Salute della donna. A Palermo la prima clinica dedicata alla salute femminile, dalla vulvodinia, all’endometriosi, ai disturbi della menopausa

A Palermo apre Weda: la prima clinica dedicata alla salute femminile. Dalla vulvodinia, all’endometriosi, passando per il dolore pelvico cronico e i disturbi legati alla menopausa: un team di esperti che lavora in modo coordinato per una risposta concreta sulla salute della donna. Palermo, 8 giugno 2026 – Apre a Palermo Weda , il primo ecosistema sanitario italiano dedicato alla salute femminile che integra prevenzione, diagnosi e cura in un unico percorso strutturato. Con l’apertura della nuova sede, in via Tommaso Gargallo, 49, la città accoglie un centro specializzato pensato per offrire alle donne un punto di riferimento clinico dedicato, con un modello di presa in carico innovativo e interdisciplinare. La salute femminile rappresenta ancora oggi una delle grandi sfide dei sistemi sanitari contemporanei. Nonostante i progressi della medicina, molte donne continuano a confrontarsi con diagnosi tardive, percorsi di cura frammentati e una scarsa integrazione tra specialisti. Pato...

SERVIZIO CIVILE: DOMANI LEANZA INCONTRA SINDACATI SAT ED ENTI


Catania, 7 feb 2010 (SICILIAE) - L'assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro Lino Leanza incontrera' domani,
8 febbraio, i rappresentanti sindacali della Sat. Il vertice si svolgera' nella sede dell'Ufficio provinciale del lavoro di Catania con inizio alle ore 10.

Alle 11, inoltre, Leanza incontrera' i delegati degli enti che si occupano di servizio civile nella Sicilia orientale. La riunione e' fissata nei locali della Presidenza della Regione Siciliana (ex palazzo Esa) di via Beato Bernardo 5.

Nel corso della riunione saranno illustrati i criteri di valutazione, adottati con il recente decreto del 13 gennaio scorso, aggiuntivi rispetto al "Prontuario contenente le caratteristiche e le modalita' per la redazione e la presentazione dei progetti di Servizio Civile Nazionale da realizzare in Italia e all'estero, nonche' i criteri per la selezione e l'approvazione degli stessi". I progetti di servizio civile nazionale per il 2010 dovranno essere presentati entro il prossimo 2 marzo.

Analoga riunione con gli enti di servizio civile della Sicilia occidentale si terra', a Palermo, il 9 febbraio alle 10, nel salone Bonsignore dell'assessorato regionale della Famiglia di via Trinacria.

Il decreto n. 6 del 13 gennaio, nonche' il prontuario (D.m. del 4 novembre 2009) sono scaricabili dal sito www.regione.sicilia.it/famiglia/serviziocivile.

Progetti di Servizio Civile Nazionale per l'anno 2010: il 2 marzo la scadenza

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REPUBBLICA ITALIANA
REGIONE SICILIANA
Assessorato della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro
Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali
L'ASSESSORE
VISTO lo Statuto della Regione;
VISTA la legge 6 marzo 2001 n. 64 e successive modifiche e integrazioni, con la quale è stato
istituito il servizio civile nazionale ed è stata conferita delega al governo per l'emanazione dei
decreti legislativi d'attuazione;
VISTO il decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77 e successive modifiche e integrazioni, con il quale
è stata approvata la disciplina del S.C.N., in attuazione della delega suddetta, ed in particolare
l’articolo 6 che dispone, al comma 5, che le Regioni e le Province autonome provvedano all’esame
ed all’approvazione dei progetti di servizio civile nazionale presentati dagli enti ed organizzazioni
che svolgono attività sul loro territorio, con l’esclusione dei progetti di rilevanza nazionale;
VISTA la legge regionale 28 aprile 2003, n. 6, che istituisce l'Assessorato della Famiglia, delle
Politiche Sociali e delle Autonomie Locali;
VISTA la Legge n. 19 del 2008 che detta le norme per la riorganizzazione dei Dipartimenti
regionali e l’ordinamento del governo e dell’Amministrazione della Regione;
VISTO il Decreto Presidenziale 5 dicembre 2009, n. 12 che approva il regolamento di attuazione
del Titolo II della legge regionale 16 dicembre 2008, n. 19, che disciplina le funzioni ed i compiti
