Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

SEQUESTRO DA 5 MILIONI AL CLAN DI MATTEO MESSINA DENARO A TRAPANI

Sequestrati beni per 5 milioni di euro a  Leonardo Ippolito, dalla Dia di Trapani. I beni sequestrati sono riconducibili al mandamento mafioso di Castelvetrano (TP). Ippolito è ritenuto di primaria importanza nella complessa rete di favoreggiamenti per la latitanza di Matteo Messina Denaro

Trapani, 15/11/2012 - Matteo Messina Denaro, il superlatitante della mafia da sempre ricercato in Sicilia è il 'destinatario' del provvedimento di sequestro di beni per circa 5 milioni di euro, operato dalla Dia di Trapani nei confronti di Leonardo Ippolito, 57 anni, in atto detenuto, considerato uomo di spicco del mandamento di Castelvetrano (TP), uomo strategico per la latitanza di Matteo Messina Denaro. I beni sequestrati sono riconducibili a Leonardo Ippolito, 57 anni, indiziato mafioso, in atto detenuto, organico del mandamento di Castelvetrano (TP) e ritenuto uomo di primaria importanza nella complessa rete di favoreggiamenti per la latitanza di Denaro. Tra i beni sequestrati anche fabbricati, terreni e un'imbarcazione da diporto.

Lo scorso 26 settembre un altro maxi sequestro da 25 milioni di euro era stato operato nei confronti di un imprenditore considerato vicino a Matteo Messina Denaro, il trapanese Vito Tarantolo, cui erano stati bloccati beni immobili, automobili di lusso e furgoni, conti correnti e due società: 82 beni immobili tra ville e appartamenti; 33 beni mobili tra autovetture di lusso, furgoni, mezzi meccanici; 18 quote societarie; 2 società; 37 conti correnti e rapporti bancari. Valore totale: 25 milioni di euro.

"Nel 2007 sono stati rinvenuti alcuni “pizzini” inviati dallo stesso Messina Denaro indirizzati all’esponente del suo clan Salvatore Lo Piccolo, che consentono di trarre importanti elementi di valutazione sul conto del ruolo assunto da Tarantolo giacché in uno di essi viene affrontata dai due capi mafia la tematica che attiene un appalto aggiudicato presso l’aeroporto di Palermo Punta Raisi per il quale il boss prometteva di far pervenire una risposta a Lo Piccolo. La missiva in argomento riporta anche in modo schematico i dati salienti di alcune società, al fianco di ciascuna delle quali sono trascritti gli estremi di lavori che hanno interessato l’aeroporto di Palermo."

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