RENZI: IL PIÙ ODIATO NEL CONDOMINIO ITALIA E NEL PIANETA SICILIA

«Non credevo che potessero odiarmi così tanto», si lascia andare Matteo Renzi dopo la batosta elettorale al Referendum del 4 dicembre.
06/12/2016 - Gli italiani si scoprono 'populisti', quasi che quella di esprimere il proprio voto fosse una concessione (del telefono), un privilegio concesso da chi governa a un popolo di ectoplasmi privi di diritti e di identità. «Se perdo me ne vado pure dal partito». «Non credevo che potessero odiarmi così tanto». «Odio distillato, purissimo». «Li voglio vedere, non hanno un leader alternativo e non hanno un programma, avevano solo un nemico comune». «Stavano insieme soltanto per battermi, del merito della riforma della Costituzione non importava niente a nessuno».
«Adesso sarà la palude». «Si è condannata l'Italia all'immobilismo e non si riuscirà più a fare niente».
Come se fosse una faccenda di gossip, una partita privata di natura familiare o condominiale, dove le antipatie e i vecchi rancori contano più dei diritti di un popolo, più della volontà, più della sovranità popolare. «Beppe Grillo, altro che mucca in corridoio».

Parole pessime, indegne delle sorti di un Paese, di un popolo sovrano. Qua qualcuno ha perso il senso delle cose e la misura. Qua la faccenda sembra tra comari. Che Paese è questo, in cui i personalismi sono in grado di seppellire la dignità popolare, la sovranità e il decoro?
«Se perdo me ne vado anche dal partito». L'amarezza di un individuo è ben poca cosa, anche se quell'individuo è il capo del Governo. Anzi, a maggior ragione. Se a "odiarmi così tanto" è il mio popolo ho il dovere di riportare la pace sociale, di interrogarmi, di lasciare come un gesto di autentica grandezza, di magnanimità planetaria.

Il partito e la cordata, i ministri e le loro aspettative sono ben  poca cosa al cospetto dei diritti, delle aspettative e della sovranità di un popolo. E populista non può dirsi un popolo che vota. Un popolo che vota è un popolo civile e democratico, figlio della Costituzione e della Libertà. Grazie a Dio.
Se portatori di «un odio distillato, purissimo» non sono gli italiani ma gli avversari politici, compresi quelli del suo stesso partito, il presidente del Consiglio Renzi se ne faccia una ragione. In fondo, pur rassegnando le dimissioni (se mai lo farà veramente) rimane un ricchissimo, potente, privilegiato.
E' il popolo 'populista' che ne patisce i danni e le conseguenze.

Alla Sicilia Matteo Renzi riconosca il merito di un primato: quello del NO. In Sicilia il NO supera il 70 per cento. Ad AGRIGENTO il NO è al 74,51%. A CATANIA raggiunge il 75,31%. A CALTANISSETTA il 72,45%. La provincia di Palermo raggiunge il 72,2 per cento di No. Ad ENNA il NO si attesta al 70,42%. A MESSINA al 70,54%, poco più di Enna. A RAGUSA hanno detto NO il 62,37% dei votanti, a SIRACUSA ha votato NO il 69,86%. TRAPANI riporta la Sicilia oltre il 70% votando NO al 73,19%.
Tra le cittadine del messinese, SANT'AGATA DI MILITELLO si manitiene al di sotto del 70% con il NO al 68,12%. TAORMINA, dove a maggio si terrà il G7, il 71,48% ha detto NO senza appello alla riforma della ministra Maria Elena Boschi.

Il capo del governo Matteo Renzi ha annunciato le sue dimissioni da presidente del Consiglio: “Ho perso io”., - ha detto Renzi. In Italia ha votato il 68,48 per cento, una percentuale di votanti elevata in grado di di mobilitare una parte davvero rilevante della popolazione: il No vince con il 59,5 per cento dei voti contro il 40,4%. All’estero ha votato SI il 65 per cento degli aventi diritto.

Intanto Beppe Grillo torna a parlare di energia. "Sono 30 anni che parlo di energia. Dal Wuppertal Institute al Fattore Quattro, ai fratelli Weizsäcker, Sachs, Lester Brown. Li avevo conosciuti tutti nel mondo. Tutti che parlavamo di energia perché è un cambio di civiltà. Allora fatevi una domanda: un barile di petrolio costa 50 dollari, un barile di Coca Cola costa 350 dollari. Secondo voi è una cosa normale? Secondo voi è un'economia razionale? Intelligente? Di buon senso? Che cosa c'è sotto che vogliono ancora ripristinarci il petrolio, il gas, il carbone. Ancora il carbone, perché i costi sono inferiori, mentre andiamo verso tecnologie raffinate, le stampanti 3D che metteranno assolutamente in crisi la vecchia e utopica industria pesante".

L'energia è un cambio di civiltà, l'energia è un cambio del mondo. Si, è di un cambio di civiltà che il Paese ha bisogno.

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ITALICUM, TANASI (CODACONS): IL PREMIO DI MAGGIORANZA LEDE DIRITTI DEI CITTADINI

Codacons, Coordinamento delle Associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e consumatori. Legge Elettorale: Anche il Codacons alla consulta contro Italicum. Tanasi: il premio di maggioranza va abolito, lede diritti dei cittadini. La battaglia dei cittadini rappresentati dal Codacons si sposta dal referendum costituzionale alla legge elettorale

ROMA, 7 dicembre 2016 - L'associazione dei consumatori ha deciso infatti di intervenire dinanzi la Corte Costituzionale contro l'attuale legge elettorale, che non fornisce le dovute garanzie di rappresentanza agli elettori. "Come avevamo previsto, anche Beppe Grillo, che fino a ieri faceva fuoco e fiamme, ora sembra attratto dalla deriva autoritaria insita nell'Italicum e spinge per andare subito al voto – spiega Francesco Tanasi Segretario Nazionale Codacons  – Noi riteniamo invece che la legge elettorale debba essere urgentemente modificata attraverso l'abolizione del premio di maggioranza, che configura una lesione dei diritti dei cittadini e non garantisce una corretta rappresentanza alla Camera né adeguate garanzie per le minoranze".

Per tale motivo il Codacons interverrà nel giudizio dinanzi la Consulta chiedendo alla Corte di dare indicazioni perché la futura norma sia approvata con legge costituzionale, così che non possa essere modificata da una maggioranza politica di governo, e invita tutti i cittadini a protestare contro la legge elettorale attraverso l'hashtag#OraNoItalicum .



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INPS: IL PATRIMONIO IMMOBILIARE DA REDDITO, OPERAZIONE TRASPARENZA





Roma, 7 dicembre 2016 - Prosegue l’operazione trasparenza “Inps a porte aperte”. La sezione è dedicata a migliorare il rapporto informativo tra Ente e cittadini, al di là degli obblighi prescritti dalla legge. L’obiettivo è quello di rendere più chiare le regole previste per la composizione e l’effettivo funzionamento dei maggiori fondi speciali gestiti dall’Istituto e di quelle categorie di lavoratori che usufruiscono di particolari regole contributive e previdenziali e nel contempo di rendere noti i principali meccanismi di funzionamento dall’Istituto. L’iniziativa fa parte di quell’operazione trasparenza annunciata dal presidente Inps, Tito Boeri, all’atto del suo insediamento.

Viene pubblicata oggi una scheda informativa sul patrimonio immobiliare da reddito dell’Inps.

Il patrimonio immobiliare dell’Inps è classificabile in 3 categorie:
sedi strutturali dell’Istituto;
strutture sociali;
patrimonio a reddito.

La scheda oggi in pubblicazione si occupa della terza categoria composta di circa 30.000 unità immobiliari, suddivise fra unità residue delle operazioni di cartolarizzazione, SCIP1 e SCIP2, (25.000 unità restituite all’Inps dopo la chiusura delle 2 operazioni) e unità immobiliari non cartolarizzate (5.000 unità), per un valore complessivo di circa 2,5 miliardi di euro.

Il patrimonio da reddito risulta prevalentemente riconducibile ai soppressi enti previdenziali Inpdap e Inpdai (89% circa delle unità immobiliari di proprietà e del relativo valore).




Quasi il 50% delle unità immobiliari dell’Istituto ha un valore di bilancio inferiore a 20.000 euro. In termini di destinazioni funzionali, il patrimonio da reddito si compone per:
circa il 36% di unità immobiliari a destinazione abitativa, che rappresentano il 52% del valore;
circa il 16% di unità con destinazioni uffici, commerciale e logistica, che rappresentano il 34% del valore totale;
circa il 44% da unità secondarie e/o minori (box/posti auto, cantine, ecc.), che rappresentano il 9% del valore totale.
L’Inps procede alla messa a reddito delle unità immobiliari non soggette a vincoli di legge attraverso avvisi pubblici a cura delle Direzioni Regionali ovvero del Gestore affidatario.

Nella scheda pubblicata sul sito sono riportati dati e approfondimenti.


IL PATRIMONIO IMMOBILIARE DA REDDITO DELL’INPS

Il patrimonio immobiliare dell’INPS è classificabile in tre categorie:
Le sedi strumentali dell’Istituto
Le strutture sociali
Il patrimonio da reddito
In questa scheda ci occupiamo della terza categoria, quella più rilevante sul piano finanziario.

