PALERMO, 21 lug. 2012 - "Con la corsa alle trivellazioni nel canale di Sicilia e' a rischio la vita di una civilta' millenaria. E' ora di prendere una direzione diversa, dobbiamo essere tutti uniti perche' troppe volte abbiamo lasciato che venisse distrutto il nostro territorio". Lo ha detto l'assessore regionale alle Risorse agricole e alimentari, Francesco Aiello, durante la manifestazione organizzata al porto di Scoglitti (Ragusa) da Agci Agrital, Legacoop Pesca e Greenpeace, per siglare un patto contro le trivelle nel canale di Sicilia. Ventinove sono gia' i sindaci che hanno sottoscritto l'appello di Greenpeace, in cui si chiede al ministero dell'Ambiente di fermare le perforazioni petrolifere e istituire una Zona ecologica protetta (Zep) sul modello di quella gia' realizzata nei mari Ligure e Tirreno.

"Portero' la questione all'attenzione del governo nazionale - ha proseguito Aiello - . Da Scoglitti partira' il coordinamento sul territorio per tutelare il Mediterraneo e le economie locali. Un appello a tutti che non si ferma qui". Il prossimo appuntamento, infatti, sara' a Sciacca il 27 luglio per coinvolgere anche i sindaci di altri comuni.
Hanno gia' firmato il patto i comuni di: Palermo, San Vito Lo Capo, Erice, Favignana, Pantelleria, Campobello di Mazara, Castelvetrano, Sciacca, Siculiana, Realmonte, Gela, Vittoria, Ragusa, Pozzallo, Noto, Caltanissetta, Enna, Trapani, Pachino, Marsala, Lampedusa e Linosa, Modica, Scicli, Custonaci, Butera, Ispica, Licata, Porto Palo di Capopassero, Acate.
"Portero' in giunta una deliberazione che esprima la posizione contraria del governo regionale anche alle trivelle off shore nel canale di Sicilia". Lo ha annunciato l'assessore regionale all'Ambiente, Alessandro Arico',che lo scorso 13 luglio ha aderito all'iniziativa di Greenpeace 'Meglio l'oro blu dell'oro nero', e ha firmato l'appello contro le trivelle, insieme ai primi 17 sindaci siciliani.
La giunta Lombardo ha gia' inviato al governo Monti la propria posizione ufficiale sugli impianti eolici off shore al largo delle coste siciliane.
E' stata inviata infatti lo scorso febbraio, dall'assessorato regionale al Territorio alla presidenza del Consiglio dei ministri e ai ministeri per l'Ambiente e la tutela del mare e per i Beni e le attivita' culturali, la deliberazione della giunta di governo della Regione siciliana,nella quale "si esprime una chiara e netta contrarieta' al rilascio di autorizzazioni per la realizzazione di impianti di produzione di energia eolica off-shore, in particolare sulle coste meridionali della Sicilia".
"Invitiamo tutti i sindaci siciliani, di ogni appartenenza politica, a firmare l'appello di Greenpeace. I mari circostanti la nostra isola - ha aggiunto Arico' - comprese riserve e aree marine protette, potrebbero subire gravi danni dall'off shore, non solo quello petrolifero, ma anche eolico, oltre a ripercussioni inevitabili in settori fondamentali dell'economia siciliana come la pesca, il turismo balneare e dei beni culturali e ambientali, oltre ai gravi rischi di inquinamento dell'ecosistema marino". (SICILIAE) vorl
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