Sigfrido Ranucci porta in una doppia tappa estiva le storie del suo cambiamento

  Sigfrido Ranucci porta in una doppia tappa estiva in Sardegna le storie che hanno cambiato il suo percorso professionale e umano.  Sabato 11 luglio 2026 – ore 21:30 Lo Quarter – Alghero   Domenica 12 luglio 2026 – ore 21:30 Anfiteatro Mario Ceroli – Porto Rotondo 8 giu 2026 - Dopo il grande successo registrato nei teatri e nelle arene di tutta Italia, arriva in Sardegna Diario di un trapezista – Cronache di resilienza di un reporter , lo spettacolo teatrale di Sigfrido Ranucci , in programma sabato 11 luglio a Lo Quarter di Alghero e domenica 12 luglio all’Anfiteatro Mario Ceroli di Porto Rotondo .   Volto storico del giornalismo investigativo italiano, autore e conduttore di Report dal 2017, Ranucci porta sul palco una narrazione intensa e coinvolgente che va oltre il racconto televisivo e diventa confessione civile, memoria personale e riflessione sul valore della ricerca della verità. Giornalista premiato per alcune delle più importanti inchieste degli ultimi ...

RITI SATANICI A GIOIOSA MAREA: ‘BONIFICATO’ MA NON SCONFITTO, SATANA METTE IN TASCA E RINGRAZIA

Gioiosa Marea: prima messa domenicale al Buon Pastore, la chiesa ‘profanata’; i fedeli nel salone parrocchiale profanato dai “bestia" di Satana hanno preso parte alla benedizione della sala.  Per esaminare i ‘resti’ del rito satanico sono intervenuti i Ris, come per l’omicidio del piccolo Samuele nel ‘caso Franzoni’. Sui segni della ‘bestialità’ rituale un nuovo crocifisso. Una riflessione incentrata sul perdono, sull’accoglienza e sulle parole del Beato Pino Puglisi. Ma a Gioiosa Marea, Satana mette in tasca e ringrazia...

Gioiosa Marea (Me), 16/06/2013 – Nelle chiese di Gioiosa Marea nessuno farebbe caso ad un crocifisso o a un quadro crollato, fuori posto o trovato capovolto. Qua le chiese monumentali - infatti - sono crollate e abbandonate ormai da tempo e quanto in esse contenuto sbrindellato, caduto, sepolto, capovolto.
Se per esaminare quelli che si teme possano essere i ‘resti’ dell’ultimo e più recente rito satanico consumatosi in territorio di Gioiosa Marea intervengono i Ris, come per l’omicidio del piccolo Samuele nel ‘caso Franzoni’, come per il triplice omicidio di Butera del 2011 ed altre efferate stragi, vorrà dire che la cosa è grave. Ma grave lo sarebbe al di là dei riti satanici, giacché entrare in casa d’altri furtivamente è di per sé reato ed è grave.
Saranno allora i Ris dei Carabinieri (Reparto investigazioni scientifiche) a dirci se Gioiosa Marea è ormai da anni sede di riti satanici o se quanto accaduto l’altro giorno nella sala riunioni della chiesa del Buon Pastore è da considerarsi, nella sua gravità, un fatto episodico, una ragazzata, e se quelli repertati come corpo di reato (croce, taglierino, bicchieri di plastica, sabbia di mare, cera, etc.) sono i resti sanguinolenti di un rituale satanico o altro... rituale. I Carabinieri di solito comunicano rigorosamente anche la notizia meno grave attraverso l’ufficio stampa del Comando provinciale.
Una comunità - tuttavia - rimane con l’amaro in bocca se la metti nelle condizioni di dovere mandare giù la notizia che la propria chiesa è stata visitata furtivamente e messa a soqquadro. Se per di più si fa intendere che sono stati adepti di Satana, che in questa ridente cittadina avrebbero ormai fatto casa e proseliti, allora la faccenda appare ancora più seria. Molto seria.
La competenza e il valore dei Ris di Messina sono ormai universalmente riconosciuti e se trattasi di messe nere, riti satanici o giochi di bimbi lo faranno sapere nelle forme e con le regole che sono consone all’Arma dei Carabinieri. Intanto la comunità gioiosana ha assistito alla messa domenicale al Buon Pastore, la chiesa ‘profanata’, ha ascolatato l’omelia della Maddalena e delle donne corrotte e perdonate. 
Quindi officianti e fedeli si sono portati nel salone parrocchiale profanato dai “bestia" di Satana. Sulla parete lungo cui è poggiata la pedana ‘satanica’, che reca ancora i segni della ‘bestialità’ rituale, è stato affisso un nuovo crocifisso, più piccolo e semplice. Padre Ciro e l’arciprete Danzì hanno letto e cantato la liturgia di benedizione e l’inno alla Madonna. Rev. Danzì ha rivolto ai fedeli una riflessione (che pubblichiamo in basso) incentrata sul perdono, sull’accoglienza e sulle parole del Beato Pino Puglisi, che gli fu amico, e così una comunità va avanti.
In fondo ognuno ha avuto il suo attimo di celebrità in una comunità dove disagio giovanile e sociale hanno livelli compatibili con quelli nazionali, dove i ‘bestia’ di Satana possono trovare terreno fertile per appagare quella parte di sé che reclama visibilità e se possibile qualcosa da mettere in tasca, a spese della comunità che, comunque, queste cose le paga con soldi o con mortificazioni. E mentre Satana mette in tasca, divide con chi deve dividere, se la ride e ringrazia.