IL PATRIMONIO DA REDDITO
Il patrimonio immobiliare da reddito dell’Istituto è altamente eterogeneo essendo il risultato della confluenza dei portafogli immobiliari di Enti soppressi e, soprattutto, della chiusura delle operazioni di cartolarizzazione SCIP 1 e SCIP 2.

E’ composto da circa 30.000 unità immobiliari suddivise fra unità residue delle operazioni di cartolarizzazione (25.000 unità) e unità immobiliari non cartolarizzate (5.000 unità) per un valore complessivo di circa 2,5 miliardi di euro.


COMPOSIZIONE PATRIMONIO DA REDDITO
Il patrimonio da reddito dell’Istituto si può dividere in due principali categorie, le unità principali che sono principalmente abitazioni, uffici, locali commerciali, negozi, magazzini (che rappresentano il 56% del totale delle unità immobiliari dell’Istituto) e le unità secondarie, ovvero box, cantine, soffitte, posti auto ( 44% delle unità).
L’Istituto possiede inoltre circa 1.296 particelle di Terreni così distribuite su base nazionale:

PROVENIENZA E VALORE
La quasi totalità delle componenti del patrimonio immobiliare da reddito INPS sono residuali rispetto alle operazioni di cartolarizzazione (SCIP1 e SCIP2). Ciò significa che le due grandi operazioni di dismissione del patrimonio immobiliare degli enti pubblici, promosse dal Ministero dell’Economia nel 2001 e 2002, si sono concluse con un numero di unità immobiliare rimaste invendute. Queste unità sono quindi state restituite agli enti di appartenenza, fra cui l’INPS.
Il patrimonio da reddito dell’Istituto risulta prevalentemente riconducibile ai soppressi INPDAP e INPDAI, che complessivamente rappresentano circa l’89% delle unità immobiliari di proprietà dell’Istituto e del relativo valore.
Sotto il profilo della distribuzione territoriale, il patrimonio immobiliare da reddito mostra un elevato grado di concentrazione, risultando prevalentemente localizzato nel Lazio che rappresenta oltre il 50% del patrimonio da reddito, sia in termini di unità che di valore.
Come si evince dal grafico sottostante, quasi il 50% delle unità immobiliari dell’Istituto ha un valore di bilancio inferiore a 20.000 euro.

In termini di destinazioni funzionali, il patrimonio da reddito (escludendo i terreni) si compone per:
circa il 36% di unità immobiliari a destinazione abitativa, che contribuiscono per il 52% del valore;
circa il 16% di unità con destinazioni uffici, commerciale e logistica, che rappresentano il 34%del valore totale;
circa il 44% da unità secondarie e/o minori (box/posti auto, cantine, ecc.) sia collegate ad unità principali (abitative e non) del portafoglio, sia residuali da precedenti processi di dismissione, che rappresentano il 9% del valore.
Il residuo 4% del patrimonio (5% in termini di valore) si compone di proprietà con destinazioni diversificate, principalmente terreni.


GESTIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE
L’attività di gestione tecnico – amministrativa del patrimonio da reddito dell’Istituto è svolta secondo le modalità di seguito descritte:
il patrimonio originario INPS, nonché quello incorporato per effetto della soppressione di SCAU (Servizio contributi agricoli unificati), SPORTASS (la Cassa di Previdenza per l'assicurazione degli Sportivi) e IPOST (Fondi Gruppo Poste Italiane), è gestito da I.GE.I S.p.A. in liquidazione;
la parte di patrimonio INPS, di provenienza ex INPDAI, è attualmente gestita dalla società risultata definitivamente aggiudicataria della gara indetta dall’INPS nel marzo del 2011, ovvero Romeo Gestioni;
la parte di patrimonio INPS, di provenienza ex INPDAP ed ex ENPALS è tuttora gestita direttamente a livello regionale.

MESSA A REDDITO DELLE UNITÀ IMMOBILIARI
L’Istituto procede alla messa a reddito delle unità immobiliari non soggette a vincoli di legge attraverso avvisi pubblici a cura delle Direzioni Regionali ovvero del Gestore affidatario.
Qui di seguito si riportano i dati sulla redditività del patrimonio immobiliare dell’Inps. Le spese includono tutte le spese di mantenimento e utenze sostenute dall’Istituto.
Il rendimento netto (ante imposte) degli immobili in gestione diretta dell’Istituto è dello 0,98%, mentre il rendimento netto degli immobili affidati in gestione esterna risulta inferiore (0,14%) in quanto la gestione esterna comporta costi più elevati.
REDDITIVITA’ PATRIMONIO IMMOBILIARE (ANTE IMPOSTE) – ANNO 2015

GESTIONE DIRETTA (INPDAP ed ENPALS)
Reddito Lordo 33.088.051
Totale Spese 21.599.088
Reddito Netto 11.488.964
Consistenza media lorda del patrimonio 1.172.040.083
Rendimento Lordo 2,82%
Rendimento al netto dei costi di gestione 0,98%

GESTIONE INDIRETTA (INPS, SCAU, SPORTASS, IPOST, INPDAI)
Reddito Lordo 35.407.780
Totale Spese 33.444.121
Reddito Netto 1.963.659
Consistenza media lorda del patrimonio 1.354.613.258
Rendimento Lordo 2,61%
Rendimento al netto dei costi di gestione 0,14%

I VINCOLI NORMATIVI
In forza del Decreto Legge 25 settembre 2001, n. 351 convertito, con modificazioni, nella legge n. 410 del 23 novembre 2001 e nell’ambito delle due operazioni di cartolarizzazione SCIP 1 e SCIP 2 sono stati trasferiti alla Società "S.C.I.P. - SOCIETÀ CARTOLARIZZAZIONE IMMOBILI PUBBLICI S.R.L." portafogli di immobili di proprietà dell’Istituto e degli Enti nel frattempo incorporati con la finalità di procedere alla definitiva dismissione dell’intero patrimonio cartolarizzato.
La successiva Legge 27 febbraio 2009 n. 14, di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge 30 dicembre 2008 n. 207, ha posto fine alla prima ed alla seconda operazione di cartolarizzazione (SCIP 1 e SCIP 2) e ha previsto che i beni immobili invenduti, che alla data di entrata in vigore del provvedimento medesimo erano di proprietà della S.C.I.P., fossero ritrasferiti in proprietà ai soggetti originariamente proprietari.
Tale retrocessione è stata disposta dalla legge mantenendo i diritti di opzione, prelazione e garanzia spettanti agli aventi diritto e con ulteriori vincoli collegati alle esigenze di finanza pubblica Fra questi vincoli attualmente norme speciali prevedono l’obbligo dell’integrale conferimento di tutto il patrimonio immobiliare da reddito al fondo gestito da Invimit SGR, nonché il divieto di nuove locazioni e rinnovi dei contratti delle unità immobiliari ad uso residenziale libere.

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PRECARI: “IL GOVERNO REGIONALE È GIÀ AL LAVORO PER RISOLVERE IL PROBLEMA  DRAMMATICO”

Palermo, 7 dic. 2016 - “Il governo è già al lavoro per risolvere il problema
drammatico delle migliaia di precari siciliani, inclusi gli Aso, i formatori,
gli sportellisti e le categorie a rischio di perdere il posto di lavoro”. Lo
dice in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. “Per
effetto della crisi di governo non è stato possibile emendare al Senato la
legge di bilancio dello Stato, che consentiva la proroga e conseguentemente
autorizzava la Regione ad avviare i processi di stabilizzazione. “Lo faremo con
legge regionale” - afferma Crocetta - , comunicando che la giunta riunita ieri,
ha apprezzato un ddl da inserire nella legge di bilancio regionale da approvare
entro dicembre 2016 che consente:
1) la proroga, ai sensi della legge nazionale vigente di tutti i precari fino
al 31/12/ 2018;
2) obbligo per i comuni ad assumere nei limiti della pianta organica per le
fasce A e B e per il 50% della medesima, le altre fasce;
I comuni che si rifiuteranno di assumere i lavoratori, saranno penalizzati
attraverso la riduzione dei trasferimenti regionali.
3) la la copertura finanziaria da parte della Regione per tutto il periodo di
contratto del lavoratore assunto a tempo indeterminato.

“Il problema più serio, - continua il presidente - è legato alla mancata
deroga, per la mancata approvazione degli emendamenti al Senato per i comuni in
dissesto. Per i lavoratori di questi comuni stiamo elaborando un'apposita norma
da applicare, nel caso in cui la norma nazionale non dovesse rientrare, prima
del 31 dicembre 2016, nella legge mille proroghe. Speravamo tanto nella legge
di deroga per i comuni in dissesto e in disequilibrio finanziario, ma purtroppo
la situazione attuale non ci consente di fare meglio. Tutti prendano atto che
il governo regionale sta facendo ogni cosa possibile per potere risolvere i
problemi dei precari”. Già la prossima settimana, verrà approvata in giunta la
proposta di legge di bilancio che avrà una struttura semplice, al fine di
consentire l'immediata approvazione in aula. Eventuali modifiche, integrazioni
verranno proposte nei primi mesi del 2017. “Il governo proporrà anche
interventi immediati per alcune categorie, lavoratori stagionali (forestali,,
Esa, consorzi di bonifica etc), formatori e sportellisti e altre categorie a
rischio.
Non consentiremo alcun massacro sociale, la difesa dei lavoratori è
prioritaria.
Nella prossima conferenza dei capigruppo chiederemo che sia messa all'ordine
del giorno l'approvazione del Poc, che prevede misure contro la povertà, che
consentirà l'avvio dei cantieri, la riduzione del credito d'imposta per le
aziende che assumono, il servizio civile regionale.
Alla luce dei fatti, pur non avendo alcun timore della verifica elettorale,
ritengo irresponsabile chi invoca in Sicilia le elezioni anticipate, poiché in
assenza di un governo regionale - chi ha un minimo di buon senso sa che -, dal
primo gennaio diverse decine di migliaia di lavoratori verrebbero licenziati,
con un massacro sociale senza precedenti e si assisterebbe al blocco dell'avvio
dei cantieri del “Patto per la Sicilia”, nonché della nuova programma europea.
Invito tutti – conclude Crocetta - a una maggiore coesione, eliminando i
contrasti politici per lavorare per il bene della Sicilia e dei Siciliani”.

