Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

Miccichè ha deposto una corona di alloro in memoria dei caduti di Nassiriya

Palermo, 11/11/2019 – Il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè, ha deposto, nel cortile Maqueda di Palazzo Reale, una corona di alloro in memoria dei caduti siciliani di Nassiriya, per il sedicesimo anniversario della strage del 2003, insieme con il comandante della Legione Carabinieri Sicilia, Giovanni Cataldo e il comandante militare dell’esercito Sicilia, Maurizio Angelo Scardino.

“La memoria di questi valorosi soldati che hanno perso la vita per portare la pace non deve essere mai dimenticata – ha detto il presidente Miccichè -. Un anniversario, quest’anno, funestato dall’attentato che ha coinvolto cinque militari italiani. Un attentato che ci induce a riflettere sull’instabilità politica e sociale di una vasta area del Medio Oriente che non riesce a trovare la strada per un autogoverno democratico, dopo anni di dittatura e di terrorismo”.

Alla cerimonia di commemorazione erano presenti l’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla e i parenti di alcune delle vittime: del vice brigadiere Domenico Intravaia, del tenente Giovanni Cavallaro, del maresciallo Alfio Ragazzi, del carabiniere scelto Horacio Majorana e del brigadiere Giuseppe Coletta. C’era anche una folta delegazione di alti vertici della Guardia di Finanza, della Marina e delle Forze Armate.

Il 12 novembre del 2003, a Nassirya, un camion cisterna imbottito con circa 300 chilogrammi di tritolo mescolato a liquido infiammabile fu lanciato contro la base italiana, seminando morte.

“Altissimo fu il tributo di sangue pagato dalla Sicilia che vide il sacrificio di sette suoi figli – ha aggiunto Miccichè -. Il 12 novembre 2003 in Iraq persero la vita Giovanni Cavallaro, sottotenente, originario di Messina; Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante di Messina; Giuseppe Coletta, brigadiere di Avola; Ivan Ghitti, brigadiere di San Fratello; Domenico Intravaia, vice brigadiere di Palermo; Horacio Majorana carabiniere scelto, di Catania; Emanuele Ferraro, caporal maggiore scelto di Carlentini”.

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