in seguito alla lite scoppiata nella sala parto del Policlinico di Messina, mentre la madre stava per partorire.
Al dott. De Vivo il rettore Tomasello, dell''università di Messina, ha già rescisso il contratto da ricercatore stipulato. Questa mattina De Vivo era in ospedale ma non e' entrato nel reparto di ginecologia e ostetricia. ''Sono qui - ha spiegato - per accompagnare le mie pazienti, non le posso mica abbandonare dopo averle seguite e curate''. Intanto, come riferisce l'Ansa, i Carabinieri del comando provinciale indagano sul furto di un computer nel reparto di Chirurgia generale del Policlinico di Messina.
E' lo stesso reparto dove, nei giorni scorsi, e' morta una donna di 60 anni, Giovanna Panarello, sul cui decesso la Procura della Repubblica di Messina ha aperto un'inchiesta conoscitiva dopo una denuncia dei familiari della paziente deceduta. Secondo gli investigatori allo stato non ci sono elementi per mettere in relazione i due episodi.
Ma non è finita. Come riferisce l'Agi: Ci sono sette indagati tra medici e infermieri nell'ambito di un altro caso che riguarda il reparto di Ostetricia del Policlinico di Messina, al centro delle cronache in questi giorni per la lite tra due medici in sala parto.
Questa volta si tratta della vicenda, risalente al giugno scorso, di una 37enne che aveva programmato un aborto terapeutico per gravi malformazioni del feto. Ma nella notte tra l'11 e il 12 giugno avrebbe partorito nel bagno della sua stanza, davanti alla madre e senza assistenza medica.
Qualche ora prima la donna aveva iniziato ad avere le contrazioni e solo dopo insistenti pressioni si era presentato un infermiere del reparto che, secondo il racconto della donna, le avrebbe detto che nessun dei medici di guardia sarebbe intervenuto in quanto obiettori di coscienza. E che quindi l'aborto sarebbe stato praticato il giorno dopo da un altro medico. Ma gli eventi sono poi precipitati e la donna ha partorito senza aiuto in bagno.




0 commenti:
Il tuo commento:
La redazione si riserva il diritto di rivedere o bloccare completamente i commenti sul blog. I commenti pubblicati non riflettono le opinioni della testata Il Parco dei Nebrodi - Nebrodi e Dintorni ma solo le opinioni di chi ha scritto il commento. Errori ortografici o di grammatica non saranno corretti. Non saranno pubblicati commenti che contengano un linguaggio scurrile o affermazioni offensive.