Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

“ITALIA SUL DUE” LANCIA LA MADRE DI ALBA PARIETTI

19/01/2010 - La scoperta della malattia - un tumore - e la decisione di continuare a lavorare, la voglia di lottare e sconfiggere il male: è il cammino di Rosanna Banfi che si racconta in diretta a “Italia sul Due”, il magazine condotto da Lorena Bianchetti e Milo Infante in
onda mercoledì 20 gennaio alle 14.45 su Raidue. Rosanna Banfi ripercorre questo suo ultimo anno, le difficoltà, la vicinanza dei familiari. Con lei intervengono anche, in collegamento, il padre Lino Banfi che – un anno fa – rivelò in diretta tv il dramma della figlia, il marito Fabio Leoni, l’attore Giulio Scarpati, collega sul set.

Nella seconda parte del programma, inoltre, un inedito faccia a faccia tra Alba Parietti e la madre.
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Dal nuovo sito di Alba Parietti:

Sono nata a Torino il 2 luglio 1961
in una famiglia normale di ceto culturale elevato.
Il ramo materno, aveva un rapporto stretto con i Savoia,
Adalberto di Savoia, duca di Bergamo, fu testimone di nozze dei miei genitori.
Tutti i parenti di mamma, sia i Giay Merlera sia i Dipietromaria,
erano torinesi “vecchio stampo”.
Tipi geniali, un po’ folli, con un forte senso dell’humor, legati al mondo dell’arte
Mio padre invece veniva da una famiglia del tutto diversa, d’origine contadina,
colta e di sinistra, quando essere di sinistra non era facile, anzi era quasi impossibile.
Mio nonno era un artigiano, socialista, perseguitato dal fascismo per le sue idee.
Papà da piccolo era l’unico ad andare a scuola senza la divisa da balilla.
Partigiano nelle langhe durante la resistenza, fini la guerra accanto a Fenoglio.
Nel periodo della ricostruzione fondò uno dei Convitti della Rinascita, che sosteneva con borse di studio, quei partigiani che non avevano avuto la possibilità
di portare a termine gli studi, mio padre considerava la cultura
come la più grande forma di libertà.
Ecco, questo strano connubio familiare si riflette sulla mia personalità:
da una parte la follia, l’ironia, il gusto per l’arte e le cose belle,
dall’altro il carattere, la forza e la determinazione.
Mio padre, che voleva un figlio maschio, mi ha dato un senso maschile della vita:
la libertà, la forza, la voglia di difendermi da sola,
voleva che fossi indipendente senza avere il bisogno di chiedere niente a nessuno,
tanto da vivere la galanteria maschile come una forma di sopruso.
Mia madre invece mi ha molto viziato, per lei ogni mio desiderio era un ordine,
mi ha allattato fino all’età di tre anni, forse per questo in me c’è una bambina capricciosa,
che non si accontenta mai.
Mi sono cresciuti insieme, il piglio da maschio e l’orgoglio della bellezza.

Instancabile fin da piccola, facevo di tutto, recite scolastiche, danza classica,
pattinaggio artistico su ghiaccio.
Mi sono abituata presto a stare davanti alla cinepresa,
perché mio padre ne aveva acquistata una delle prime comparse in commercio,
e dal mio quindicesimo giorno di vita riprendeva tutto quello che facevo.
Sono cresciuta con una telecamera in faccia,
e l’ho sempre vissuta come qualcosa di familiare.
Avevo 14 anni quando iniziai a lavorare in una radio di Torino, la Gpr,
insieme con altri giovani, come Piero Chiambretti, anche lui agli esordi.
Dopo i primi mesi di lavoro il nostro capo,
che più che una donna sembrava un gerarca nazista,
licenziò in tronco sia me che lui perché, secondo lei, non avevamo proprio la stoffa,
ma il tempo ha dimostrato il contrario.
Dunque, pensai, provo con la Tv. Sempre alla Grp, il responsabile come mi vide mi prese subito,
per condurre un quiz in diretta, che da uno in breve tempo divennero tre.
In quel periodo mi esibivo anche come imitatrice di Patty Pravo in un locale dove ero l’unica donna, gli altri erano tutti gay e trans.
Una gavetta durata 14 anni, nel corso della quale ho fatto tante cose
In teatro ho incominciato nel 1977 in uno degli stabili di Torino,
con “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, di Oscar Wilde;
poi ho lavorato con Paolo Panelli in “Quarant’anni di scenette” all’Eliseo di Roma.
Ho fatto la modella,
sono stata eletta candidata italiana Miss Universo nel 1979,
anche se poi rifiutai il titolo.

Il mio primo programma in Rai fu “Galassia 2”, di Gianni Boncompagni,
che fu un clamoroso flop, seguirono vari ruoli da valletta in quiz televisivi come
“Ok il prezzo è giusto” con Gigi Sabani e “Super Record” con Cadeo.
Dedita al canto, percorsi a metà degli anni ottanta, anche la strada della musica,
incidendo alcuni singoli in inglese, tra cui “Only music survives”,
col quale vinsi una tappa di “Azzurro”, girai mezza Europa e partecipai al Festivalbar
Nel 1987 mi presentai ad un provino con Enzo Tortora per fare l’inviata,
invece quando mi vide sospese i provini e mi disse: “Tu sarai Mystiria”,
una donna muta che viveva dentro un quadro,
fu un personaggio che fece breccia nell’immaginario collettivo dell’epoca.
Il grande successo arrivò stranamente da una sfortuna iniziale,
mi dovevano una piccola cifra, non sapendo come liquidarmi, mi offrirono di fare “Galagoal”, dicendomi “stai tranquilla tanto è un programma che non vedrà nessuno, perché è in tarda serata e ha contro la concorrenza della Rai”. Si trattava all’inizio di un piccolo collegamento, ma poi diventò enorme perché non funzionò il villaggio globale.
Da quel momento improvvisamente si accorsero di me,
ci fu un’ondata di recensioni e commenti sui giornali che mi travolse letteralmente,
scrissero che ero io il vero evento dei mondiali.
La controprova per me fu, quando dissi in trasmissione che il giorno dopo compivo gli anni
e l’indomani trovai la redazione invasa dai fiori

Vostra
Alba Parietti

Commenti

  1. non ne posso più della Parietti! basta cosa sà fare a parte atteggiarsi e scosciare? Basta per favore che vada a lavorare, non è niente basta ospitate pagate con i nostri soldi! ci mancava sua madre!!

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  2. E' assurdo questa baraccona sempre presente ma mandatela a lavorare e poi la mamma...ma chi se ne frega della mamma e chi e' cosa mi rappresenta? VERGOGNA

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  3. Appurato che non ha capacità di rilievo, e che tutto quello che fa è di un volgare privo di contenuto, perchè si basa sempre e solo sul suo aspetto fisico (che cura molto e pare suo principale interesse), vorrei conoscere il suo titolo di studio visto che si spaccia come opinionista, e se è vero che non va in America perchè non conosce l'inglese, non è ora che se lo studi?

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