Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

Permessi di soggiorno ad extracomunitari a Barcellona P.G., 12 arresti

Barcellona Pozzo di Gotto: ordinanza cautelare del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto nei confronti di 12 persone ritenute responsabili di violazione della normativa che regola il soggiorno sul territorio nazionale di cittadini stranieri e di averne favorito illegalmente la permanenza. Le indagini della Polizia di Stato coprono un periodo che va dal giugno 2020 ad oggi, nell’ambito della consueta attività di verifica correlata al rilascio dei permessi di soggiorno ai cittadini extracomunitari che ne facevano richiesta presso il Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto.


14/03/2022 - Stamattina i poliziotti del Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto, con la collaborazione della Squadra Mobile di Messina, hanno dato esecuzione all’ordinanza di misure cautelari emessa dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto nei confronti di 12 persone ritenute, a vario titolo, responsabili di aver violato la normativa che regola il soggiorno sul territorio nazionale di cittadini stranieri e di averne favorito illegalmente la permanenza, al fine di trarre ingiusto profitto e approfittando della loro condizione di irregolarità.

Le indagini, esperite dalla Polizia di Stato e coordinate dall’Autorità Giudiziaria, coprono un periodo che va dal giugno 2020 ad oggi e prendono piede nell’ambito della consueta attività di verifica correlata al rilascio dei permessi di soggiorno ai cittadini extracomunitari che ne facevano richiesta presso il Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto.

Di rilievo, tra i destinatari di misura cautelare, la posizione di imprenditori, datori di lavoro, intermediari e, in particolar modo, del gestore di un patronato che, secondo l’ipotesi investigativa, approfittando del ruolo rivestito garantiva un canale privilegiato e la conoscenza specifica della normativa da aggirare per un ritorno di natura economica.

Dagli accertamenti emerge un sistema articolato e ben rodato basato su schemi predefiniti che, in più occasioni, si ripetono. L’evidente incongruenza tra quanto dichiarato dai cittadini extracomunitari e la realtà dei fatti dimostra un consolidato uso di documentazione falsa attestante contratti di lavoro, buste paga, contributi previdenziali nonché attestazioni relative alla residenza dei diretti interessati. In molteplici casi, ad esempio, le dichiarazioni di ospitalità provenivano dalla stessa persona e per lo stesso immobile dove, in realtà, il cittadino straniero non era mai stato.

I gravi indizi di condotte delittuose sono stati, inoltre, corroborati, da intercettazioni ambientali e analisi del traffico telefonico. E’ seguita, pertanto, l’odierna ordinanza con la quale si applicano quattro misure di massimo rigore, quattro degli arresti domiciliari nonché quattro dell’obbligo di presentazione alla P.G.

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