dei Dipartimenti regionali;
VISTA la prima intesa tra l’Ufficio Nazionale per il servizio civile e le Regioni e Province
autonome, approvata dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 26 gennaio 2006, per
l’attuazione condivisa dell’entrata in vigore integrale del D. Lgs. 77/2002;
VISTA la Circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio Nazionale per il Servizio
Civile del 17 giugno 2009, recante norme sull’accreditamento degli Enti di S.C.N.;
VISTO il decreto del Ministro della Solidarietà Sociale del 4 novembre 2009 con il quale è stato
approvato il Prontuario concernente le caratteristiche e le modalità per la redazione e la
presentazione dei progetti di servizio civile nazionale, nonché i criteri per la selezione e
l’approvazione degli stessi, attualmente in corso di registrazione;
RICHIAMATI, in particolare, i paragrafi del succitato decreto:
- 3.1 "Limiti" che consente alle Regioni e Province autonome di prevedere che gli enti iscritti
nel proprio albo possano presentare congiuntamente lo stesso progetto (co-progettazione);
- 4.3 “Criteri per l'attribuzione dei punteggi” che prevede la possibilità per le Regioni e
Province autonome di stabilire ulteriori criteri di valutazione, per un punteggio aggiuntivo a
quello massimo complessivo raggiungibile sulla base dei criteri di valutazione adottati
dall’UNSC di non oltre 20 punti;
VISTO il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province
autonome di Trento e Bolzano della seduta del 29 ottobre 2009, espresso ai sensi dell’articolo 6,
comma 1 del richiamato D. Lgs. 77/2002, che dispone gli indirizzi per la formulazione dei criteri
per l’assegnazione dell’incremento del punteggio di valutazione di cui sopra;
VISTO il D.A. n. 4473 del 18 dicembre 2006 di istituzione dell’Albo regionale di servizio civile
nazionale della regione Sicilia;
Visto il Decreto Assessoriale n. 2949 del 9 settembre 2008 con il quale sono stati adottati le linee
guida per un sistema regionale del servizio civile in Sicilia e i criteri aggiuntivi regionali per la
selezione e l’approvazione dei progetti di servizio civile nazionale per l'anno 2008;
VISTE le risultanze dei Gruppi di lavoro, di concerto con gli enti di servizio civile presenti sul
territorio regionale, tenutisi nel corso della 3^ Conferenza Regionale sul servizio Civile in data 10
dicembre 2009, su “Rivisitazione dei criteri aggiuntivi regionali di valutazione approvati con il
D.A. 2949/2008 alla luce del nuovo Prontuario concernente le caratteristiche e le modalità per la
redazione e la presentazione dei progetti di servizio civile nazionale approvato in data 4 novembre
2009”;
CONSIDERATO che gli Enti accreditati di competenza regionale, per le peculiarità e le dimensioni
degli Enti di servizio civile di competenza regionale nonché della popolazione giovanile in Sicilia,
possono presentare congiuntamente lo stesso progetto di servizio civile (co-progettazione),
finalizzata ad un maggior beneficio dei giovani e della comunità;
CONSIDERATO, altresì, necessario favorire il pluralismo delle opportunità offerte ed il
rafforzamento della rete e del sistema allargato, nonché favorire la distribuzione geografica dei
progetti su tutto il territorio regionale;
CONSIDERATO, inoltre, che il numero potenziale di giovani impiegabili dagli enti accreditati
risulta superiore a quelli che possono essere effettivamente impiegati nei progetti di S.C.N. nel
territorio regionale;
CONSIDERATO che risulta pertanto utile rapportare il numero massimo dei giovani da prevedersi
per singolo ente alla quota di giovani assegnata alla Regione Sicilia, quota che in occasione del
riparto del Fondo nazionale per il Servizio civile adottato per finanziare il bando nazionale del 22
giugno 2009 è stata determinata in n. 2.118 unità e differenziare percentualmente il contingente dei
giovani per le diverse classi di accreditamento degli Enti di Servizio Civile, così come individuate
nella citata circolare del 17 giugno 2009;
RITENUTA conseguentemente necessaria l'adozione di linee guida e di criteri regionali aggiuntivi,