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PUBBLICO IMPIEGO: IL MINISTERO CONVOCA LE PARTI, LA MOBILITAZIONE È GIÀ REALTÀ

ROMA 7 dicembre 2016 - A seguito della nota ufficiale al Ministero del lavoro ed alle altre controparti istituzionali con cui Fsi-Usae ha formalizzato di rifiutare di sottoscrivere lo scandaloso accordo Madia-Triplice e ha aperto il conflitto per il rinnovo del contratto dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni relativo al triennio 2016-2018, il Ministero del Lavoro ha proceduto alla Convocazione delle parti  (in allegato la convocazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri)
E’ il tentativo obbligatorio di conciliazione previsto dalle procedure per il raffreddamento dei conflitti e dalla legge sul diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Rammentiamo che nella nota ufficiale Fsi-Usae bolla il protocollo come Un accordo, chiaramente pre-elettorale, in cui si svendono i lavoratori ed il loro diritto ad una giusta retribuzione e alla possibilità di recuperare il potere di acquisto delle buste paga e lo definisce un atto di arroganza che va al di là del buon senso ed è al di fuori da ogni procedura democratica messo in atto da soggetti che praticano una politica maleducata ed arrogante, che se ne infischiano della democrazia sindacale e della cortesia istituzionale.
E che nella medesima nota, Fsi-Usae, rammenta anche che in questo periodo, mentre i lavoratori delle pubbliche amministrazioni (per legge) subivano un blocco delle retribuzioni, si stanno rinnovando i contratti del lavoro privato con aumenti che si aggirano su 80-90 euro; gli stessi però hanno già avuto aumenti relativi a due rinnovi triennali, il 2010-2012 prima ( circa 100 € ) e il 2013-2015 poi ( circa 130 €).

Infine FSI-USAE ritiene che tutti i lavoratori abbiano il medesimo diritto alla giusta retribuzione e che il fatto di lavorare per un datore di lavoro pubblico non può e non deve costituire elemento di discriminazione salariale. FSI-USAE rivendica quindi in questa tornata contrattuale il riallineamento degli andamenti retributivi e contrattuali dei lavoratori delle pubbliche amministrazioni centrali e locali con quanto avvenuto per i lavoratori del lavoro privatochiedendo aumenti adeguati e indicando una cifra che, al netto degli 80 euro di decontribuzione, si può quantificare in 250 euro medie pro capite.

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APPALTI, APPROVATO TESTO IN COMMISSIONE LEGGE SBLOCCA APPALTI

Sicilia. Legge sblocca appalti, approvato testo in commissione
Palermo, 7 dic. 2016 - Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha
partecipato insieme all'assessore Pistorio ai lavori della IV commissione,
ambiente e territorio, e comunica che, con alcuni emendamenti migliorativi, la
commissione ha approvato il testo proposto dal governo che sblocca le gare in
Sicilia migliorandone la trasparenza.
Ecco alcune novità introdotte:
l'ampliamento del numero dei possibili presidenti di gara, che dai 18 attuali
diventano 300, allargando la platea oltre che ai presidenti e vicepresidenti
dell'Urega, ai dirigenti del genio civile, della protezione civile e altre
categorie sulla base della valutazione dei curricula;
misure incentivanti per le commissioni di gara veloci e misure penalizzanti
per coloro che ritardano l'espletamento delle procedure, senza giustificato
motivo;

nomina di componenti supplenti che sostituiscano i membri delle commissioni di
gara impossibilitati a partecipare;
possibilità di elevare la soglia degli appalti economicamente più vantaggiosa
dal milione attuale ai due milioni e mezzo, in conformità a quanto proposto
recentemente da Anac.

“Con tali provvedimenti – dice il presidente - saremo in condizione di poter
avviare in tempi veloci gran parte dei cantieri del Patto per la Sicilia,
andando incontro alla richiesta incessante che viene dai sindaci, dai
rappresentanti delle categorie, dai disoccupati, consentendo un veloce
espletamento delle gare e l'avvio dei cantieri.
Siamo al lavoro per la Sicilia e ci auguriamo che il procedimento possa essere
incardinato ed approvato in aula già dalla prossima settimana, per elevare il
PIL, dare lavoro alle imprese e ai disoccupati”.

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REFERENZUM: IN SICILIA VOTA NO OLTRE IL 70%, RENZI DIMESSO

Matteo Renzi: "Grazie a tutti, comunque. Tra qualche minuto sarò in diretta da Palazzo Chigi. Viva l'Italia!". E le risposte fioccano su Twitter: Ti aspetto per salutarti #addio #addio. Ps Arrivo, arrivo. Riccardo Cubani: Beh finalmente si può dire!! #addio #renxit. Gianni Riotta: In un paese in cui nessuno si dimette mai dopo una sconfitta @matteorenzi lo fa #chapeau. Paolo Gentiloni: Capisco la delusione, ma si può essere tristi per un giorno. 05/12/2016 - Bisogna saper perdere, come ha indicato @matteorenzi. E ripartire, per l'Italia. Gianni Riotta: Roma si sveglia e cerca premier dopo @matteorenzi Tanti si candidano poche idee, #Padoan tecnico #Grasso istituzionale, un Pd, molto caos. Davide Samperi: #bastaunSi ti ha regalato un #CIAONE caro @matteorenzi Comunque ora riposati un po' e mi raccomando #staisereno. Kilgore: #maratonamentana divertente che nel discorso @matteorenzi ha cercato di intestarsi il successo dell'affluenza, sono andati per cacciarlo! Kilgore ‏@ErmannoKilgore: Ricordo a @matteorenzi di non dimenticare di portare via i suoi: @ernestocarbone @AndreaRomano9 @emanuelefiano @stefanoesposito.

Sicilia
Dettaglio per provincia
Risultati dei comuni principali:

MESSINA
56,73%
254 / 254
SI
29,46%
NO
70,54%

MESSINA
Voti SI 31222 29,46 %
Voti NO 74750 70,54 %
Schede bianche 191
Schede nulle 655
Schede contestate 2

AGRIGENTO
--.-%
20 / 55
SI
25,49%
NO
74,51%
DETTAGLIO AGRIGENTO
AGRIGENTO
Voti SI 6597 25,09 %
Voti NO 19695 74,91 %
Schede bianche 35
Schede nulle 152
Schede contestate 0

PALERMO
--.-%
584 / 600
SI
27,78%
NO
72,22%
DETTAGLIO PALERMO
PALERMO
Voti SI 81997 27,69 %
Voti NO 214130 72,31 %
Schede bianche 347
Schede nulle 2028
Schede contestate 54

CATANIA
--.-%
301 / 336
SI
24,69%
NO
75,31%
DETTAGLIO CATANIA
CATANIA
Voti SI 33957 25,32 %
Voti NO 100146 74,68 %
Schede bianche 177
Schede nulle 953
Schede contestate 10

CALTANISSETTA
60,82%
56 / 56
SI
27,55%
NO
72,45%
DETTAGLIO CALTANISSETTA
CALTANISSETTA
Voti SI 8334 27,55 %
Voti NO 21914 72,45 %
Schede bianche 39
Schede nulle 164
Schede contestate 1

ENNA
61,82%
35 / 35
SI
29,58%
NO
70,42%
DETTAGLIO ENNA
ENNA
Voti SI 4164 29,58 %
Voti NO 9913 70,42 %
Schede bianche 26
Schede nulle 94
Schede contestate 0

SIRACUSA
--.-%
78 / 123
SI
30,14%
NO
69,86%
DETTAGLIO SIRACUSA

RAGUSA
64,12%
71 / 71
SI
37,63%
NO
62,37%
DETTAGLIO RAGUSA

TRAPANI
55,36%
70 / 70
SI
26,81%
NO
73,19%
DETTAGLIO TRAPANI
_________________
SANT'AGATA DI MILITELLO
60,26%
15 / 15
SI 31,88%
NO 68,12%
DETTAGLIO SANT'AGATA DI MILITELLO

TAORMINA
60,46%
14 / 14
SI 28,52%
NO 71,48%
DETTAGLIO TAORMINA

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REFERENDUM: LA SICILIA HA DETTO NO SENZA APPELLO AL GOVERNO RENZI-BOSCHI

05/12/2016 - In Sicilia il NO supera il 70 per cento. In provincia di Palermo raggiunge il 72,2 per cento di No. Ad AGRIGENTO il NO è al 74,51%. A CATANIA il NO raggiunge il 75,31%. A CALTANISSETTA il 72,45%. Ad ENNA il NO si attesta al 70,42%. A MESSINA al 70,54%, poco più di Enna. A RAGUSA hanno detto NO il 62,37% dei votanti, a SIRACUSA ha votato NO il 69,86%. TRAPANI riposta la Sicilia oltre il 70% votando NO al 73,19%. Tra le cittadine del messinese, SANT'AGATA DI MILITELLO si manitiene al di sotto del 70% con il NO al 68,12%. TAORMINA, dove a maggio si terrà il G7, il 71,48% ha detto NO senza appello alla riforma della ministra Maria Elena Boschi.
Il capo del governo Matteo Renzi ha annunciato le sue dimissioni da presidente del Consiglio: “Ho perso io”., - ha detto Renzi. In Italia ha votato il 68,48 per cento, una percentuale di votanti elevata in grado di di mobilitare una parte davvero rilevante della popolazione: il No vince con il 59,5 per cento dei voti contro il 40,4%. All’estero ha votato SI il 65 per cento degli aventi diritto.