d.m.c.
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 La riflessione del rev. Salvatore Danzì
“Mi rivolgo ai protagonisti delle inutili intimidazioni che ci hanno bersagliato. Parliamone, spieghiamoci, vorrei conoscervi e conoscere i motivi che vi spingono a ostacolare chi cerca di educare i vostri figli al rispetto reciproco, ai valori della cultura e della convivenza civile”.

Con le parole del Beato Pino Puglisi, pronunciate in una sua omelia, mi rivolgo oggi a coloro che potranno essere considerati più refrattari ad aprirsi alla conversione, a lasciarsi coinvolgere in un dialogo di fratellanza, di socialità, di bontà e di fede, che a volte sembrano essere disperatamente distanti da se stessi e da noi. Mi rivolgo a coloro che si abbandonano a gesti ed episodi sgradevoli e gravi, troppo duri da accettare ma che forse noi stessi abbiamo abbandonato nel vivere quotidiano, che vorrebbero da noi maggiori attenzioni, più carezze, più parole buone e semplici.
Perché è allontanandosi dalla semplicità che si cercano strade contorte, trasgressive, pericolose, forse nel desiderio di urlare a tutti quanti, nelle notti senza conforto, tutta la nostra rabbia, il nostro disprezzo, tutta la nostra solitudine, tutta la nostra condanna per la disattenzione delle istituzioni, dei grandi, dei genitori.

“Io ti sono figlio” - vorrebbero dire. - “Tu mi sei padre e madre. Io ti sono concittadino e amico. Io sono giovane sperduto in questo deserto di sentimenti e di attenzioni, in cui la politica e i decreti legge sono l’unica legge che ci governa”. La legge cieca e sorda, che parla in maniera sgrammaticata, malevola, disarmonica, incurante della carne che ognuno di noi porta sul proprio corpo, sulla propria coscienza, sul proprio bisogno di vita. Come se un giovane fosse fatto di plastica e di ferro.
Come se un giovane fosse solo un fardello dalla cui crescita ci si attende che venga fuori un altro contribuente, un consumatore di Coca Cola e patatine fritte, un consumatore di benzina per costanti passeggiate in macchina, avanti e indietro, ascoltando da uno stereo a tutto spiano solo il motivo della noia, dell’abbandono, dell’inconcludenza. Ci sono numeri che richiamano cose diaboliche, diavoli che non sempre fanno parte di rituali satanici ma al pari di quelli ci appaiono come spiriti maligni che ci allontanano dalla vita. Un giovane vorrebbe occuparsi dei numeri dell’ufficio collocamento, dove trovare con fiducia un legittimo lavoro; numeri di istituzioni che si relazionano con noi per i nostri giusti bisogni; numeri di amici cui dare e chiedere compagnia e aiuto. Numeri di speranza.
Tre numeri costituiscono un terno. Ed io auguro ad ognuno di fare terno nella lotteria della vita quotidiana, che ci faccia vincere cose belle, bellezza, pensieri positivi, sentimenti gentili e amorevoli. Vi auguro di innamorarvi di amore vero e sincero, che lenisca ogni graffio apportato al vostro cuore, che rassereni la vostra anima.

Non giudicate noi adulti per le nostre inefficienze, non siamo degni della vostra rabbia, non siamo degni della vostra delusione. Pensate a non commettere i nostri stessi errori. Pensate ad amare voi stessi, un amico, un uomo, una donna, un disabile, un nonno, una nonna, una persona che si è persa e che voi stessi potreste aiutare a ritrovarsi.

La vita è troppo importante e bella per triturarla nel trituratore del rancore, dell’odio, del disprezzo. Non lasciatevi soggiogare da modelli e stereotipi commerciali che vi ingannano perché fanno il loro gioco. Il loro gioco è di fare soldi alle nostre spalle, vendendoci stupidità e robaccia, cose inutili e perverse, roba avariata e maleodorante.

Siate voi la nostra nuova coscienza. Siate voi, proprio voi, a rinnovare questa comunità e a stupire noi e voi stessi. A cominciare da chi oggi non crede in voi.

Rev. Salvatore Danzì

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