rispetto a quelli fissati a livello nazionale, da utilizzare esclusivamente per i progetti da presentare e
realizzare sul territorio siciliano, da attribuire secondo la griglia di assegnazione di cui all’allegato
1, parte integrante e sostanziale del presente atto, secondo la previsione di un numero massimo di
volontari per ogni ente così come determinati nel dispositivo con contestuale adesione alle Linee
guida per un Sistema regionale del Servizio Civile in Sicilia di cui all’allegato 1;
RITENUTO, altresì, opportuno approvare la nota tecnica contenuta nell’allegato 2 che costituisce
parte integrante e sostanziale del presente atto, esplicativa dei criteri e modalità con i quali vengono
attribuiti i punteggi regionali aggiuntivi per i progetti di Servizio civile nazionale presentati in
ambito regionale dagli Enti;
RILEVATO che i criteri aggiuntivi e le valorizzazioni, introdotti con il presente provvedimento, si
devono ritenere a carattere sperimentale da applicarsi ai progetti, da realizzarsi sul territorio
regionale, che saranno presentati dagli enti di servizio civile iscritti agli albi regionali e delle
Province autonome nel periodo ancora da definirsi con specifico Avviso a cura dell’U.N.S.C.;
CONSIDERATO, infine, che tali criteri potranno essere negli anni successivi rideterminati a
seguito di opportune verifiche e valutazioni;
D E C R E T A
Art. 1 - Sono approvate, per le motivazioni evidenziate in premessa, le linee guida per un Sistema
regionale del Servizio Civile in Sicilia, ai sensi del citato decreto ministeriale 4 novembre 2009, di
cui all’allegato 1 che costituisce parte integrante del presente decreto e, ad integrazione del
Prontuario, sono contestualmente adottati i nuovi criteri aggiuntivi regionali per la selezione e
l’approvazione dei progetti di servizio civile nazionale.
Art. 2 - E’ approvata la nota tecnica esplicativa dei criteri con i quali vengono attribuiti i 18 punti
aggiuntivi regionali di cui all’allegato 2 del presente decreto, che ne costituisce parte integrante e
sostanziale.
Art 3 - Gli Enti accreditati di competenza regionale possano presentare congiuntamente lo stesso
progetto di servizio civile (co-progettazione).
Art. 4 - Si dispone che il punteggio aggiuntivo regionale (18 punti), ad integrazione di quello
previsto nel Prontuario, allegato al D.M. del 3 agosto 2006, sia attribuito ai soli Enti che:
- sottoscrivano l’impegno, riportato nell’allegato 3 che costituisce parte integrante del
presente decreto, al rispetto delle Linee guida per un Sistema regionale del Servizio Civile
in Sicilia;
- prevedano il coinvolgimento di un numero complessivo di giovani volontari nel rispetto dei
limiti massimi così come in tabella individuato e differenziato per classi di accreditamento
ed il cui computo percentuale è stato effettuato sulla base della quota di n. 2.118 giovani
volontari di servizio civile, corrispondente a quella attribuita alla Regione Sicilia nel riparto
del Fondo nazionale per il Servizio Civile in occasione del 1° Bando nazionale 2009:
Enti di servizio civile N° giovani volontari
% n.
4° classe 1,0 20
3° classe 4,0 84
2° classe 7,0 148
1° classe 10,0 211
Gli Enti i cui progetti prevedano un numero di giovani volontari di servizio civile superiore al
contingentamento sopra indicato non accederanno alla valutazione prevista dai criteri aggiuntivi e
saranno sottoposti a valutazione sulla base del punteggio nazionale di cui al D.M. 4 novembre 2009.
Art. 5 - In caso di progetti con pari punteggio:
- saranno primariamente finanziati quei progetti appartenenti ad enti con nessun progetto
finanziato nella medesima graduatoria;
- qualora non fosse possibile finanziare tutti i progetti con pari punteggio appartenenti ad enti
con nessun progetto finanziato nella medesima graduatoria, fra questi ultimi verrà presa in
considerazione la data di ricezione da parte dell’Ufficio competente del progetto stesso;
- qualora i progetti con medesimo punteggio appartenessero tutti allo stesso ente e fosse
possibile finanziarne solo una parte di essi, è facoltà del’ente concordare con la Regione
Sicilia un ordine prioritario di finanziamento di questi ultimi.