Sicilia. Dettaglio per provincia. Risultati dei comuni principali:

AGRIGENTO
SI 25,49%
NO 74,51%

PALERMO
SI 27,78%
NO 72,22%

CATANIA
SI 24,69%
NO 75,31%

CALTANISSETTA
SI 27,55%
NO 72,45%

ENNA
SI 29,58%
NO 70,42%

MESSINA
SI 29,46%
NO 70,54%

RAGUSA
SI 37,63%
NO 62,37%

SIRACUSA
SI 30,14%
NO 69,86%

TRAPANI
SI 26,81%
NO 73,19%

SANT'AGATA DI MILITELLO
SI 31,88%
NO 68,12%

TAORMINA
SI 28,52%
NO 71,48%

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REFERENDUM, GRASSO (FI) “7 SICILIANI SU 10 HANNO BOCCIATO RENZI E IL PD SICILIANO. CENTRODESTRA UNICA ALTERNATIVA CREDIBILE”

07/12/2016 - “Il risultato di domenica ci conferma il fallimento delle politiche di questo governo affabulatore che ha decretato l’ulteriore impoverimento della Sicilia. L’incapacità gestionale del governo regionale a guida Pd, ha fatto sì che decine di fondi europei tornassero indietro e fossero usati dal governo centrale a discapito dei cittadini siciliani, sempre più impoveriti. In Sicilia i tanti politici convertiti al renzismo per ottenere una poltrona, sono stati smascherati e zittiti.”
Ha commentato così il voto del referendum, l’On. Bernardette Grasso, Deputata regionale di Forza Italia:

“Esprimiamo soddisfazione per l’esito referendario che testimonia la netta bocciatura, propaganda compresa, delle politiche del Pd siciliano, protagonista in negativo dell’immobilismo regionale. L’autonomia locale, minacciata dalla riforma Renzi-Boschi, è salva perché i siciliani sono stati lungimiranti. Adesso a lavoro per diventare il riferimento dei moderati in Sicilia. La nostra proposta politica resta l’unica credibile e veramente alternativa a questo governo. Il centrodestra è l’unico antidoto testato per far fronte alle emergenze della Sicilia.”

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POST-REFERENDUM, GRASSO (FI) “L’OMBRELLO DI RENZI HA TENUTO NASCOSTE LE EMERGENZE SICILIANE: PRECARI E RETE OSPEDALIERA RESTANO A RISCHIO IN SICILIA.”

07/12/2016 - “La crisi di governo appena apertasi non può costituire l’alibi per dimenticarsi dei precari siciliani che ora rischiano di veder saltato l’accordo inserito nella manovra finanziaria durante la campagna referendaria. Il Governo nazionale mantenga gli impegni presi prima di sbattere la porta e uscire di scena”. Commenta così Bernardette Grasso, deputata regionale di Forza Italia, le emergenze venutesi a ripresentare a causa della crisi di governo dopo il referendum.

“In Sicilia ci sono 15 mila lavoratori precari che attendono risposte. In campagna elettorale gli era stato promesso l’inserimento dell’accordo all’interno delle parti aggiuntive alla legge di stabilità. Oggi però il Senato vota saltando questi correttivi. La soluzione paventata dalla Regione del ricollocamento in Resais potrebbe non essere sufficiente. Le province siciliane sono infatti sull’orlo del dissesto a causa di una riforma pasticciata e degli aumenti dei contributi versati per il risanamento della finanza pubblica nazionale. Si rischia quindi di mettere in mobilità dei lavoratori spostandoli da una palude a un’altra.”

“La Sicilia guidata dal Pd in questi anni – conclude l’On. Grasso – passerà alla storia per i ritardi e le inefficienze. Basta vedere i dati Istat che certificano proprio oggi la crisi di povertà. Un siciliano su due è a rischio povertà ed esclusione sociale. La Corte dei Conti bacchetta il governo regionale per l’indebitamento pubblico che salirà alle stelle, il piano della rete ospedaliera, ennesima promessa elettorale, rischia di slittare ulteriormente. L’ombrello del governo Renzi ha tenuto nascoste queste emergenze che oggi sono più visibili che mai.”

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FARAONE E REFERENDUM: “ABBIAMO PERSO NETTAMENTE E SENZA ATTENUANTI”

Le dichiarazioni di Davide Faraone, sottosegretario di Stato all'Istruzione, dopo la sconfitta referendaria del SI, di cui era sostenitore
Palermo, 6 dic. 2016 - Quella che l’Italia ha vissuto, e con essa la Sicilia, è stata una grande sfida democratica. È stato bello essere al fianco di Matteo Renzi in questa importante battaglia per il Paese. Ci sono sfide in cui credi, che senti di dover combattere perché sei convinto di essere dalla parte giusta anche se sai di avere tutti contro.  È stato bello essere al fianco di tante donne e uomini che ci hanno creduto, che hanno pensato di poter vincere questa partita. E invece l’abbiamo persa. Nettamente e senza attenuanti. Se guardo ai dati della mia regione, la Sicilia, la sconfitta assume contorni ancora più clamorosi ed inequivocabili. Matteo, da grande leader qual è, si è assunto la responsabilità e la totale paternità di questa sconfitta e ha deciso di lasciare palazzo Chigi, con coerenza e determinazione. Io ho condiviso questa scelta e naturalmente in questa scelta c’è anche la mia di assunzione di responsabilità, in quanto componente del suo governo.

Ho rispetto per chi manifesta una idea anche contraria alla mia e si batte per quella idea, ma non mi piacciono i sostenitori del No del giorno dopo, quelli che hanno deciso di non giocare la partita referendaria, ergendosi a vincitori soltanto a risultato acquisito. Non mi piace chi ha detto di aver giocato la partita, salvo poi sottolineare di non essersi impegnato, in fondo, così tanto. Frasi pronunciate quando il Sì aveva già perso nettamente.

Io ci sono stato in quel campo da gioco, non ho evitato nessun tackle e sono uscito con la maglietta intrisa di sudore e con addosso i segni della sconfitta. Me ne assumo pienamente le responsabilità. Ho incontrato centinaia di cittadini, ho conosciuto sindaci e amministratori straordinari, ho visitato aziende e conosciuto esperienze straordinarie di solidarietà. Sono orgoglioso di aver fatto parte di un governo che non ha deciso di galleggiare, ma di affrontare e tentare di risolvere tutte le più importanti questioni, lasciate aperte in questi anni. La legge sul dopo di noi e la legge sull’autismo sono quelle che più mi hanno riempito il cuore. La legge sulla buona scuola, la più travagliata. Gli interventi per l’occupazione e lo sviluppo, principalmente nel mezzogiorno e in Sicilia, gli interventi di cui mi sono fatto carico maggiormente. Sono stato parte di questa esperienza, con limiti ed errori ma ne vado fiero. Vado fiero del 40% delle primarie del 2012, quando, anche lì contro tutti, decidemmo di sfidare Bersani. Vado fiero del 40% con cui vincemmo le europee del 2014. E come ha scritto benissimo Luca Lotti, ora ripartiamo con maggiore forza da questo 40%. Abbiamo perso una battaglia, ma la sfida per il cambiamento non si ferma qui. Tornare al voto al più presto, credo, sia ormai necessario.

“Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.” (Antoine de Saint-Exupéry). Grazie ancora a tutti quelli che ci hanno provato e un abbraccio forte ai tanti che come me e con me si rimetteranno in cammino perché non rinunciano alle proprie idee e pensano che queste possano cambiare il mondo.

Davide Faraone

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PRECARI, LACCOTO: “PRONTA LA PROROGA PER DUE ANNI”

07/12/2016 - “L’attenzione sui precari è massima. Come Partito Democratico abbiamo chiesto al Governo tramite l’Assessore Baccei risposte immediate e la strada individuata è quella di concedere una proroga di due anni prima dell’entrata in vigore dell’esercizio provvisorio del bilancio”. Lo afferma il Presidente della Commissione Attività Produttive all’Assemblea Regionale Giuseppe Laccoto secondo cui “l’obiettivo dell’emendamento inserito nella legge di Stabilità nazionale era quello di ampliare le piante organiche dei Comuni per consentire una più rapida stabilizzazione, anche in deroga al patto di stabilità”. Ma a questo punto, prosegue Laccoto, l’obiettivo prioritario è giungere ad una proroga, di competenza regionale, in tempi brevissimi e subito dopo avviare le interlocuzioni con il governo nazionale per giungere alla stabilizzazione. “L’altra emergenza da affrontare – conclude Laccoto - riguarda i contrattisti dei Comuni in dissesto. Vanno valutate con attenzione tutte le strade percorribili ed adottare le soluzioni più rispondenti alle esigenze dei precari e delle loro famiglie”.

