Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

MESSINA, IL PRECURSORE DELLA TELEVISIONE UCCISO DAL TERREMOTO

Fisico, naturalista ed entomologo aveva scoperto la capacità del selenio di trasmettere le immagini a distanza

Re Capriata
il precursore della televisione
ucciso dal terremoto di Messina

di Carmela Zangara
Morì a 41 anni ma già possedeva un curriculum scientifico di tutto rispetto. Compì importanti studi sull'uso dei concimi chimici nelle colture siciliane e padane
Il suo genio fu cancellato di colpo dal terremoto di Messina del 1908. Filippo Re Capriata, lo studioso siciliano le cui scoperte sulla visione a distanza avevano anticipato e favorito la scoperta della televisione, fu una delle decine di migliaia di vittime mietute dal sisma che poco più di un secolo fa rase al suolo la città dello Stretto. Aveva 41 anni e un passato scientifico già di tutto rispetto Filippo Re Capriata risiedeva a Messina dal 1901. Vi era giunto in qualità di insegnante di fisica nella scuola tecnica della città. Nel 1903, a soli 36 anni, aveva raggiunto l'apice della sua carriera di ricercatore, scoprendo qualcosa che più avanti altri avrebbero portato a compimento: la visione a distanza. La scoperta di Re Capriata è provata dalla lettera inviata nello stesso anno a una rivista edita a Parigi: L´eclairage electrique, nella quale spiega la sua più geniale scoperta. Mediante meccanismi e congegni rotanti, con l´ausilio del selenio, riusciva a trasmettere a distanza segnali di visione. Era l´anteprima della televisione. Purtroppo la scoperta, che precorse in largo anticipo gli esperimenti portati a conclusione e ufficializzati nel 1926 dal britannico John Logie Baird, non gli fu attribuita, e altri ne colsero i frutti.
A Messina Re Capriata abitava nella casa posta tra viale San Martino e via Cairoli, con la moglie donna Giuseppina Morello, affettuosamente chiamata Peppina, e ai i figlioletti: la piccola Cecchina, Francesca nata nel 1903, e Pasqualino di appena due anni. Con loro era anche la cognata Giovanna. Alle 5 e 21 del 28 dicembre 1908, la terra tremò violentemente, e il velo di morte calato sulla popolazione colpì da 80 a 100 mila abitanti, tra cui Re Capriata e la sua famiglia.
Nel 1901 Re Capriata aveva accettato la cattedra di professore di fisica presso la scuola tecnica di Licata, città dove era nato nel 1867. L´istituto fu presto trasformato in Regio ginnasio, e Filippo dovette trasferirsi presso la scuola tecnica Aloisio Juvara di Messina. Dopo avere conseguito la laurea in Fisica fu docente presso l'Università di questa città.
Un aneddoto è emblematico: mentre frequentava la facoltà di Fisica a Messina, un docente accennò all´ipotesi di Filippo Re Capriata per le sue scoperte sul radium, elogiandolo e mostrandosi fiero che l´illustre studioso fosse italiano, mettendolo al pari di Volta, Galvani e di altri eminenti fisici. Alla fine della lezione un alunno si avvicinò al professore e gli fece notare che lo studioso da lui citato era «quel coso lungo e con gli occhiali grandi» che in fondo alla sala stava ascoltando la sua lezione.
La sua vera vocazione era lo studio dell´elettricità, testimoniato dalle sue pubblicazioni sugli Ioni e gli elettroni, la Descrizione di un apparecchio per lo studio della caduta dei corpi, L´urto centrale ed obliquo dei corpi perfettamente elastici; e sulle vibrazioni del Radium. Sue sono anche La teoria di Monsignor Rougerie sulla causa delle correnti aeree e marine e Sul calore sviluppato nella reazione del carburo di calcio con l´acqua. La chimica fu un altro campo dove Re Capriata conseguì importanti risultati: fu lui a progettare il primo impianto di gas acetilene per il circolo Progresso di Licata, di cui era socio. E già nel 1900, per i tipi della tipografia De Pasquale, insieme al suo amico Salvatore Attanasio, pubblicò un primo lavoro sui concimi chimici e il loro uso nelle culture siciliane. E proprio di questo si parla nell´articolo apparso su "Panorama" il 2 luglio 1994 in cui viene menzionato Re Capriata per aver dato crisma scientifico all´uso del fosfato tricalcico nella concimazione anche da parte dei contadini padani.