Art. 6 - I criteri aggiuntivi e le valorizzazioni introdotte con il presente provvedimento sono da
ritenersi a carattere sperimentale da applicarsi ai progetti che saranno presentati in data ancora da
definirsi con specifico Avviso a cura dell’U.N.S.C. e potranno essere rideterminati negli anni
successivi a seguito di opportune verifiche e valutazioni.
Art. 7 - Il Dirigente responsabile del Servizio 5/Ufficio Servizio Civile regionale nominerà la
Commissione interna che provvederà all'istruttoria dei progetti secondo i criteri di cui al D.M. del 4
novembre 2009.
Art. 8 - Il Dirigente Generale del Dipartimento della Famiglia e delle Politiche Sociali provvederà
alla nomina della Commissione interna di valutazione dei progetti, secondo i criteri di cui al D.M.
del 4 novembre 2009 e ai criteri aggiuntivi regionale approvati con il presente decreto, in deroga ai
criteri di cui al paragrafo 3 del Regolamento per le attività del Servizio 5 “Inclusione sociale e pari
opportunità - Ufficio Servizio Civile” allegato al D.A. n.267 del 18 febbraio 2008.
Art. 9 - I progetti di SCN da realizzare nel territorio della Regione Siciliana dovranno pervenire
esclusivamente in busta chiusa, entro i termini che saranno previsti con apposito Avviso
dell’U.N.S.C., per la valutazione di competenza, alla Regione Siciliana, Servizio 5 Inclusione
sociale e pari opportunità – Ufficio servizio civile”, Via Trinacria 34/36 – 90100 Palermo.
Art. 10 - Il presente decreto sarà trasmesso alla Ragioneria Centrale di questo Assessorato per il
visto, ai sensi dell'art. 62 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana nonché sul sito della
Regione Sicilia: www.regione.sicilia.it/famiglia/serviziocivile.
Palermo, li 13/01/2010
FIRMATO
L’ A S S E S S O R E
(On.le Nicola Leanza)
ALLEGATO 1
LINEE GUIDA E CRITERI AGGIUNTIVI PROVVISORI PER LO SVILUPPO DEL SISTEMA
REGIONALE DEL SERVIZIO CIVILE IN SICILIA
La Regione Siciliana, nel rispetto dei principi sanciti dagli articoli 2, 11 e 52 della Costituzione e
ispirandosi ai principi previsti dalla legislazione nazionale vigente in materia di servizio civile (L.
64/01 e seguenti), ritiene di dovere orientare la propria azione allo sviluppo e alla valorizzazione del
servizio civile nel territorio regionale, al fine di qualificare il S.C.N. in Sicilia quale:
- elemento centrale delle politiche e delle iniziative per promuovere la pace, la cooperazione
allo sviluppo decentrata, confronto interculturale, promozione, tutela e valorizzazione dei
diritti umani, forme alternative di difesa ed i corpi civili di pace;
- elemento fondante le politiche giovanili per favorire la partecipazione creativa, motivata e
solidale dei giovani, ragazzi e ragazze; passaggio importante del ciclo di vita integrato con
l'educazione, l'istruzione, la formazione tecnica e professionale, gli studi universitari, il
lavoro e la formazione continua; periodo di crescita personale sul piano della cultura della
solidarietà civile, orientato a bisogni delle comunità locali, della nazione e del livello
internazionale, teso a prevenire l’esclusione sociale dei giovani;
- strumento a sostegno delle progettualità improntate alla valorizzazione di esperienze
innovative, a percorsi di formazione, scambi di esperienze, nuove competenze, passaggio e
alternanza formazione–lavoro;
- investimento sul futuro a partire dalla considerazione che cittadini/e con adeguata
formazione ed esperienza in molteplici ambiti, rappresentano un capitale sociale che
aumenta il senso di appartenenza riducendo l’insicurezza, diffonde buone prassi
consolidando la coesione sociale e riducendo la spesa sociale.