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REFERENDUM. CROCETTA SI DIMETTA: ”QUALCUNO È CONVINTO DI AVERE IL MONOPOLIO DEI NO”

Palermo, 6 dic. 2016 - M5S all’ARS: “Il risultato del referendum è anche la bocciatura del Pd e di Crocetta: il presidente si dimetta”. “Il risultato del referendum in Sicilia non è solo la bocciatura del governo Renzi, ma, soprattutto, del suo maggiore sponsor nell’isola: il governo del PD e di Rosario Crocetta. Adesso dimissioni e parola ai cittadini, c’è da rimettere una Sicilia al lavoro e non può farlo chi ha perso in maniera così sonora. Grazie di cuore a tutti i cittadini siciliani che hanno dichiarato, con questo voto, la voglia di cambiare la nostra terra”.

“Non ho alcuna resa dei conti da fare, non appartiene alla mia
cultura e al mio modo di fare politica. Io penso all'unità, a lavorare e non
alle polemiche”. Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana,
Rosario Crocetta. “Il no, è un grido di allarme che viene dalle fasce più
deboli della popolazione. Nonostante la ripresa del Pil e il lieve incremento
dell'occupazione, paghiamo ancora il prezzo della crisi degli anni passati.
Occorre intervenire rapidamente, trovo veramente irresponsabile che invece di
chiedere di fare di più nell'economia e nella solidarietà, si pensi ad
esasperare conflitti. Ci sono alcune questioni da affrontare immediatamente: lo
sblocco dei cantieri attraverso la riforma dell'Urega che è già all'Ars;
l'avvio immediato dei cantieri del Patto per la Sicilia, bandi europei e misure
straordinarie di reddito di inclusione sociale, per i senza lavoro, i giovani,
i disoccupati. Non mi interessa la politica politicante, mi interessa che
facciamo queste cose.

Perchè la Sicilia ce la può fare e ce la deve fare.
Se poi – continua il presidente - c'è qualcuno che è convinto di avere il
monopolio dei no, sappia che all'interno di quei no ci sono tanti elettori
democratici, anche elettori di Renzi, di Crocetta e di altri esponenti.
Rispetto a un quesito referendario, gli elettori hanno espresso liberamente la
propria opinione. Tale voto va rispettato, ma questo non c'entra affatto con le
votazioni di tipo politico la cui scelta avviene, non sulla base di un singolo
quesito, ma su un'idea di governo. Pensiamo a lavorare invece di fare polemica.

Il no ha vinto, è stato un voto di difesa della Costituzione. No ho assunto
toni catastrofisti nel corso della campagna referendaria né l'ho collegata in
nessun modo a ipotesi di governo. Non si capirebbe perchè dovrei farlo dopo il
voto. Con Baccei stiamo discutendo e devo confermare che l'assessore è
convinto, come me, che dopo il risultato che abbiamo raggiunto sulle nuove
entrate, siamo in condizioni di fare una finanziaria che – conclude Crocetta -
metta al centro la lotta contro le povertà, la difesa dei lavoratori e lo
sviluppo”.

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CROCETTA:” MA QUALE RIMPASTO? PENSO AD AVVIARE I CANTIERI E AI POVERI”

Palermo, 6 dic. 2016 - “Non ho alcuna resa dei conti da fare, non appartiene alla mia
cultura e al mio modo di fare politica. Io penso all'unità, a lavorare e non
alle polemiche”. Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana,
Rosario Crocetta. “Il no, è un grido di allarme che viene dalle fasce più
deboli della popolazione. Nonostante la ripresa del Pil e il lieve incremento
dell'occupazione, paghiamo ancora il prezzo della crisi degli anni passati.
Occorre intervenire rapidamente, trovo veramente irresponsabile che invece di
chiedere di fare di più nell'economia e nella solidarietà, si pensi ad
esasperare conflitti. Ci sono alcune questioni da affrontare immediatamente: lo
sblocco dei cantieri attraverso la riforma dell'Urega che è già all'Ars;
l'avvio immediato dei cantieri del Patto per la Sicilia, bandi europei e misure
straordinarie di reddito di inclusione sociale, per i senza lavoro, i giovani,
i disoccupati. Non mi interessa la politica politicante, mi interessa che
facciamo queste cose. Perchè la Sicilia ce la può fare e ce la deve fare.
Se poi – continua il presidente - c'è qualcuno che è convinto di avere il
monopolio dei no, sappia che all'interno di quei no ci sono tanti elettori
democratici, anche elettori di Renzi, di Crocetta e di altri esponenti.
Rispetto a un quesito referendario, gli elettori hanno espresso liberamente la
propria opinione. Tale voto va rispettato, ma questo non c'entra affatto con le
votazioni di tipo politico la cui scelta avviene, non sulla base di un singolo
quesito, ma su un'idea di governo. Pensiamo a lavorare invece di fare polemica.
Il no ha vinto, è stato un voto di difesa della Costituzione. No ho assunto
toni catastrofisti nel corso della campagna referendaria né l'ho collegata in
nessun modo a ipotesi di governo. Non si capirebbe perchè dovrei farlo dopo il
voto. Con Baccei stiamo discutendo e devo confermare che l'assessore è
convinto, come me, che dopo il risultato che abbiamo raggiunto sulle nuove
entrate, siamo in condizioni di fare una finanziaria che – conclude Crocetta -
metta al centro la lotta contro le povertà, la difesa dei lavoratori e lo
sviluppo”.

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ANTOCI E DI MATTEO TRA GLI STUDENTI PER PARLARE DI LOTTA ALLA MAFIA

Antoci e Di Matteo tra gli studenti di S. Agata Militello per parlare di legalità e lotta alla mafia
S. Agata Militello, 6 dicembre 2016 – “Il sistema mafioso. Grave pericolo per la democrazia”. Questo il titolo della tavola rotonda organizzata dall’Itet Tomasi di Lampedusa di Sant’Agata Militello e che ha registrato la presenza, quale ospite d’eccezione del magistrato antimafia Antonino Di Matteo e di Giuseppe Antoci, Presidente del Parco dei Nebrodi. L’incontro, organizzato dal dirigente scolastico Antonietta Emanuele, si inserisce nel progetto di educazione alla legalità dell’istituto.
A Simone Fogliani, docente di diritto e giornalista, il compito di moderare il convegno che, tra i relatori, oltre a Di Matteo, ha visto la presenza dell’avvocato Massimo Raffa, del vicequestore aggiunto Daniele Manganaro, dirigente del Commissariato di polizia di Sant’Agata Militello; del giornalista Sergio Granata, direttore responsabile di Antenna del Mediterraneo, Saverio Lodato, scrittore ed editorialista della rivista Antimafia Duemila, Rosario Merenda, luogotenente dei carabinieri alla Dia di Palermo; Salvatore Bonferraro, sostituto commissario della Polizia di Stato e anch’egli alla Dia di Palermo.

L’iniziativa ha permesso ai giovani studenti di ricevere consigli ed insegnamenti preziosi, soprattutto per capire come oggi la mafia si sta riorganizzando, puntando su settori più “sicuri” e redditizi, come per esempio dimostra il fenomeno dell’agromafia. Daniele Manganaro, Vice Questore e Dirigente del Commissariato di Polizia di S.Agata Militello, nel corso del proprio intervento si è soffermato proprio su questo argomento, presentando i risultati della task force istituita sui Nebrodi per combattere il fenomeno dell’abigeato. Giuseppe Antoci, Presidente del Parco dei Nebrodi, plaude all’iniziativa odierna e dichiara che è importante investire sulla cultura: puntare sui giovani, che hanno bisogno di conoscere per combattere il fenomeno mafioso, si rivela una mossa vincente. La Sicilia ha bisogno di uomini che facciano il proprio dovere.

Antonino Di Matteo, nel corso del suo intervento, ricorda che i magistrati sono anch’essi cittadini e sono al servizio della collettività. Parlare agli studenti, raccontare le proprie esperienze ci permette di evitare un grande rischio: quello di perdere la memoria e, di conseguenza, di perdere il nostro futuro.
Se la mafia ci vuole sudditi e non cittadini, dobbiamo unirci per vincere questa guerra conclude Di Matteo la propria testimonianza tra gli studenti dei Nebrodi.

