Sigfrido Ranucci porta in una doppia tappa estiva le storie del suo cambiamento

  Sigfrido Ranucci porta in una doppia tappa estiva in Sardegna le storie che hanno cambiato il suo percorso professionale e umano.  Sabato 11 luglio 2026 – ore 21:30 Lo Quarter – Alghero   Domenica 12 luglio 2026 – ore 21:30 Anfiteatro Mario Ceroli – Porto Rotondo 8 giu 2026 - Dopo il grande successo registrato nei teatri e nelle arene di tutta Italia, arriva in Sardegna Diario di un trapezista – Cronache di resilienza di un reporter , lo spettacolo teatrale di Sigfrido Ranucci , in programma sabato 11 luglio a Lo Quarter di Alghero e domenica 12 luglio all’Anfiteatro Mario Ceroli di Porto Rotondo .   Volto storico del giornalismo investigativo italiano, autore e conduttore di Report dal 2017, Ranucci porta sul palco una narrazione intensa e coinvolgente che va oltre il racconto televisivo e diventa confessione civile, memoria personale e riflessione sul valore della ricerca della verità. Giornalista premiato per alcune delle più importanti inchieste degli ultimi ...

VALLE DEL MELA, TUTTI POSSONO ARRICCHIRE ….TRANNE I POVERI !

9/8/2009 - Valle Del Mela o dei..Veleni, propone analisi sociali specifici e risalendo a ritroso nel tempo, appare del tutto verosimile la questione posta nel remoto 1883 dall’allora Procuratore Generale di Trapani, il costituzionalista Avv. Pietro Calà Ulloa, che fù persino l'ultimo Presidente del Consiglio napoletano, quando sentì la necessità di spiegare il fenomeno a cui sembra collegabile l’affermarsi della Mafia: Non vi è impiegato in Sicilia che non si sia prostato al cenno di un prepotente e che non abbi pensato a trar profitto dal suo ufficio”.

Da un inchiesta giornalistica di Salvatore Cammareri Scurti (17/12/1899) “…In questo inferno chi non vuole essere dannato deve farsi diavolo…” e continuando si arriva ai nostri giorni, dove la Sicilia divisa od unita rimane sempre terra fragile ed impotente.

Dal Gattopardo di T. di Lampedusa: Sono venticinque secoli che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da fuori, nessuna germogliata da noi stessi, nessuna a cui noi abbiamo dato il là…da duemilacinquecento anni siamo colonia.”

E poi facendo un piccolo salto pindarico nel tempo: Vacilla la fede nella giustizia legale, anzi non vacilla, manca addirittura.”

Quindi la nostra condizione ha radice storiche e sembra difficile sfuggire alla nostra storia, anche con un governo liberal-capitalista non si riesce a sradicare tale situazione.

La Sicilia ha la possibilità di sfuggire da questo triste retaggio storico, è necessario un vigoroso risveglio intellettuale, attraverso un processo culturale capace di sfruttare le sue risorse storiche, naturali e paesaggistiche, con attivazione di una politica di ampi confronti piuttosto che autonomista, con slanci nord-europeistici.

Forse siamo geograficamente lontani dai processi più evoluti per lo sviluppo socio economico?

Tuttavia pare necessario abbandonare la vecchia concezione assistenziale e puntare sulla sussidarietà e sullo sviluppo sostenibile.

Occorre un grande coraggio per neutralizzare una classe politica che si esprime molto bene in campo nazionale, mentre risulta incapace nella condizione regionale. Allora il problema è il regionalismo, ove si formano i pastrocchi che inibiscono le liberalizzazioni delle risorse e formano privilegi senza le necessarie condizioni meritocratiche.

La politica in questo momento, ha dimostrato che da sola non può assolvere alle necessità di una società le cui esigenze sono variegate e molteplici, pertanto il processo di partecipazione dev’essere il più ampio possibile e la politica dovrà risultare lo strumento applicativo di attuazione, la base di ogni istanza parte proprio dagli individui, i quali esprimono aspettative che non possono essere semplificate da intrigati rapporti di varie forme di governo.

Questa riflessione mi sembra opportuna in quanto in questi giorni ho visto in giro per Milazzo e dintorni più politici che turisti, ma non nei punti necessari come ad esempio al nosocomio mamertino od in tant’altre tristi realtà, che subiscono le pericolose induzioni della Raffineria, della Centrale Edipower di San Filippo del Mela ed altre strutture industriali altamente inquinanti, che accrescono oltremodo il grave degrado fisico ambientale e non solo...!!

Vetrine, show, sfilate, meeting.. forse s’approssima qualche competizione elettorale ed allora bisogna apparire a tutti i costi, per presunte visibilità politiche.

Sarebbe sufficiente che taluni, andassero per qualche ora, al Pronto Soccorso dell’ Ospedale Fogliani di Milazzo e capire la caotica situazione e magari approfondire meglio le prestazioni sanitarie della struttura nel suo complesso, verificare il costo sanitario e le qualità delle prestazioni, verificando i diritti del malato, etc. etc.