Mission del servizio civile
Una politica attiva del servizio civile deve tendere a:
- costituire un “servizio civile regionale” che sia coerente con le linee definite dalle normative
nazionali e regionali sulle politiche giovanili, sociali, formative, educative;
- garantire un servizio civile effettivamente fruibile da tutti i giovani della regione, senza
distinzione di appartenenza culturale, sociale o di ceto;
- qualificare il servizio civile definendo standard che abbiano come riferimento gli standard
minimi definiti per tutti a livello centrale, superando la frammentarietà, costituendo un
sistema regionale di monitoraggio, teso anche ad evitare abusi;
- garantire la rispondenza fra progetti di servizio civile ed i reali bisogni della comunità
regionale, individuati, quest’ultimi, sulla base di un raccordo sinottico tra gli studi di settore
già svolti negli ambiti di intervento del SCN;
- promuovere ed incentivare ambiti di particolare interesse per la crescita dei giovani: es.
protezione ambientale, corpi civili di pace, intercultura, promozione della legalità, …
- mantenere i settori in cui svolgere il servizio civile sulla base di quanto definito dalla
legislazione nazionale, indicando eventuali priorità solo per incentivare la progettazione
negli ambiti statisticamente meno favoriti;
- garantire tempi e modalità di programmazione regionale coordinatamente con la
programmazione nazionale.
Coerentemente a tale mission si ritiene che l’Ufficio Regionale di Servizio Civile, per quanto
collocato all’interno dell’Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro,
debba mantenere il carattere trasversale del Servizio civile volto a educare i giovani a impegnarsi
nella vita civile e a concorrere con modalità non violente alla costruzione della pace, con la chiara
scelta di non introdurre priorità di settore nella valutazione dei progetti.
Il quotidiano contato con le tematiche della solidarietà sociale rischia infatti di provocare confusioni
lasciando intendere che il S.C.N. sia strumentale a interventi nel settore sociale contraddicendo in
tal modo la visione di un S.C.N. che mette al centro i giovani e la loro libertà di scelta.
Nel contesto di una grandissima difficoltà a accedere agli strumenti dell’autonomia individuale
(lavoro, istruzione efficace, formazione continua), ad una piena cittadinanza (accesso alle sedi
decisionali nelle istituzioni), accanto alla onnipresenza della dis-cultura della raccomandazione,
della clientela che rendono estremamente difficile vivere il futuro come sfida positiva, il Servizio
Civile può essere uno degli strumenti che la politica e le istituzioni mettono a disposizione dei
giovani per ribaltare tale tendenza negativa che indebolisce l’intero nostro Paese.
Il Servizio civile rappresenta infatti il momento privilegiato di un percorso di cittadinanza rivolto ai
giovani e con i giovani, percorso frutto di una scelta anche delle istituzioni oltre che delle
associazioni e dei singoli cittadini.
La centralità del giovane coinvolto in attività di Servizio Civile e la valenza formativa dei progetti
di Servizio Civile, sono il fulcro delle presenti linee guida che si propongono come indirizzi
operativi finalizzati alla costituzione di un sistema di Servizio Civile di qualità.
Occorre trasformare l’esperienza dei volontari in un momento di crescita personale e di
miglioramento delle capacità dei giovani, favorirne l’inserimento in un ambiente socio culturale che
trasmette loro valori, norme, atteggiamenti, comportamenti già praticati e condivisi dallo stesso ente
che presenta i progetti.
Pertanto a fronte della molteplicità delle posizioni e dei comportamenti messi in atto dagli enti
accreditati, siano essi di natura pubblica o senza scopo di lucro, si ritiene che siano da considerare
enti di servizio civile nazionale coloro che collocano la scelta di accreditarsi nelle politiche
educative, di cittadinanza attiva e di promozione della pace, mettendo il giovane al centro degli
obiettivi progettuali.
La presenza di enti espressione della Pubblica Amministrazione e del sistema della Autonomie
locali nella progettualità di Servizio Civile Nazionale va inserita nell’ambito più generale della
sussidiarietà fra soggetti pubblici, senza scopo di lucro e privati che viene regolata dall’art. 118,
comma 4 della Costituzione Italiana.
All’interno di un unico processo che impegna gli enti accreditati nella relazione con i giovani,
si ritiene opportuno distinguere e qualificare le seguenti fasi che concorrono ad instaurare un
efficace rapporto tra il giovane e l’ente:
1. La comunicazione
Fondamentale nel rapporto tra enti di Servizio Civile e giovani, per essere efficace deve tener conto
della cultura e dei linguaggi dei destinatari, ma deve soprattutto essere coerente, coordinata e chiara
rispettando lo spirito ed i valori del Servizio Civile.
