Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

MPA MESSINA: “LA CHIUSURA DELL’OSPEDALE PIEMONTE SIMBOLO DI UNA 'INDECIFRABILE' SCELTA AZIENDALE”

LETTERA APERTA, ALL’ASSESSORE ALLA SANITA’ DELLA REGIONE SICILIANA - DOTT. MASSIMO RUSSO
Messina 11/03/2010 - Ill.mo Dott. Russo, non si può assistere inermi al continuo
“scippo” perpetrato nei confronti della nostra Città, ancor più, se a subire tale costante sottrazione, è il cittadino bisognevole di cure e del rispetto del proprio diritto alla SALUTE, bene unico e fondamentale dall’inestimabile valore individuale e sociale.

Nessuna alchimia economica e finanziaria, compresa “la razionalizzazione della spesa sanitaria”, può prescindere da questo mandato, essenziale e supremo, che ogni amministrazione pubblica, di uno stato democratico deve assicurare, ovvero “il costituzionale diritto di ogni cittadino italiano alla salute”.
A questo principio, semplice e complesso nello stesso tempo, non sembra abbiano mirato i recenti provvedimenti attuati dalla Direzione Generale dell’Azienda riunita “Papardo – Piemonte” , allorquando ha effettuato, d’imperio, trasferimenti di alcuni reparti dal corpo centrale al cosiddetto “Papardino”.

In particolare il simbolo della “indecifrabile” scelta aziendale, di effettuare veri e propri traslochi di interi reparti, è quello dello spostamento della sala operatoria di ostetricia e della sala parto, della Divisione di Ostetricia e Ginecologia, negli scantinati del “Papardino”, mentre al secondo piano del suddetto stabile è stato spostato il reparto degenza.

A qualsiasi ,anche poco attento osservatore, questa scelta è apparsa, da subito, povera di motivazioni valide e lontana da un criterio razionale che possa giustificare un desiderio di miglioramento logistico, rispetto alla precedente allocazione (8° piano del corpo centrale).
E’ inimmaginabile utilizzare degli scantinati e degli ex depositi per farne delle sale operatorie e sale parto in un contesto ambientale privo di qualsiasi norma di sicurezza ed igiene, adeguata illuminazione e consequenziale “confort” per le utenti e gli operatori sanitari tutti.

Pertanto, Le chiediamo un Suo immediato ed autorevole intervento, presso i vertici dell’Azienda Papardo, al fine di far immediatamente ripristinare criteri di vivibilità ed utilità sociale nelle scelte amministrative, che dovrebbero essere condivise con le parti sociali, riponendo al centro dell’attività ospedaliera i cittadini messinesi e le loro esigenze!

Certi che i vertici ospedalieri, opportunamente sollecitati, sapranno cogliere la giustezza di queste nostre rivendicazioni, frutto delle diverse segnalazioni dei cittadini e degli operatori,
Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

I CONSIGLIERI COMUNALI DEL GRUPPO DEL MPA:
Sebastiano Tamà Giuseppe Previti Antonino Restuccia

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