Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

SEQUESTRO DA 5 MILIONI AL CLAN DI MATTEO MESSINA DENARO A TRAPANI

Sequestrati beni per 5 milioni di euro a  Leonardo Ippolito, dalla Dia di Trapani. I beni sequestrati sono riconducibili al mandamento mafioso di Castelvetrano (TP). Ippolito è ritenuto di primaria importanza nella complessa rete di favoreggiamenti per la latitanza di Matteo Messina Denaro

Trapani, 15/11/2012 - Matteo Messina Denaro, il superlatitante della mafia da sempre ricercato in Sicilia è il 'destinatario' del provvedimento di sequestro di beni per circa 5 milioni di euro, operato dalla Dia di Trapani nei confronti di Leonardo Ippolito, 57 anni, in atto detenuto, considerato uomo di spicco del mandamento di Castelvetrano (TP), uomo strategico per la latitanza di Matteo Messina Denaro. I beni sequestrati sono riconducibili a Leonardo Ippolito, 57 anni, indiziato mafioso, in atto detenuto, organico del mandamento di Castelvetrano (TP) e ritenuto uomo di primaria importanza nella complessa rete di favoreggiamenti per la latitanza di Denaro. Tra i beni sequestrati anche fabbricati, terreni e un'imbarcazione da diporto.

Lo scorso 26 settembre un altro maxi sequestro da 25 milioni di euro era stato operato nei confronti di un imprenditore considerato vicino a Matteo Messina Denaro, il trapanese Vito Tarantolo, cui erano stati bloccati beni immobili, automobili di lusso e furgoni, conti correnti e due società: 82 beni immobili tra ville e appartamenti; 33 beni mobili tra autovetture di lusso, furgoni, mezzi meccanici; 18 quote societarie; 2 società; 37 conti correnti e rapporti bancari. Valore totale: 25 milioni di euro.

"Nel 2007 sono stati rinvenuti alcuni “pizzini” inviati dallo stesso Messina Denaro indirizzati all’esponente del suo clan Salvatore Lo Piccolo, che consentono di trarre importanti elementi di valutazione sul conto del ruolo assunto da Tarantolo giacché in uno di essi viene affrontata dai due capi mafia la tematica che attiene un appalto aggiudicato presso l’aeroporto di Palermo Punta Raisi per il quale il boss prometteva di far pervenire una risposta a Lo Piccolo. La missiva in argomento riporta anche in modo schematico i dati salienti di alcune società, al fianco di ciascuna delle quali sono trascritti gli estremi di lavori che hanno interessato l’aeroporto di Palermo."

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