
16/03/2010 - Il consigliere provinciale Salvatore Cali’ (Autonomisti M.P.A.) invia una lettera aperta al presidente della Provincia Regionale di Messina, on. Nanni Ricevuto, “affinché possa, con un autorevole intervento, rimediare alla clamorosa ed improvvisa chiusura di Villa Miraglia, sita nel cuore dei lussureggianti boschi di Cesarò e dei Nebrodi”.
“Faccio presente alla Signoria Sua - scrive Calì - che questa pregevole struttura, fiore all'occhiello dell' Ente Provincia regionale di Messina, a cui va il merito della sua apertura e delle sue successive ristrutturazioni, da decenni ha costituito una insostituibile mèta per quanti, provenienti da tutta la Sicilia e non solo, appassionati dei colori e dei profumi della montagna, amano assaporare le prelibate pietanze, frutto di prodotti locali, che una sapiente cucina sapeva offrire, capace di stuzzicare anche i più fragili appetiti”.
Ma ecco il documento originale inviato dal consigliere Cali al Presidente:
Al Sig.Presidente
Provincia Regionale di Messina
on. Nanni Ricevuto
“Carissimo e stimatissimo sig. presidente, mi rivolgo a Lei fiducioso affinché possa, con un Suo autorevole intervento, rimediare ad un fatto che potrebbe recare, non risolvendolo, un ulteriore grave danno alla nostra stentata economia relegandola sempre più ai margini di qualunque processo di sviluppo economico. Mi riferisco, e di questo ignoro il motivo, alla clamorosa ed improvvisa chiusura di Villa Miraglia, sita nel cuore dei lussureggianti boschi di Cesarò e dei Nebrodi. Faccio presente alla Signoria Sua che questa pregevole struttura, fiore all'occhiello dell' Ente Provincia regionale di Messina a cui va il merito della sua apertura e delle sue successive ristrutturazioni, da decenni ha costituito una insostituibile mèta per quanti, provenienti da tutta la Sicilia e non solo, appassionati dei colori e dei profumi della montagna, amano assaporare le prelibate pietanze, frutto di prodotti locali, che una sapiente cucina sapeva offrire, capace di stuzzicare anche i più fragili appetiti. Per non parlare dell'ospitalità che sapeva riservare ad essi. Gravi sono le perdite in termini occupazionali che tale chiusura ha provocato. Circa dieci famiglie sono state messe alla porta. Pesantissimi danni ha arrecato anche a tutte le categorie produttive del paese per l'indotto che attorno ad essa ruotava. Nel medesimo tempo si vede compromessa la vocazione turistica di un intero comprensorio.
In qualità di consigliere, espressione del territorio nebroideo, mi permetto, considerata l’inestinguibile stima che a Lei mi lega e di questo ne sono orgoglioso, faccio voti affinché la questione di che trattasi possa risolversi nel più breve lasso di tempo possibile. E chiarire il perché ed il per come si è arrivati a questa chiusura che, a quanto apprendiamo e visto che tutto le suppellettili esterne ed interne sono state asportate, sembra essere definitiva.
I cittadini cesaresi, attraverso me e Lei, attendono una risposta. Da parte mia Le posso assicurare che ho frenato ogni iniziativa tendente a vigorose proteste che si volevano mettere in atto. Con la stima di sempre Suo affezionatissimo consigliere Salvatore Calì”.
Cesarò, 15/03/2010
Il consigliere provinciale (Autonomisti M.P.A.)
Salvatore Calì
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