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REFERENDUM, GRILLO: "ADDIO RENZI, AL VOTO AL PIU' PRESTO"

di Beppe Grillo - 05/12/2016 - Evviva! Ha vinto la democrazia. La risposta degli italiani come affluenza alle urne e come indicazione è stata netta. La propaganda di regime e tutte le sue menzogne sono i primi sconfitti di questo referendum. I tempi sono cambiati. La sovranità appartiene al popolo, da oggi si inizia ad applicare veramente la nostra Costituzione.
I primi vincitori sono i cittadini che hanno alzato la testa e sono andati a votare in massa fregandosene delle TV e dei giornali per bocciare la riforma costituzionale e chi l'ha proposta senza nessun mandato popolare.
Questo voto ha due conseguenze rilevanti.
1) Addio Renzi
2) Gli italiani devono essere chiamati al voto al più presto. La cosa più veloce, realistica e concreta per andare subito al voto è andarci con una legge che c'è già: l’Italicum. Abbiamo sempre criticato questa legge, ma questi partiti farebbero di peggio e ci metterebbero anni legittimando l'insediamento di un governo tecnico alla Monti. Per quanto riguarda il Senato, proponiamo di applicare dei correttivi per la governabilità alla legge che c'è già: il Consultellum. Ci vogliono cinque giornate di lavoro. La nostra proposta a tutti è di iniziare a lavorarci domani e avere la nuova legge elettorale in settimana. Non si può bloccare il Parlamento discutendo una nuova legge elettorale. Si deve votare il prima possibile. I partiti faranno di tutto per tirarla per le lunghe e arrivare a settembre 2017 per prendere la pensione d'oro. Non glielo permetteremo e l'unica soluzione è quella che proponiamo. Chiediamo agli italiani di stare al nostro fianco in questa battaglia.

Il MoVimento 5 Stelle ha fatto la sua parte. Siamo andati in tutta Italia a fare informazione per mesi, nessuno di noi si è risparmiato. Ringraziamo tutti i portavoce e tutti gli attivisti che hanno reso possibile il treno tour senza spendere milioni di euro. Grazie a tutte le persone che ci hanno ospitato e che ci hanno rifocillato lungo il percorso.
Dalla prossima settimana inizieremo a votare online il programma di governo e in seguito la squadra di governo.
Auguriamo buon lavoro al Presidente Mattarella in questo momento cruciale. Come prima forza politica del Paese siamo disponibili a fare tutti i passi necessari per arrivare alle elezioni politiche.
Una lezione per tutti: non si può mentire per sempre al popolo senza subire conseguenze.

Beppe Grillo
______________________
I PASSI NECESSARI PER DARE UN FUTURO ALL'ITALIA UN PAESE

- AL VOTO SUBITO
- IMMEDIATA USCITA DALL'EURO
- RIPRISTINO DELLA SOVRANITA' MONETARIA
- RIPRISTINO DELL'OBBLIGO PER BANKITALIA ALL'ACQUISTO DEI TITOLI DI STATO NON COLLOCATI SUL MERCATO (PER CONTROLLARE LO "SPREAD")
- ABOLIZIONE DEL SISTEMA ATTUALE DI CONCERTAZIONE CONTRATTUALE E RIPRISTINO DELLA SCALA MOBILE
- ABOLIZIONE DEL FISCAL COMPACT
- ABOLIZIONE DELLA LEGGE SUL BAIL-IN
- NAZIONALIZZAZIONE DEL MONTE DEI PASCHI
- ABOLIZIONE DEL JOB-ACT
- RIPRISTINO DELL'ART. 18
- RICOSTRUZIONE CON CRITERI ANTISISMICI E SALVAGUARDIA ESTETICO-CULTURALE DEI BORGHI STORICI TERREMOTATI MEDIANTE STANZIAMENTI PUBBLICI A FONDO PERDUTO
- RIDUZIONE DELLE TASSE SUI DIPENDENTI PUBBLICI E PRIVATI
- RIDUZIONE DELLE TASSE SULLE PARTITE IVA
- STABILIZZAZIONE DEI PRECARI
- RIFINANZIAMENTO DELLA SCUOLA PUBBLICA
- RIFINANZIAMENTO DELLA RICERCA SCIENTIFICA SULLE MALATTIE DEGENERATIVE
- MARCATO AUMENTO DELLE PENSIONI MINIME, FINO AL RAGGIUNGIMENTO DELLA SOGLIA DI DIGNITA' COME PREVISTO IN COSTITUZIONE
- RIDUZIONE DELL'ETA' PENSIONABILE A 65 ANNI PER TUTTI o 40 ANNI DI CONTRIBUTI (PRIMA PER I LAVORI USURANTI)
- RIPRISTINO DELLA PENSIONE RETRIBUTIVA
- RIQUALIFICAZIONE DELLE AREE DEVASTATE DALL'URBANIZZAZIONE SELVAGGIA
- PROMULGARE LA FAMOSA LEGGE SUL CONFLITTO DI INTERESSI
- SPESA PUBBLICA PER STIMOLARE LA DOMANDA E FAR RIPRENDERE L'ECONOMIA (PERCHE' DOPO ANNI DI INDOTTRINAMENTO NEOLIBERISTA DOVRESTE AVER CAPITO CHE IN REALTA' IL DEBITO DELLO STATO E' LA RICCHEZZA ED IL RISPARMIO DEI CITTADINI)
- DISINCENTIVAZIONE ALL'ESPORTAZIONE DI LAVORO
- ABOLIZIONE DELLA POSSIBILITA' DI ESTERNALIZZARE IL LAVORO
- ABOLIZIONE DELLA POSSIBILITA' DI TRASFERIRE ALL'ESTERO SEDE FISCALE E LEGALE PER LE IMPRESE
- "NAZIONALIZZAZIONE DEI BENI DELLA FIAT" ED ESPROPRIO DELLA FAMIGLIA RAPACE AGNELLI-ELKANN
- ED UNO PER TUTTI: APPLICARE LA NOSTRA VECCHIA COSTITUZIONE PRIMA DI CAMBIARLA

Se ritenete vi siano altri provvedimenti fondamentali, aggiungeteli in coda.

Nicola Mosti 05.12.16 08:30|

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REFERENDUM: LE MATITE SONO INDELEBILI, LA SCONFITTA NON SI CANCELLA

05/12/2016 - Da Twitter. Stefano Cianciotta: Se finisce 55 a 45 @RMannheimer lo aveva detto quasi due mesi fa su @ilgiornale: http://m.ilgiornale.it/news/2016/10/02/il-paese-ha-le-idee-chiare-con-il-no-il-premier-cade/1313247/ … #referendum #renzi #maratonamentana. La7Account: @marcotravaglio:"Ci siamo giocati un personaggio che poteva essere una grande chance. Ha perso andando dietro a Napolitano". 
Le frasi di Osho: #Renzi si è dimesso. L'Italia affidata a Trapattoni. Carlo V: #Salvini: "Siamo alternativa credibile" ad un cinepanettone con Boldi. Virginia Raggi: #HaVintoLaDemocrazia. Hanno vinto gli italiani. Ora ricostruiamo il Paese. La nostra rivoluzione non si ferma, a Roma e in Italia. Aris Bariffi: Non #HaVintoLaDemocrazia ma il populismo, la demagogia. Come in UK e USA. Si pensa sempre a come spodestare, ma mai al dopo! Caterino al Casello: Se fosse come dite ovvero che #HaVintoLaDemocrazia, come me lo spiegate uno come Gasparri al parlamento praticamente da quando è nato?

Domenica 4 dicembre 2016, dalle ore 7 alle ore 23, si sono svolte le operazioni di voto per il referendum costituzionale. L’approvazione del testo della legge costituzionale concernente «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione», approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016. Lo scrutinio ha avuto inizio subito dopo la chiusura della votazione e l’accertamento del numero dei votanti.
Percentuale dei votanti di domenica 4 dicembre 2016
Ore 12 Ore 19 Ore 23
Comuni 7.998 20,14% 57,24% 68,48%
Precisazione sulle matite cosiddette "copiative". Sono indelebili e sono destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale. Le matite cosiddette "copiative" sono indelebili così come, tra l'altro, aveva dichiarato il produttore, Faber-Castell, al Corriere della Sera, nel 2013 e sono destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale. Il ministero dell'Interno, in media ogni anno, ne acquista un certo numero, basandosi sul fabbisogno storico, per rifornire i depositi ed essere in grado di rifornire le Prefetture man mano che manifestano il loro fabbisogno.

Nello specifico, quest'anno, il Viminale ha acquistato 130 mila matite dalla ditta LUCA srl - aggiudicataria del relativo appalto sul mercato elettronico che, a sua volta, si rifornisce dalla Faber-Castell, direttamente in Germania.
Di queste 130 mila, per esempio, quest'anno ne sono state distribuite circa 80 mila per il referendum costituzionale, mentre altre richieste, da parte delle Prefetture, sono state soddisfatte per il referendum sulle trivelle e in occasione delle elezioni amministrative.

Le Prefetture, è bene precisare, possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti. Si utilizzano matite prodotte dal Faber-Castell almeno da cinque anni.
Il Viminale ribadisce che le risorse relative al conguaglio di quanto anticipato dai Comuni per le spese organizzative, in occasione della consultazione referendaria, saranno rese pienamente disponibili a beneficio dei Comuni stessi.

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GABBIA A GHIGLIOTTINA PER LA CATTURA DEI CINGHIALI SEQUESTRATA A SAN PIERO PATTI

L'operazione condotta dalla Polizia Metropolitana in collaborazione con A.N.C.R. Vigilanza
07/12/2016 - Nell’ambito dell’attività di controllo del territorio, mirata alla repressione dei reati contro il patrimonio, la A.N.C.R. Vigilanza, che collabora con il Corpo di Polizia Metropolitana, nel corso di un'operazione svolta sabato scorso nel territorio di S. Piero Patti, ha effettuato il sequestro di una “gabbia a ghigliottina” usata per la cattura dei cinghiali. La trappola, per la tipologia e le notevoli dimensioni, oltre a costituire un grave pericolo per la pubblica incolumità, è catalogata quale strumento di caccia vietato dalla legge per cui gli agenti, diretti dal comandante Antonino Triolo, hanno provveduto a sporgere denuncia contro ignoti.

