
Belluno, 09/06/2012 – La previsione della Commissione Grandi Rischi è stata in fondo rispettata e non è andata molto lontana dalla realtà. Nella notte, infatti, alle ore 4:04:56 italiane (09/Giu/2012), una scossa di terremoto di magnitudo 4.5, di breve durata, è stata registrata nella zona delle Prelpi Venete, tra le province di Pordenone e di Belluno, avvertita pure a Triestre. Il terremoto è avvenuto alla profondità di 7,1 km con epicentro tra Chies D'alpago (Bl), Pieve D'alpago (Bl), Tambre (Bl), Cimolais (Pn), Claut (Pn) e Erto e Casso (Pn), ed è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell'INGV nel distretto sismico Prealpi venete.
Il sisma è stato nettamente avvertito in Friuli e in Veneto creando molta paura, anche per effetto delle notizie che si susseguono sulla situazione sismica dell'Emilia Romagna. Non si registrano al momento danni ma le telefonate ai Vigili del Fuoco e le richieste di informazioni sono state moltissime.
Tra i Comuni più direttamente interessati dall'evento sismico vi sono Castellavazzo, Farra D'alpago, Longarone, Ospitale di Cadore, Ponte nelle Alpi, Puos D'alpago, Soverzene, Andreis, Barcis, Budoia E Polcenigo.
Il rischio terremoti resta alto in Emilia, come sostiene la Commissione Alti Rischi, tanto che il governo ha reso disponibile un miliardo e intensificato l'attività di monitoraggio e prevenzione
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Il Comitato operativo della Protezione Civile si è riunito a Bologna nella serata di ieri, 8 giugno, nella sede dell’Agenzia di protezione civile della Regione Emilia-Romagna dove, dal 3 giugno, è istituita la Dicomac - Direzione di Comando e Controllo per la gestione dell’emergenza terremoto in Emilia.
Il documento – prodotto in seguito alla riunione della Commissione del 5 giugno – analizza la sismicità dell’area della Pianura Padana, la sua possibile evoluzione e il rischio associato e mette in evidenza che, nelle zone interessate dagli eventi maggiori del 20 e 29 maggio, la sismicità, nella fase attuale, sta lentamente decrescendo.
Durante il Comitato, il Capo Dipartimento Franco Gabrielli ha sottolineato l’importanza di rafforzare la struttura di Protezione Civile sul territorio, di potenziare la revisione dei Piani Comunali e di intensificare l’attività di verifica degli edifici strategici, a partire dai più vulnerabili, con l’impiego di un maggior numero di squadre tecniche sul territorio.
Già nel corso della giornata il Capo Dipartimento e il Presidente della Regione Emilia-Romagna hanno incontrato i presidenti delle province interessate e i sindaci delle città capoluogo, per illustrare il documento della Grandi Rischi e discutere le misure da attuare, a partire da una corretta informazione al cittadino sul rischio sismico e sulle norme di auto protezione.
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TERREMOTO 4.5 TRA PORDENONE E BELLUNO ALLE 4.04 DEL 9 GIUGNO
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