
07/02/2010 – Oltre a Morgan a Sanremo 2010 viene “eliminato il requisito della cittadinanza italiana, oltre che per gli interpreti, anche per i compositori e gli autori delle canzoni”. Vorrà dire che vi possono prendere parte gruppi, cantanti e autori di altre nazioni purchè cantino e si esprimano in italiano?
Probabilmente si.
L’avverbio opinativo è d’obbligo considerato che per l’uso del dialetto nei testi delle canzoni si è reso necessario il ‘conclave’, per dirimere una asserzione ufficiale, pubblicata sul sito dell’ufficio stampa della Rai: “Anche la lingua dialettale italiana, quale espressione di cultura popolare, potrà essere utilizzata nelle canzoni”. Ma poi si è scoperto che l'art. 6 non permetteva questa 'rivoluzione' se non (solo) quanto già c'era: canzoni con qualche locuzione in dialetto e al massimo una '
pronungia' alla Cristiano Malgioglio.
Ciò malgrado si è reso necessario il conclave, dicevamo, fino a trovare la 'ferale' soluzione nel
pronungiamento del direttore generale della Rai, Mauro Masi, lo stesso ‘vertice’ cui è toccato il compito di annunciare
l’astromissione di Morgan dal Festival di Sanremo, per la gravità delle dichiarazioni rilasciate alla rivista Max.
La cocaina, invece, non centra con l’eliminazione del “requisito della cittadinanza italiana”. Piuttosto è da credere che tale ‘misura’ corrisponda alla volontà di farsi interpreti della nuova composizione sociale, che ha reso sempre più multietnico pure il nostro Paese.
A ciò si associa la parificazione col mondo del calcio, già da
tembo orcogliosamende multietnico,
anghe per la
bresenza di Aldo Biscardi.

La ‘scoperta’ tuttavia non è proprio recente. Già la 18^ edizione del Festival di Sanremo 1968 fu vinta da due stranieri, Sergio Endrigo e Roberto Carlos, mentre a presentare le 24 canzoni e i 48 cantanti fu un altro extracomunitario: il siciliano Pippo Baudo.
Della commissione selezionatrice, ancora, faceva parte un ulteriore extraterritoriale: l’italo-americano-pugliese-napoletano Renzo Arbore.
Tra i cantanti stranieri in gara a Sanremo 1968: Al Bano, Luis Armstrong, Shirley Bassey, Roberto Carlos, The Cowsills, Sacha Distel, Nino Ferrer, Bobby Gemtry, Yoko Kishi, Eartha Kitt, Wilson Pickett, Giusy Romeo, The Sandpipers, Paul Anka, Antoine, Udo Jurgens, The Rokes, Lara Saint Paul, Dionne Warwich, Timi Yuro.
Cantanti e gruppi stranieri ma autori e testi italiani:
"Canzone per te" interpreti: Sergio Endrigo & Roberto Carlos – Autori; Bardotti – Endrigo
"Che vale per me" interpreti: Peppino Gagliardi & Eartha Kitt – Autori; Terzi Rossi
"Deborah" interpreti: Fausto Leali & Wilson Picket – Autori; Pallavicini-Conte
"Il re d’Inghilterra" cantata da Nino Ferrer & Pilade – Autori; Agostino Ferrari
"La farfalla impazzita" interpreti: Johnny Dorelli & Paul Anka – Autori; Mogol-Battisti
"La siepe" cantata da: Al Bano & Bobbie Gentry – Autori, Pallavicini – Massara
"La tramontana" interpreti: Gianni Pettenati & Antoine – Autori; Pace – Panzeri
"La vita" cantata da: Elio Gandolfi & Shirley Bassey – Autori; Canfora- Amurri
"La voce del silenzio" interpreti: Tony Del Monaco & Dionne Warwich – Autori; Mogol-Limiti-Isola
"Le opere di Bartolomeo" interpreti: The Rockers & The Cowsills – Autori; Bardotti-Cini
"Le solite cose" cantata da: Pino Donaggio &Timi Yuro – Autori; Pallavicini- Dosaggio
"Mi va di cantare" interpreti: Lara St.Paul & Luis Armstrong – Autori; Bonassi-Bertero-Valleroni
"No, Amore" cantata da: Giusy Romeo & Sacha Distel – Autori; Pallavicini – Intra
"Per vivere" interpreti: Iva Zanicchi & Udo Jurgens – Autori; Nisa-Bindi
"Quando mi innamoro" interpreti: Anna Identici & The Sandpipers –Autori; Pace-Panzeri
M.M.
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