Filippo era nato a Licata da famiglia della buona borghesia, il primo febbraio 1867 in una stanza del palazzo di proprietà della famiglia Re, posto tra il cortile Vicari e cortile Pappardello in Corso Umberto 51 a Licata. Era il terzogenito dell´avvocato civilista Pasquale Re Laganà e di donna Francesca Capriata, figlia di un magistrato di Sciacca. Tre le sorelle: Rosaria, primogenita; Camilla, secondogenita nata nel 1864; ed Ernestina del 1869 diventata cieca per malattia; l´unico fratello si chiamava Francesco. Altri due erano morti per difterite in tenera età. Fu battezzato il 2 febbraio 1867 nella chiesa Madre di Licata da don Salvatore Vincenti, cappellano, tenuto a battesimo da don Matteo Re e dalla sorella Giuseppina.
Erano gli anni risorgimentali dell´unità d´Italia, si era appena conclusa la spedizione dei Mille e la terza guerra di Indipendenza; in campo filosofico il positivismo, apriva le porte al progresso scientifico ormai inarrestabile. Filippo assorbì il clima culturale del tempo e maturò l´amore per la scienza osservando il mondo circostante. Pur vivendo in una famiglia di notabili progressisti, non disdegnava la frequentazione di botteghe artigiane per comprendere la tecnica di costruzione dei manufatti.
Geniale e precoce sin da bambino, si dedicò più che ai giochi all´osservazione. Per comprendere l´ingranaggio delle bambole, smontava quelle delle sorelle. Con loro sperimentava il gioco degli specchi che opportunamente posizionati e legati ad un sistema di impulsi elettrici, offrivano la visione della loro stessa persona da una stanza all´altra.
Frequentò le prime scuole a Licata, continuando poi gli studi al liceo Umberto I di Palermo. Nell´Università di questa città seguì il corso di studi giuridici laureandosi in legge. Giovanissimo conseguì i diplomi di Notaio e procuratore legale. A Palermo conobbe anche l´entomologo Enrico Ragusa, che favorì la scoperta della sua inclinazione per le scienze. Conseguì pertanto il diploma di scienze naturali. Vicende private, pare una delusione d´amore, lo spinsero ad abbandonare la carriera legale e a tornare a Licata, dove ai primi del Novecento sposò donna Giuseppina Morello.
Collezionava insetti che poneva in apposite provette immergendoli in una sostanza da lui stesso preparata. Aveva un vero e proprio laboratorio in una delle stanze più alte della sua casa, che dava sui tetti di Via Giammaria. Spediva poi le provette nei laboratori scientifici di tutto il mondo. Per procurarsi gli insetti era solito andare in luoghi aperti o al mare. A volte portava con sé il nipote Antonino di quattro o cinque anni - uno dei quattro figli della sorella Camilla. Se catturava un "lapardone" lo mostrava felice al bimbo come fosse stata una delle meraviglie del mondo.
Re Capriata scrisse anche un trattato sulle pile primarie e secondarie, Il collegatore Re per le pile primarie e secondarie; e un altro sui raggi Roentgen, La teoria dei raggi Roengten, che gli valsero la collocazione tra i fisici più eminenti d´Italia citati presso "L'Accademie des Sciences" di Parigi. Era intanto diventato studioso di fama internazionale, citato dai più accreditati testi scientifici dell´epoca. Si occupò persino di letteratura (basti ricordare le novelle a sfondo scientifico inviate al "Corriere della Domenica").
A Messina Re Capriata era solito riunire intorno a sé persone illuminate che riceveva nel suo salotto il sabato sera. Brioso, ospitale ed estroso, durante queste "Veglie" divertiva gli ospiti con giochi a sfondo scientifico, come la lanterna magica e le ombre cinesi. La sera del 27 dicembre 1908 nella sua casa di Messina si era tenuta la festa di fidanzamento della cognata Giovanna. Era stata una serata piacevole, di promesse per i fidanzati, di compiacimento per i familiari. Speranze e promesse spazzate via in un attimo dal soffio impetuoso del sisma che travolse l´intera famiglia: Re Capriata, sua moglie, i due figlioletti e la cognata.
Quando a Licata giunse la notizia del sisma, il fratello Francesco tentò di recarsi a Messina, dove però non giunse perché fu fermato nei pressi di Mistretta dal cordone sanitario. Nessuno poteva entrare nella città appestata dai miasmi. Filippo moriva a soli 41 anni lasciando un´eredità di scoperte e studi di grandissimo spessore. Le spoglie dei componenti della famiglia Re, mai riconosciute, vennero inumate in una delle fosse comuni nel cimitero monumentale di Messina.
(19 agosto 2009)


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