Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Inceneritori sgraditi all'Europa e non previsti dal Piano rifiuti siciliano

L'atto parlamentare condiviso da Pd, Claudio Fava, Valentina Palmeri e Danilo Lo Giudice del gruppo misto. “Inceneritori sgraditi all'Europa e non previsti dal Piano rifiuti siciliano”. M5S presenta una mozione all'Ars per stopparli

Palermo, 25/02/2022 - “Gli inceneritori di Musumeci vanno fermati, non sono previsti dal Piano rifiuti siciliano e non sono certamente graditi all'Europa, il cui quadro normativo va in direzione diametralmente opposta, orientato al recupero e all'economia circolare piuttosto che verso l'incenerimento". É questo, in soldoni, il succo di una mozione del M5S all'Ars, primo firmatario Giampiero Trizzino, deputato regionale del Movimento 5 Stelle. All'atto parlamentare hanno aderito pure Pd, Claudio Fava, Valentina Palmeri e Danilo Lo Giudice del gruppo misto.

“Gli inceneritori - dice Trizzino - sono contrari alle direttive sulla economia circolare, contrari alla nuova strategia sostenibile dell’European green deal, contrari agli strumenti finanziari per la transizione ecologica e, come se non bastasse, contrari anche al Piano regionale dei rifiuti voluto dallo stesso Musumeci. Insomma, non si capisce come si possano giustificare in Sicilia”.

“Nella mozione – prosegue Trizzino - abbiamo spiegato, dati alla mano, che nel Piano regionale dei rifiuti voluto dallo stesso Musumeci neppure un anno fa, non si fa menzione di inceneritori né di rifiuti da inviare ad incenerimento. Non sono state calcolate neppure le frazioni di raccolta indifferenziata che ipoteticamente dovrebbero andare bruciate o inviate in discarica. Nessun calcolo previsionale, niente di niente. Persino l’avviso esplorativo con il quale si chiede alle imprese di manifestare il loro interesse alla realizzazione di inceneritori è costruito sul nulla. In altre parole è stato chiesto alle aziende se fossero interessate a costruire questi impianti, senza che vi fosse la reale possibilità di costruirli”

“Musumeci – dice il capogruppo del M5S Nuccio Di Paola – all'ultimo miglio della sua sciagurata legislatura tira fuori dal cilindro la trovata degli inceneritori per coprire la sua disastrosa gestione dello smaltimento dei rifiuti, che in Sicilia, anche grazie a lui, è in perenne emergenza. Il presidente si sveglia ora, in piena campagna elettorale, per cercare di accaparrarsi qualche voto. Ma, purtroppo per lui, i siciliani non sono stupidi. Nella vicenda degli inceneritori, tra l'altro, contraddice se stesso: si ostina a dire di volere togliere la gestione dei rifiuti dalle mani dei privati e poi chiede agli stessi privati di costruire e gestire questi impianti. Un paradosso”.

Nelle otto pagine dell'atto parlamentare il M5S ripercorre la disciplina regionale sulla gestione dei rifiuti e gli orientamenti europei sul tema, sottolineando come “la scelta dell'Unione europea di concedere finanziamenti esclusivamente a modelli che garantiscono il riutilizzo dei materiali, rappresenti un chiaro orientamento di chiusura verso i sistemi tradizionali, quali discariche e termovalorizzatori, che costituiscono l'ultimo anello della gerarchia del trattamento dei rifiuti”.

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