GIOIOSA MAREA: SACERDOTE 41ENNE ARRESTATO PER IL FURTO DI OGGETTI SACRI IN CHIESA

Si tratta di Padre Davide Ingodi OLUSI, sacerdote originario del Kenya, venuto a Gioiosa Marea per la prima volta dal 2 al 7 maggio 2012; quindi dal 4 settembre al 23 ottobre 2012, infine dal 10 al 23 aprile 2013. Il furto sacrilegio è stato commesso la notte del 22 aprile 2013. Ogni movimento del sacerdote kenyota è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza, come appurato dalle Forze dell’ordine, che hanno successivamente fornito al magistrato gli elementi attraverso cui risalire all’identità del ladro, identificandolo in Padre Davide. Dopo avere commesso il furto sacrilego, il giorno seguente 23 aprile Padre Davide è partito da Gioiosa Marea alla volta di Roma, sua sede, presso la Congregazione delle Suore Figli di S. Anna, dove è stato fondato un ramo maschile della Congregazione di cui fa parte

Gioiosa Marea (Me), 06/09/2013 - Nella mattinata di ieri, a seguito di un lunga ed incessante attività di iniziativa, i militari della Stazione Carabinieri di Gioiosa Marea, che hanno operato in collaborazione con i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma-Trastevere, hanno sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria un sacerdote, originario del Kenya, Padre Davide OLUSI, accusato di essere l’autore del furto di oggetti aurei donati dai fedeli alla Madonna delle Grazie, alla Madonna delle Lacrime ed al patrono San Nicola, all’interno della chiesa di San Nicola di Gioiosa Marea (ME).

A metà agosto il parroco della chiesa gioiosana aveva denunciato presso la locale Stazione dei Carabinieri un furto di monili, per un valore stimato di oltre 100.000 euro. Le immediate indagini, avviate dai militari dell’Arma che hanno agito sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti, hanno consentito, anche grazie all’ausilio di attività tecniche e di analisi dei conti correnti bancari, di identificare il sacerdote keniano quale autore del furto.

Padre Davide OLUSI, nel recente passato, aveva prestato più volte il proprio servizio nel Comune di Gioiosa Marea (ME), soggiornando presso la parrocchia, e fornendo un supporto alle attività ecclesiastiche della comunità, diventando molto popolare tra i fedeli locali e guadagnandosi la fiducia incondizionata del parroco locale.
Tuttavia, dall’analisi dei filmati delle videocamere di sorveglianza installate all’interno della parrocchia si è evinto chiaramente come, nell’aprile scorso, dopo numerosi tentativi da parte dello stesso di coprire la video camera, quest’ultimo si era introdotto presso il locale in cui erano custoditi i monili.
Circa dieci giorni dopo il furto, il sacerdote aveva fatto rientro a Roma presso la comunità religiosa di cui fa parte ed aveva effettuato una serie di versamenti in denaro contante presso il proprio conto corrente, concludendo le operazioni con un bonifico internazionale di circa 40.000 euro indirizzato ad un parente del suo paese di origine e lasciando subito dopo l’Italia per fare rientro in Kenya.

Il 20 maggio 2013, Padre Davide OLUSI era partito da Roma per il Kenia, da dove ha fatto rientro ieri 5 settembre. Intanto le indagini hanno fatto il loro corso e i Carabinieri di Gioiosa Marea avevano fornito al magistrato tutti gli elementi utili per spiccare l’ordine di fermo, presso l’aeroporto di Fiumicino a Roma, lo stesso giorno dell'arrivo, 5 settembre 2013 alle ore 5.30, orario previsto dello sbarco a Roma di Padre Davide.  
Solo ieri mattina il sacerdote ha fatto rientro in Italia ed i Carabinieri della Compagnia di Roma-Trastevere, delegati dall’Autorità Giudiziaria di Patti ad effettuare una perquisizione domiciliare nei luoghi in cui l’indagato dimora nella Capitale, lo hanno atteso presso l’Aeroporto di Roma-Fiumicino, accompagnandolo presso la propria abitazione.

Nel corso della perquisizione venivano rinvenute e sequestrate alcune ricevute dei versamenti di denaro contante ed il bonifico effettuato nonché un computer portatile.
Sussistendo pertanto numerosi e gravi indizi di colpevolezza dei reati di furto e riciclaggio, nonché essendovi un concreto pericolo di fuga, i militari procedevano nei confronti del sacerdote al fermo di polizia giudiziaria. Dopo le formalità di rito, su disposizione dell’A.G., veniva condotto e ristretto presso la Casa Circondariale di Roma “Regina Coeli”.

Commenti

Anonimo ha detto…
Soffro molto per tutta la mia Famiglia religiosa in quanto appartenente ad esse. Prego per padre Davide che sicuramente in questo momento starà soffrendo e offro per lui e per la Famiglia delle Figlie di S.Anna
Anonimo ha detto…
E' cosi, la miseria umana, lottando verso la perfezione, tuttavia, cadde nella trappola della carne, del peccato, con le sue conseguenze varie...
Anonimo ha detto…
Anche io soffro di questa vicenda per tutta la mia famiglia religiosa in quanto appatenenete ad essa. ma deveva essere evitata.
Anonimo ha detto…
Soffro per tutta la comunità religiosa dei miei compaesani di Gioiosa Marea e soprattutto per Padre Danzi che con la sua grande disponibilità d'animo ha accolto nella sua parrocchia questo fratello e non ho dubbi che lo abbia trattato come tale.
Spero che la fede, l'amore e la luce divina possano aiutare il fratello Keniano affinché ritorni sulla strada che sicuramente il buon Dio gli ha indicato..
con affetto
Natalia C.
Anonimo ha detto…
Anche noi soffriamo per la famiglia delle Figlie di S. Anna e che il Signore l'aiuti e la sostiene. M. Rosa è con voi