Vi assicuro che, il degrado fisico della struttura ospedaliera è poca cosa rispetto al caos della stessa, soprattutto in una realtà come la nostra di crisi ambientale.

Uscire indenni (intendo psicologicamente, almeno credo) sarebbe già sufficiente, però abbiamo una realtà da diporto nautico con imbarcazioni anche di lusso che farebbe presumere una realtà socio-economica di buon livello.

Tale contraddizione non trova giustificazione, in una realtà che territorialmente chiamiamo Valle del Mela o dei Veleni, vi è di tutto e di più, caotica commistione tra benessere reale, virtuale, figurativo e forte disagio sociale, stupendo golfo con industrie metiliche, che versano i loro liquami ed immettono in ambiente i loro veleni, depuratori urbani con condotte sottomarine che scaricano inquinando la costa e limitano la balneazione, traffico veicolare incasinato, sistema commerciale spontaneo e senza alcuna strategica pianificazione, sviluppo industriale inesistente ovvero non legato in modo funzionale alla realtà economica locale, sviluppo urbano non controllato, feste popolari e fuochi pirotecnici quale coreografia di un folklore più artefatto che reale.

Ma qualche politico, un po’ pimpante, crede che con le strategie delle interrogazioni consiliari e con operazioni politiche di intesa a cordata, si possono mitigare le cose, forniteci i dati certi delle forme d’inquinamento, noi interveniamo.., così ribadiva.

Ma se i dati certi non sono disponibili, su che dati allora le industrie che hanno redatto la Valutazione di Impatto Ambientale si sono basati ?

Centraline dappertutto, in modo che il monitoraggio sia garantito, va bene, ma quando scopriamo che ci sono ripetitivi sforamenti, l’ancor rampante consigliere può garantire l’intervento adeguato, ovvero il fermo impianti ?

Il prolisso Ass.re Provinciale all’Ambiente P. Petrella fa anche lui il medesimo ragionamento, e noi siamo stanchi di sentircelo ripetere e sopratutto di ascoltarlo, stavolta, vuole mettere le centraline per i cavi Terna.!!

Il monitoraggio presuppone una forte capacità di intervento, in caso di anomalia.

Un vero impianto tecnocratico sterile e disumanizzato, arricchito da soggetti che grazie a taluni favorevoli aspetti della vita, pretendono di sincronizzare il loro futuro con le esigenze sociali e amministrative.

Mi permetto di suggerire a tali individui di non vessare e di cooperare per far valere il diritto al lavoro, alla salute alla vita, ed abbattere il grave disordine che impedisce lo sviluppo armonico del nostro sistema socio economico, e l’accorato appello che rivolgo a tutti è di diffondere il più possibile l’acquisizione della piena consapevolezza che possiamo cambiare, migliorare ed evolverci, smaterializzando le sofferenze e le angosce che ci provengono dal retaggio di tanti anni di grave subordinazione a sistemi che avversano la nostra liberta d’essere, affinché possiamo ritornare ad essere orgogliosi protagonisti del nostro futuro.

Noi della T.A.T., non intendiamo promuovere la tutela dell’ambiente come movimento ideologico disconoscendo ogni altra fenomenica, riteniamo che lo sviluppo consapevole ed ordinato sia necessario quale garanzia di tutti gli interessi.

Ciò che avviene nella nostra ridente isola, lo vediamo anche se in qualche modo diverso in altri luoghi, scevra di una vera condivisione dei valori, ma in ogni caso pur nella diversità, si deve ricercare in modo costante l’unità di intenti e di interessi.

Quindi ai politici che si stanno promovendo e che oggi si scoprono “Ambientalisti per ..caso”, chiediamo anziché roboanti proclami di intenzioni, precise azioni finalizzati di governo.

Infine troviamo ridicolo che, un qualsiasi consigliere di maggioranza faccia le interrogazioni alla forma di governo a cui appartiene.

A molti non sarà sfuggito che, avremmo potuto essere molto più critici verso chi possiede forme di potere amministrativo, questo non significa che a tale possibilità vi abbiamo rinunciato, vuol dire che crediamo che in certe cose, c’è chi arriva prima e chi dopo, noi pensiamo di aspettare…ancora un po’, non molto comunque.!!


La foto di cui sopra è stata ripresa il distante 10 aprile 2001, alla fatidica ora delle 18.37 da Venetico Superiore, ed è eclatantemente esplicativa per far comprendere qual’era e qual’é la drammatica situazione, in cui versa la flaggelata Valle del Mela.

Malgrado ciò, ricordo a me stesso che l’Edipower riuscì ad ottenere la sospirata Certificazione EMAS, forse attraverso discutibili “operazioni manageriali”, piuttosto che per meriti industriali.

Oggi la Edipower vuole proseguire con l’OCD (Olio Combustibile Denso), presuppongo che tutti siamo d’accordo nel suggerire alla Edipower, che non è proprio il caso di.. insistere.!!!

Milazzo li 9 Agosto 2009

Il Vice Presidente T.A.T.

Arch. Salvatore Crisafulli

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