???? CHi ha la possibilità di informare le persone ha il dovere di informare correttamente!!!!

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