NEBRODI E DINTORNI

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Dicendo no alla carne il lunedì miglioriamo la nostra salute e quella del Pianeta

POESIA A PETTINEO: RINGRAZIARE DESIDERO PRESTI E LA GUALTIERI PER TUTTI QUELLI CHE SONO PICCOLI, LIBERI E LIMPIDI

Si è svolto a Pettineo (Me) il reading di poesia del progetto” La Grande Madre / A’ Ranni Matri” per iniziativa di Antonio Presti, il mecenate della Fiumara d’Arte. Vi hanno preso parte i poeti Mariangela Gualtieri, Angela Bonanno, Biagio Guerrera, Saragei Antonini, Francesco Balsamo, Gianpaolo De Pietro, Claudia Distefano, Ignazio Sauro e gli alunni delle scuole elementari e medie di Tusa, Pettineo e Reitano

Pettineo (Me), 22/03/2013 – Grazie ad Antonio Presti e a Mariangela Gualtieri che da spettatori del progetto” La Grande Madre / A’ Ranni Matri”, questa sera al Centro servizi, Area artigianale di Pettineo, ci hanno dato modo di confermare, attraverso la poesia, che spesso i politicanti non sono mezze tacche ma molto meno. E anche solo dirlo fa molto male… a chi lo dice!

Una manifestazione insolitamente allocata non nel salotto veneziano della Contessa Isabella Teòtochi Albrizzi ma nell’area artigianale di Pettineo, nella vasta area del Parco dei Nebrodi, in provincia di Messina, dove corrono i fili aerei precari del famoso ‘mai ultimato’ perché ‘mai iniziato’. Dove burocrazia e mala politica (come in larga parte del Paese) sono disseminate tra i ‘peccaminosi’ fazzolettini igienici ormai esausti d'amore e voluttà. Dove grappoli di bottiglie alcoliche abbandonate concorrono coi rovi a rammentare che malgrado l’audacia del diritto di voto agli italiani (e alle italiane), come dice Nino Ferraù, poeta di Galati Marmertino: "La bellezza è soltanto nei musei... al potere sempre i mostri".
Eppure stasera in quella sala a cupola di Pettineo, la presenza di Antonio Presti, mecenate d’arte e di bellezza, di Mariangela Gualtieri e di schietti poeti, rende meno da registro di classe perfino le parole pneumatiche della dirigente scolastica, che propaganda il cuore dei bambini della sua scuola, impegnati a cantare in versi, rime e strofe la Costituzione italiana, la sua bellezza e il suo tradimento.
Costituzione Italiana, articoli 33 e 34: è garantita la libertà di insegnamento; l’istruzione deve essere accessibile a tutti; l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. Perciò recitiamo assieme:
“Battiam battiam le mani / arriva il direttor / battiam battiam le mani / 
all'uomo di valor / gettiamo tulipani e mazzolin di fior / cantiamo tutti in coro / 
evviva, evviva / ed una coppa d'oro / doniamo al direttor

Ma stasera al Centro servizi dell’Area artigianale di Pettineo c’è ben altro. C’è la ricerca della verità... La voce di autentici bambini snocciola parole d’amore per la pace, per la Costituzione, la povertà e i poveri, per il denaro dei banchieri e dei potenti, per il lavoro che manca e per il poco che si vorrebbe. E’ come se tra i programmi scolastici sempre da finire (il quadrimestre non basta mai, maledetta primavera!) si fosse scoperto il grande valore del ‘poco’, se per poco si possa (non solo ‘poeticamente’) intendere una vita consapevole... che a chilometri uno da quell’area artigianale c’è il Paradiso Terrestre, quello vero, senza serpenti al collo: la natura, il paesaggio, i propri cari, gli amici, il mare, il pane caldo, il lavoro…
Qua, stasera, a Pettineo, un bambino recitante i temi della Costituzione ha definito Roberto Benigni un buffone che recita la Costituzione. Un buffone, come Beppe Grillo. Ma non intendeva disprezzarli, anzi… Voleva dire 'comico', rendendo così forte l’ironia nel descrivere (in contrapposizione) il ‘mondo’ delle mezze tacche preso a calci e rinnovato dai comici.

