Case rifugio per le vittime di violenza: la Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne

Le Case rifugio e le strutture residenziali non specializzate per le vittime di violenza. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica (Istanbul, 2011) prevede che gli Stati aderenti predispongano “servizi specializzati di supporto immediato, nel breve e lungo periodo, per ogni vittima di un qualsiasi atto di violenza che rientra nel campo di applicazione” della Convenzione. A partire dalla ratifica in Italia della suddetta Convenzione i Piani nazionali contro la violenza hanno segnato un importante cambio di passo nella conoscenza del sistema della protezione delle donne vittime di violenza. L’Istat ha iniziato dal 2017 a rilevare dati sul Sistema della Protezione delle donne vittime di violenza. Nel 2018 sono state avviate le Indagini sulle prestazioni ed erogazioni dei servizi offerti dai Centri antiviolenza e analoga rilevazione sulle Case rifugio, nel 2020 è stata realizzata la rilevazione statisti...

SGARBI SU INFERMIERI, DE LUCA (M5S): UNA BOUTADE SCONCERTANTE, CHIEDA SCUSA

Palermo 31 gennaio 2018 - “Provo sconcerto nell'apprendere le ultime farneticazioni che l'assessore regionale ai Beni culturali Vittorio Sgarbi, durante una nota trasmissione radiofonica, ha rivolto all'intera categoria degli infermieri utilizzata come termine di paragone per cercare di qualificare negativamente un avversario politico. Una boutade sconcertante, chieda scusa”. A dichiararlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle in merito alle dichiarazioni dall'assessore ai beni Culturali Vittorio Sgarbi che, in una trasmissione su radio 105, ha detto che "Di Maio al massimo può fare l’infermiere”.

“Da componente della Commissione Servizi sociali e sanitari dell’Assemblea regionale siciliana - sottolinea De Luca - nel porgere tutta la mia vicinanza e solidarietà alla categoria degli infermieri, non posso esimermi da brevi considerazioni. Non comprendo come Sgarbi possa rappresentare la cultura e l'identità siciliana dato che, evidentemente, non conosce il rispetto che il nostro popolo riserva a chi quotidianamente, con sacrificio e difficoltà, lavora per garantire cure e sollievo a chi soffre. Sgarbi, forse, non sa che quella dell'infermiere è una professione intellettuale sempre più specializzata che opera al servizio di ognuno di noi e che merita tutela e rispetto".

"Oggi è toccato agli infermieri - spiega il deputato M5S - usati come infelice termine di paragone per cercare di qualificare negativamente un avversario politico. Quando il signor Sgarbi va in ospedale, mi chiedo, chi lo assiste? Un critico d'arte o un infermiere? Perché non accoglie l'invito del presidente della Regione Nello Musumeci e cioè lavorare e tacere, dato che da quando è stato nominato assessore in Sicilia ha suggerito il trasloco dei nostri beni culturali – nel caso della Venere di Morgantina – e fatto esternazioni poco gradevoli qua e là. Sgarbi, mai cognome fu più azzeccato, parli meno e lavori di più nell'interesse dei siciliani oppure se non ha voglia si dimetta e lasci il posto libero a chi ha veramente voglia di fare crescere la nostra terra. Musumeci - conclude Antonio De Luca - ne prenda atto”.

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