Tutto il materiale ritrovato è stato messo a disposizione dell'Autorità Giudiziaria che ha avviato le indagini per determinare gli autori dell'attività illegale. L'attività di controllo, svolta nei mesi scorsi, ha già permesso di effettuare numerosi sequestri di attrezzature utilizzate per la caccia di frodo e di elevare le previste sanzioni ai cacciatori non in regola con le normative che regolano l'attività venatoria. Le operazioni di vigilanza, a tutela del patrimonio e della sicurezza del cittadino, proseguiranno nelle prossime settimane ed interesseranno tutto il territorio della Città Metropolitana.

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CARLO MEUCCI, FU MEDICANTE A TINDARI IL FIGLIO DEL… TELEFONO

La triste vicenda di Carlo Meucci, figlio di Antonio Meucci, inventore del telefono, vissuto lungamente a Tindari, in provincia di Messina, ricostruita e raccontata da Mimmo Mòllica nel volume “Meucci il figlio del… telefono mendicante a Tindari”, propone la questione dell’identità dei migranti e dei naufraghi, ai quali spetta l’arduo compito di ricostruire la propria identità personale e burocratica. Il libro di Mòllica muove i suoi passi da un gesto di umana pietà e si prefigge di strappare all’oblio della invisibilità un essere umano, peraltro discendente da una eccellenza italiana – Antonio Meucci, inventore del telefono – di cui andare fieri.

07/12/2016 - Il diritto alla propria identità è un diritto fondamentale dell'individuo, ma ci vorrà ancora del tempo prima che venga riconosciuto come inviolabile. Consegnare alla società una persona “diversa” sarà considerato illecito dalla giurisprudenza soltanto dalla metà degli anni ‘70. Se il diritto all’identità è al primo posto tra i diritti inviolabili dell’individuo, nel caso di Carlo Meucci la sua distorsione, l’alterazione o la mancata verità costituiscono non solo un reato contro la persona, ma contro la comunità scientifica internazionale e contro la società medesima, considerata l’identità del padre, Antonio Meucci, inventore del telefono.

La triste vicenda di Carlo Meucci, figlio di Antonio Meucci, inventore del telefono, vissuto lungamente a Tindari, in provincia di Messina, nato a New York, il 3 o il 4 novembre 1872, viene ricostruita e raccontata da Mimmo Mòllica nel volume “Meucci il figlio del… telefono mendicante a Tindari” (Armenio Editore), da pochi giorni in libreria. Già l’insicurezza sul suo reale giorno di nascita dà l’idea delle difficoltà incontrate per potere affermare con certezza che Carlo Meucci è figlio del grande inventore. Per quanto la sua data di nascita ‘oscilli’ tra il 3 e il 4 novembre 1872, su tutti i documenti rilasciati a Mòllica dai Comuni siciliani dove Carlo Meucci abitò e fu registrato anagraficamente, risulta essere figlio di Antonino Meucci ed Ester Mochi, vale a dire dell’inventore del telefono e della costumista del teatro La Pergola di Firenze che Antonio Meucci sposò il 7 agosto 1834.

Carlo Meucci fu migrante, naufrago (come il padre emigrato a New York) e ‘figlio scomodo’, in un momento della storia dell’umanità, come oggi, fortemente segnato dalle migrazioni, in cui “quella dell’identità non è una questione di secondaria importanza”, al di là del diritto all’identità stessa. Ma ci sono di mezzo tante peripezie, le difficoltà dei tempi, l’emigrazione, il naufragio, mentre Carlo Meucci tornava in Italia dall’America, dove era andato a cercare il padre, scoprendo che era già morto, così come la madre.
Carlo Meucci stabilì la sua residenza in Sicilia, tra Mazara del Vallo, Marsala, Barcellona Pozzo di Gotto, Sant’Agata Militello e Tindari. E sarà in questi Comuni che l’identità del ‘migrante naufrago’ Carlo Meucci verrà trascritta e certificata.

La burocrazia non è spesso esemplare

Chi leggerà questo volume avrà modo di rendersi conto delle difficoltà incontrate nel tentativo di ricostruire la vita di Carlo Meucci, di attribuirgli un’identità certa e risalire ad una verità che potrebbe dirsi ‘scomoda’, così come ‘figlio scomodo’ è stato definito Carlo Meucci in un titolo giornalistico. Rischiava d’essere rapito dalla Mano Nera, per questo il padre volle affidarlo a una donna calabrese perché lo portasse in Italia…

Carlo Meucci se ne tornò in Italia. Soccorso da una nave Italiana sbarcò a Napoli. Aveva perso tutto, perfino l’identità. Per rifarsi un’identità anagrafica – infatti – Carlo dovette darsi da fare...
Un bel giorno Carlo capitò a Tindari, dove era già stato nelle sue peregrinazioni di ambulante; si mise a sedere sulla scala del Santuario della Madonna Nera, tra gente semplice e accogliente, gente che non aveva forse mai sentito parlare di Antonio Meucci e dell’invenzione rubata, quella del telefono. A Tindari, Carlo Meucci sentì d’essere arrivato: costruì alla meglio una baracca di legno e lamiere e sopra, con pennello e vernice scrisse “Al piccolo bazar di Carlo”.

E allora mi chiedo se, al di sopra dei fatti formali che regolano la materia, non sarebbe auspicabile un ricorso a quanto di nuovo c’è oggi nel panorama scientifico delle innovative tecniche di ricerca e di indagine, nei laboratori forensi, grazie all’evoluzione delle metodiche e delle strumentazioni in grado di penetrare nel mondo dell’infinitamente piccolo (vedasi la genetica forense). E il libro di Mimmo Mòllica “Meucci il figlio del… telefono, mendicante a Tindari” è indubbiamente un importante contributo verso questa doverosa ‘opzione’.

Ornella Fanzone, editor

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Mimmo Mòllica (note biografiche)
Mimmo Mollica, pseudonimo di Domenico Molica Colella, è nato a Gioiosa Marea (Messina). È giornalista pubblicista, autore radiofonico, televisivo e di canzoni. Ha collaborato con la RAI e con testate giornalistiche nazionali. In qualità di musicista ha pubblicato con la Polygram S.p.A. il Lp Vinni cu vinni. Per Radio2 Rai ha scritto e condotto diverse serie radiofoniche.
Studioso ed esperto di musica d’autore, tradizioni popolari, ha fatto parte del cast fisso del Derby Club di Milano, il mitico cabaret in cui sono nati artisticamente I Gufi, Cocky e Renato, Enzo Jannacci, Teo Teocoli.
E’ ideatore di varie manifestazioni, tra le quali la Torre d’Oro, premio nazionale alla comicità, condotto da Pippo Baudo e negli anni assegnato ai migliori comici italiani.
Assieme al poeta Ignazio Buttitta ha scritto e rappresentato vari lavori, in Italia e all’estero. Ha collaborato con le cantanti folk Amalia Rodrigues, Maria Carta e Rosa Balistreri.
Per Armenio Editore ha dato alle stampe diversi volumi tra i quali I Racconti di Nonno Ros (Premio La Capannina 2014) e Le più belle canzoni siciliane.

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REFERENDUM: LA SCHIACCIANTE VITTORIA DEL NO È UN RISULTATO DEL TUTTO PARTICOLARE

Angelo Attaguile: “In Sicilia la schiacciante vittoria del NO è un risultato straordinario e ha un sapore del tutto particolare. Merito della campagna d’informazione che abbiamo portato avanti. Il 17 a Palermo festa con Salvini”
05/12/2016 - “In Sicilia e a Catania le percentuali raggiunte dal NO sono da record e hanno un sapore del tutto particolare”. A commentare l’esito del referendum costituzionale è il deputato alla Camera Angelo Attaguile, segretario nazionale di ‘Noi con Salvini’. “Il 71,58% nella Sicilia di Crocetta e il 71,41% nella Catania dei pezzi grossi del Pd –aggiunge Attaguile- rappresentano un risultato davvero straordinario, chiaramente merito dell’ottima campagna d’informazione che abbiamo portato avanti con determinazione, passione e spirito di servizio assieme a Diventerà Bellissima, con Nello Musumeci in prima linea, Fratelli d’Italia e alcuni amici di Forza Italia. A differenza di Renzi e soci abbiamo puntato ad informare i cittadini sulle insidie che nascondeva la riforma costituzionale, piuttosto che a condizionarli. E siamo soddisfatti della presa di coscienza di tanti cittadini liberi”.

Angelo Attaguile si sofferma anche su ciò che potrà accadere nei prossimi giorni. “Sono certo che gli elettori continueranno a darci fiducia perché abbiamo messo in campo valori e proposte concrete. A giorni festeggeremo questo risultato straordinario, con oltre un milione e mezzo di siciliani che ha votato NO, con una festa a Palermo alla quale interverrà anche il nostro leader Matteo Salvini. Appuntamento per sabato 17 alle ore 20, a Le Candele di via Faraone n. 12”. L’ampia vittoria del “NO” in Sicilia (oltre il 71% degli aventi diritto), assume un chiaro significato politico: bocciare questo Governo Crocetta, incapace in 3 anni di concludere il percorso di efficientamento della Rete Ospedaliera. È scandaloso il modo in cui si è platealmente cercato di rinviare la definizione di questo importante strumento di gestione della Sanità pubblica.