Grazie ad Antonio Presti, allora. Grazie a Roberto Benigni e a Beppe Grillo. Grazie a tutti quei bambini, ai pettinesi che hanno organizzato questo incontro di poesia. Grazie a tutti coloro che hanno recitato la loro parte riuscendo ad intrattenere così compostamente il numeroso pubblico per più ore, dall’inizio alla fine. Grazie ai poeti intervenuti e a Mariangela Gualtieri, poetessa e scrittrice cesenate, sincera estimatrice della "inadeguatezza della parola", poetessa che alla virulenza della voce assegna il valore della musica, cantautrice del verso poetico, sussurratrice indefessa di “sii dolce con me”.
Mariangela - del resto - sa che “è breve il tempo che resta. / Poi saremo scie luminosissime. / E quanta nostalgia avremo dell’umano. / Come ora ne abbiamo dell’infinità. / Ma non avremo le mani. / Non potremo fare carezze con le mani. / E nemmeno guance da sfiorare leggere”.

E allora la Gualtieri sussurra, proferisce e un po’ confessa: “Sii dolce con me. / Maneggiami con cura. / Abbi la cautela dei cristalli / con me e anche con te”. E ogni tanto: “Ringraziamo. Ogni tanto. / Sia placido questo nostro esserci – / questo essere corpi scelti / per l’incastro dei compagni d’amore.”

Ringraziare…

Ringraziare desidero il divino
per la diversità delle creature
che compongono questo singolare universo,
per la ragione, che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto
e l'uccello leggero che vola oltre, più in alto, più su.

Ringraziare desidero per l’amore,
che ci fa vedere gli altri come li vede la divinità,
per il pane e il sale,
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede.

Ringraziare desidero
per l’arte dell’amicizia,
per l’ultima giornata di Socrate,
per le parole che in un crepuscolo furono dette
da una croce all’altra,
per i fiumi segreti e immemorabili
che convergono in noi,
per il mare, che è un deserto risplendente
e una cifra di cose che non sappiamo
per il prisma di cristallo e il peso di ottone,
per le strisce della tigre,
per l’odore medicinale degli eucaliptus,
e la speranza, la fiducia, la lavanda.

Ringraziare desidero
per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
per l’oblio, che annulla o modifica il passato,
per la consuetudine,
che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
per il mattino, che ci procura l’illusione di un inizio,
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la patria, sentita nei gelsomini
per lo splendore del fuoco
che nessun umano può guardare senza uno stupore antico
e per il mare che è il più dolce fra tutti gli dei.

Ringraziare desidero perchè
sono tornate le lucciole,
le nuvole disegnano,
le albe spargono brillanti nei prati,
e per noi
per quando siamo ardenti e leggeri
per quando siamo allegri e grati.

Io ringraziare desidero per la bellezza delle parole, natura astratta di dio
per la lettura e la scrittura, che ci fanno sfiorare noi stessi e gli altri
per la quiete della casa,
per i bambini che sono nostre divinità domestiche
per l'anima, perchè consola il mio girovagare errante,
per il respiro che è un bene immenso,
per il fatto di avere una sorella.

Io ringraziare desidero
per tutti quelli che sono piccoli liberi e limpidi
per le facce del mondo che sono varie
per quando la notte si dorme abbracciati
per quando siamo attenti e innamorati,
fragili e confusi,
cercatori indecisi.

Ringrazio dunque
per i nostri maestri immensi
per tutti i baci d'amore,
e per l'amore che ci rende impavidi.
Per i nostri morti
che fanno della morte un luogo abitato,
e per i nostri vivi, che rendono la vita uno specchio fatato.

Per i figli,
col futuro negli occhi,
perchè su questa terra esiste la musica,
per la mano destra e la mano sinistra, e il loro intimo accordo
per i gatti per i cani esseri fraterni carichi di mistero,
per il silenzio che è la lezione più grande
per il sole, nostro antenato.

Ringraziare desidero
per Whitman, Presti e Francesco d’Assisi, che scrissero già questa poesia,
per il fatto che questa poesia è inesauribile
e si confonde con la somma delle creature
e non arriverà mai all’ultimo verso
e cambia secondo gli uomini.

Ringraziare desidero
per i minuti che precedono il sonno,
per il sonno e la morte,
quei due tesori occulti,
per gli intimi doni che non elenco,
per la gran potenza d'antico amor
per amor che muove il sole e l'altre stelle
e muove tutto, in noi....

*** Mimmo Mòllica

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