Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

SIMBOLI GAY PRIDE SU CATTEDRALE: STRUMENTALIZZAZIONE DEL FESTINO PER IMPORRE L’IDEOLOGIA ORLANDIANA

La Curia di Palermo, attraverso il segretario dell'arcivescovo Paolo Romeo, attacca duramente il comune sull'organizzazione del Festino di Santa Rosalia. A scuotere la Curia sono alcune immagini del Gay Pride e loghi omosessuali proiettati ieri sera sulla facciata della Cattedrale, davanti a migliaia di fedeli accorsi alla festa religiosa. ''Vergogna'' scrive sul suo profilo Facebook, don Fabrizio Moscato, segretario di monsignor Paolo Romeo

Palermo, 16/07/2013 - Russo (Fdi): “Simboli Gay Pride su cattedrale offesa al mondo cattolico e strumentalizzazione del Festino per imporre l’ideologia orlandiana sulla città”. Raoul Russo, esponente del movimento politico “Fratelli d’Italia” interviene in merito alle polemiche per la coraggiosa denuncia di Don Fabrizio Moscato sull’utilizzo improprio di Simboli del Gay Pride, durante il Festino.

“Da cattolico impegnato in politica, non posso che esprimere apprezzamento per la denuncia del segretario particolare del vescovo sull’utilizzo improprio della facciata della cattedrale per proiettare immagini relative al Gay Pride, violando la sacralità di una festa certamente popolare, ma innanzi tutto religiosa. La chiesa cattedrale è il luogo sacro per eccellenza per i cattolici, che quindi, come tutti i luoghi sacri di qualsiasi culto, non può e non deve essere utilizzata come sfondo per qualsivoglia proiezione di simboli d’ideologie culturali e politiche. Tanto più se queste ideologie, come quelle del gay pride, si scagliano contro la famiglia naturale, alla base, insieme alla misericordia, di tutto l’insegnamento evangelico, cosi come ricordato anche nella prima Enciclica di Papa Francesco.

Qui non è in discussione il problema della discriminazione nei confronti delle persone, tantomeno degli omosessuali in quanto tali, sempre e comunque da condannare, ma l’utilizzo da parte del Sindaco Orlando del Festino di Santa Rosalia come momento di propaganda dall’ideologia omossesualista, sulla quale, per fortuna vi è ancora libertà di dissentire”.

“Fratelli d’Italia –prosegue Russo – ha rivendicato con forza dalla sua nascita la difesa della tradizione cristiana in Italia come uno dei suoi capisaldi politici, insieme alla difesa e alla promozione della famiglia naturale, che costituzionalmente è posta a fondamento della nostra società. Per questo insieme alla solidarietà alla comunità della chiesa palermitana, offesa da quest’utilizzo improprio della festa dei palermitani per eccellenza, denunciamo l’utilizzo strumentale del Sindaco Orlando del Festino per propagandare le idee e le rivendicazioni della sua parte politica e culturale. A poco valgono i chiarimenti dell’assessore Giambrone che sostiene non essersi trattato di una provocazione ma soltanto di proiettare un video su una facciata in quanto la più grande disponibile. Semplicemente queste immagini non andavano proiettate per celebrare la festa della patrona di Palermo! Chiediamo a Orlando di chiedere scusa alla comunità ecclesiale palermitana e di impegnarsi a non utilizzare più i luoghi della tradizione cattolica palermitana per manifestazioni che nulla hanno a che fare con il culto e il rispetto degli altri”.

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