Salute della donna. A Palermo la prima clinica dedicata alla salute femminile, dalla vulvodinia, all’endometriosi, ai disturbi della menopausa

A Palermo apre Weda: la prima clinica dedicata alla salute femminile. Dalla vulvodinia, all’endometriosi, passando per il dolore pelvico cronico e i disturbi legati alla menopausa: un team di esperti che lavora in modo coordinato per una risposta concreta sulla salute della donna. Palermo, 8 giugno 2026 – Apre a Palermo Weda , il primo ecosistema sanitario italiano dedicato alla salute femminile che integra prevenzione, diagnosi e cura in un unico percorso strutturato. Con l’apertura della nuova sede, in via Tommaso Gargallo, 49, la città accoglie un centro specializzato pensato per offrire alle donne un punto di riferimento clinico dedicato, con un modello di presa in carico innovativo e interdisciplinare. La salute femminile rappresenta ancora oggi una delle grandi sfide dei sistemi sanitari contemporanei. Nonostante i progressi della medicina, molte donne continuano a confrontarsi con diagnosi tardive, percorsi di cura frammentati e una scarsa integrazione tra specialisti. Pato...

INTERVENTO DI SALUTO DEL PRESIDE PROF. ANGELO SANTAROMITA VILLA AI NASITANI DEL 1939

Naso, 30 agosto 2009 - Cari coetanei, giovani, gentili signore e signori, buongiorno e benvenuti a questo lieto appuntamento dei nati a Naso nell’anno 1939.
Noi “coscritti” del ’39, facendo seguito all’incontro generale di cinque anni fa, con questo raduno vogliamo festeggiare i nostri settanta anni d’età, grande, bello, importante traguardo della vita, assieme ai nostri familiari e amici.
Cogliendo l’occasione e per ricordare l’attaccamento al nostro paese natio, noi “giovani” del ’39 abbiamo voluto finanziare il restauro (ad opera del M° Luciano Pensabene Buemi) della pregevole statua lignea dello scultore Sebastiano Leone del XVII secolo, raffigurante San Francesco di Paola, custodita nella Chiesa Matrice di Naso. All’insegna dell’amicizia, dell’allegria e dei ricordi è certamente un gioioso ritrovarsi, un raccontare della propria vita e dell’impegno produttivo nella società ove ciascuno ha operato fattivamente. Centoottantatre sono i nati in tutto il territorio di Naso nel 1939.

Davvero tanti, trattandosi di una piccola, anche se antichissima e gloriosa, città. La nascita avviene in un periodo assai difficile, perché spirano venti di guerra e perché le condizioni socio-economiche generali sono veramente difficili. E nel ‘39 è subito guerra con tutte le sue tragiche conseguenze. Lasciando la famiglia diversi Nasitani partono per il fronte e vari ragazzi nati nel ’39 conoscono il proprio genitore quando sono già grandicelli.

I tempi miseri della guerra e del dopo guerra fanno crescere tra stenti e sacrifici, ma tutti andiamo avanti. Ogni ragazzo del trentanove si impegna, si “industria” a vivere e a crescere, cercando al contempo di lavorare nei vari settori produttivi, di imparare un mestiere, di studiare per conseguire un titolo di studio onde poter svolgere un’attività professionale; diversi prendono la via dell’emigrazione per vari paesi del mondo ove fanno fortuna.

I giovani e le giovani della gloriosa classe del ’39 divengono agricoltori, impiegati, artigiani, commercianti, industriali, amministratori, docenti, liberi professionisti ( avvocati, agronomi, ecc.), scrittori, dirigenti , ecc.; tutti si impegnano ad essere fattivi nella propria famiglia e nella collettività, orgogliosi di essere Nasitani e di occupare dignitosamente un posto nella società in cui sicuramente lasciano visibile traccia del proprio impegno e del proprio ingegno.
Oggi noi, qui riuniti con i nostri familiari, volgiamo un ricordo a coloro, del trentanove, che non sono più ed un saluto ai nostri coetanei settantenni che, impossibilitati o abitanti in luoghi lontani, non sono potuti essere presenti.

Abbiamo vissuto in un’epoca storica che ha visto molti cambiamenti, grande sviluppo sociale ed economico, tanto progresso scientifico e tecnico; siamo stati testimoni di sconvolgimenti politici, di grandiose imprese spaziali e sportive; abbiamo visto accorciare le distanze tra i popoli della terra sia attraverso i moderni mezzi di comunicazione e di trasporto sia mediante l’elettronica. E diciamolo pure: non è finita, anzi… il progresso avanzerà sempre più e noi vogliamo esserne testimoni.

Ora l’auspicio di tutti è che ognuno possa continuare ad impegnarsi, come sempre, in modo fattivo, nella propria collettività e nella propria famiglia. Infine l’augurio più grande è di poterci rivedere ancora per tanti e tanti anni in buona salute, in armonia e sempre con vivacità di spirito, attorniati dai nostri cari familiari, e con molte belle cose da raccontare. Auguri infiniti a tutti i settantenni Nasitani della mitica classe del ‘39.

Angelo Santaromita Villa

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