Il risultato ottenuto? Niente Rete Ospedaliera, niente concorsi, niente stabilizzazione di tutti i precari della Sanità che in questi anni hanno garantito - insieme ai dirigenti medici, sanitari, veterinari e il personale del comparto - la spendibilità dei LEA.

“Basta a giochi di sottogoverno e di anomalo procacciamento del consenso – precisa Pietro Pata, segr. reg.le Anaao Assomed Sicilia - l’assessore Gucciardi deve presentare al più presto la Rete Ospedaliera! Il Governo di cui fa parte, deve decretare la Rete e deve quindi iniziare subito la stagione concorsuale!”.
Lo standard dell’assistenza sanitaria siciliana sta rapidamente scendendo di livello. Il 9° posto raggiunto nel 2014 nella graduatoria nazionale in rapporto agli esiti di salute (PNE), si è ormai perduto.
“Chiediamo cose semplici e concrete – continua Pata: RETE OSPEDALIERA SUBITO! CONCORSI SBLOCCATI SUBITO! e IMMISSIONE IN SERVIZIO DEI VINCITORI DEL CONCORSO, SUBITO!”
Si esca fuori dal guado con uno scatto di orgoglio.
L’ANAAO-ASSOMED Sicilia è pronta a fare la sua parte in tutte le sedi competenti.

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MARTA ROVITUS0 RICEVE IL CHRISTOPH SCHMELZER AWARD 2016

07/12/2016 - Il premio Christoph Schmelzer 2016, dedicato alle migliori tesi di dottorato nell’ambito del trattamento dei tumori con fasci di ioni, è stato assegnato quest’anno a Marta Rovituso, del centro dell’INFN TIFPA, per una tesi svolta al GSI di Darmstadt in Germania. Rovituso, siciliana classe 1986, condivide il prestigioso riconoscimento, il più importante nel campo della terapia con particelle, con Bianca Berndt dell’Università Ludwig Maximiliansdi Monaco e Maria Saager del German Cancer Research Center (DKFZ) di Heidelberg. Rovituso è stata premiata per una ricerca sulla “frammentazione nucleare degli ioni elio in acqua per applicazioni nell'adroterapia”. L'elio potrebbe, infatti, essere una valida opzione oltre all'impiego di protoni e ioni carbonio soprattutto per pazienti pediatrici. "Sono onorata di aver ricevuto questo premio non solo per il suo prestigio ma anche e soprattutto perché è stato un riconoscimento di tutti gli sforzi, i sacrifici e il lavoro svolto durante il mio dottorato” ha commentato Marta Rovituso. “Quello della ricerca è un lavoro che si fa per passione e i sacrifici che si fanno non sono mai abbastanza. Ringrazio in modo particolare il Prof. Marco Durante, i miei supervisors del GSI Dr. Cristoph Schuy, Dr. Uli Weber and Dr. Dieter Schardt, per avermi supportata e guidata durante il mio lavoro " conclude Rovituso.

Marta Rovituso è nata a Caltanissetta nel 1986; ha conseguito la laurea triennale e magistrale presso l'Università degli studi di Catania svolgendo attività di ricerca in collaborazione con i Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN. Ha svolto il dottorato di ricerca in Germania presso il GSI di Darmstadt; da settembre 2016 ha una borsa postdoc al TIFPA di Trento da dove si occupa della sala sperimentale in protonterapia.

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GIOIOSA MAREA, BOOM DI ISCRIZIONI ALLA 4^ RONDE

Numeri a tre cifre per l’appuntamento messinese del 10 e 11 dicembre organizzata da CST Sport. Quartier generale, start, traguardo e centro servizi a Gioiosa Marea
Gioiosa Marea (ME), 6 dicembre 2016 - Decisamente alto il numero degli iscritti alla 4^ Ronde di Gioiosa Marea del 10 e 11 dicembre, la gara organizzata dalla Scuderia CST Sport che si propone come apprezzato appuntamento di fine stagione in provincia di Messina.
La formula collaudata nelle prime tre edizione ha contribuito certamente nel successo del numero di iscritti a tre cifre che arrivano a 109. Molti i candidati ai vertici della classifica, come il messinese due volte campione Italiano Rally (Junior e Produzione) Andrea Nucita su Ford Fiesta R5; il romano Fabio Angelucci su Ford Fiesta WRC, vincitore dell’edizione d’esordio del 2011; l’agrigentino in arrivo dalle salite Luigi Bruccoleri su Ford Fiesta R5;  il sempre verde e vincente Salvatore Armaleo su Peugeot 207 S2000.

La gara vanta certamente un particolare appeal su equipaggi e pubblico, per la spettacolarità del tracciato della, che sarà percorsa quattro volte prova speciale denominata “Gioiosa Marea”. Nella caratteristica cittadina tirrenica affacciata sul mare con di fronte le Isole Eolie ad osptare lo strt, il traguardo ed il centro servizi della gara. Nella centrale Via Umberto I, saranno riproposte partenza ed arrivo. Centro servizi presso il Municipio e parco assistenza sulla circonvallazione. Saranno quattro i assaggi previsti sui 9,10 Km di prova speciale con un percorso di gara che misurerà in totale 102 Km.

Sabato 10 dicembre le operazioni di verifica che si svolgeranno dalle 8.30 alle 13 in Piazza Galliani, contemporaneamente alla distribuzione dei Road Book agli equipaggi che potranno effettuare le ricognizioni dell’intero tracciato dalle 13 alle 16. Dalle 17.00 le auto saranno esposte nel parco partenza di Via Umberto I, dove alle 19.00 seguirà la Cerimonia di Partenza. Nella giornata di domenica 11 dicembre le quattro prove speciali che determineranno la classifica. Traguardo finale alle 19.30.
Nell’albo d’Oro della Ronde di Gioiosa Marea si trovano finora tre vetture World Rally Car, la Peugeot 206 del romano Fabio Angelucci con Massimo Cambria alle note vinse l’edizione 2011; nei due anni successi la vittoria andò allo svizzero max Beltrami navigato da Vittorio Sala, nel 2012 su Citroen Xsara e nel 2013 su Citroen C4.

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PREMIO LETTERARIO BENT PARODI, IL 17 DICEMBRE A VILLA PICCOLO LA PREMIAZIONE  

Premio letterario Bent Parodi, il 17 dicembre a Villa Piccolo la cerimonia di premiazione con la proclamazione dei due libri vincitori nella sezione saggistica e narrativa
CAPO D’ORLANDO (Me), 7 dicembre 2016 – Conto alla rovescia in vista della cerimonia di premiazione della prima edizione delPremio letterario Bent Parodi di Belsito, promosso dalla Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, in programma sabato 17 dicembre a Villa Piccolo (Strada statale 113, km. 109) a Capo d’Orlando. Alle 18,30 saranno proclamati i due libri vincitori nella sezione saggistica e in quella narrativa, che hanno partecipato a questa prima edizione del Premio letterario, dedicato al giornalista e scrittore scomparso nel 2009, che per venticinque anni ha guidato la Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella. Una lunga selezione che ha impegnato per mesi la giuria del Premio, per scegliere le terne finaliste fra una  cinquantina di opere pervenute da ogni parte d’Italia.

A contendersi il primo Premio (che dà diritto alla pubblicazione del libro per la casa editrice Tipheret del Gruppo editoriale Bonanno) sono “Il pianto di Iside” di Francesco Di Siena, “Antropocene Salto quantico. Tradizione, Evoluzione” di Gian Carlo Lucchi, e “Il matrimonio in Sicilia tra ’800 e ’900. Riti e usanze” di Teresa Riccobono per la sezione saggistica; “L’Ancella” di Lisa Caputo, “Agnese” di Paolo Praticò e “Bagliori di Pietra” di Carlo Quattrocchi e Giorgio Bianchi per la sezione narrativa.
Alla cerimonia saranno presenti, fra gli altri, alcuni componenti della Giuria del Premio, insieme ad Anna Maria Corradini, moglie di Bent Parodi e a Mauro Bonanno, editore di Tipheret.

La manifestazione sarà preceduta, alle 16,30, da un convegno nazionale di studi dal titolo “Ierophanie. Omaggio a Mircea Eliade” - organizzato in collaborazione con Naxoslegge - sulla figura, l'opera e l'eredità culturale del grande studioso delle religioni rumeno, autore di alcuni tra i saggi fondativi della disciplina nel XX secolo. Introdurrà il presidente della Fondazione, Vanni Ronsisvalle. Seguirà un intervento di presentazione di Alberto Samonà, giornalista, scrittore e consigliere di amministrazione della Fondazione Piccolo.

All'incontro prenderanno parte il professore Giovanni Casadio, dell'Università di Salerno, con un intervento dal titolo “Mircea Eliade tra Italia e India alla ricerca della storia delle religioni”; il professore Ignazio Buttitta, dell'Università di Palermo, con un intervento sul tema “Tradizione e tradizioni. Eliade e la cultura folclorica”, il drammaturgo Aurelio Pes (membro del Cda Fondazione Piccolo) che parlerà su “Umanesimo e comparativismo in Eliade” e l’avvocato Andrea Pruiti Ciarello, sul tema “L’influenza di Mircea Eliade sul pensiero di Bent Parodi”. L'incontro sarà coordinato dalla professoressa Fulvia Toscano, membro del comitato scientifico della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella e direttore artistico di Naxoslegge.

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