Le singole organizzazioni concorrono, con il coordinamento e supporto dell’Ufficio regionale, alla
creazione di un sistema integrato di comunicazione in cui si affiancano:
- comunicazione di “sistema”
- sostegno della creatività e l’originalità con cui le singole organizzazioni valorizzano le
specificità organizzative e progettuali.
Fermo restando che l’invito all’uso di strumenti operativi specifici non potrà mai esaurire le
possibili combinazioni collegate alla complessità organizzativa di ogni singolo ente, che resta libero
di adottare le misure più idonee al pieno rispetto delle disposizioni sull’accreditamento, si ritiene di
individuare quale strumento privilegiato per la comunicazione il sito internet ufficiale dell’Ente, che
dovrà essere adeguatamente implementato e aggiornato.
L’attività di promozione e di sensibilizzazione potrà essere esperita mediante partecipazione diretta
dei giovani volontari prevedendo nel progetto un monte ore per tale finalità. Ciò contribuirebbe a
collegare il progetto stesso alla comunità locale dove i volontari del SCN prestano servizio,
portando alla luce (tramite la loro testimonianza diretta) le positive ricadute del progetto nel
contesto in cui esso interviene. Potranno altresì fornire informazioni generali sul Servizio Civile
Nazionale, grazie alle conoscenze acquisite durante la formazione generale
La promozione delle iniziativa nell’ambito dell’intero contesto territoriale, anche mediante incontri
a tema, è di fondamentale importanza affinché attraverso il progetto e le altre iniziative territoriali
ad esso collegate, si incida concretamente sul cambiamento culturale di abitudini e modi di fare
consolidati nel tempo.
In tale prospettiva già con il D.A. n. 326/S5 del 21 febbraio 2008 “Promozione del Servizio Civile
in Sicilia. Programmazione della spesa per lo svolgimento delle attività di formazione e
d’informazione da realizzare nell'anno 2008” è stato approvato il documento di programmazione
delle attività di formazione e informazione nell’ambito del servizio civile per il triennio 2008/2010,
con l’intento di attuare una strategia complessiva volta a promuovere e valorizzare il servizio civile
come percorso di cittadinanza attiva e di crescita umana, civile e sociale per i giovani del territorio
della Regione Sicilia. Il raggiungimento di tale finalità è stato collegato alla realizzazione delle
seguenti iniziative:
- Piano di comunicazione istituzionale
- Partecipazione mediante patrocini a iniziative meritevoli di sostengo in quanto miranti alla
promozione del sistema di servizio civile in regione
- Campagna di sensibilizzazione ed informazione sul servizio civile.
- Conferenza regionale sul servizio civile.
- Workshop itineranti nelle nove province siciliane.
- Assemblea annuale dei giovani volontari in servizio civile
- Produzione di materiale informativo da distribuire nel corso delle iniziative di cui ai
precedenti punti.
Nell’ambito delle iniziative collegate all’informazione sul servizio civile si ritiene prioritario
sperimentare forme di programmazione partecipata che coinvolgano in modo paritario tutti gli attori
coinvolti nel S.C.N. in particolare attivando un percorso di avvicinamento dei giovani in servizio
attraverso il coinvolgimento degli stessi nelle iniziative di sensibilizzazione. In tal senso trasversale
alla promozione del servizio civile va considerato il supporto alle azioni di rappresentanza e
partecipazione diretta dei giovani.
2. La progettazione
Gli enti accreditati elaborano progetti di utilità sociale per rispondere alla mission del Servizio
Civile promuovendo una cultura di pace con una prospettiva etica in grado di progettare la
convivenza e di costruire percorsi per l’arricchimento sociale, modi positivi per interagire, momenti
importanti da condividere che hanno le capacità di innescare dinamiche di gruppo e di motivare
ciascuno nella propria attività.
Il progetto deve combinare, con coerenza e originalità, valori di riferimento dell’organizzazione e
del Servizio Civile, destinatari, risultati, attività, responsabilità e risorse; in tal senso non si ritiene
confacente l’ipotesi di progetti di sola partecipazione.
Alla definizione degli obiettivi più generali deve seguire l’individuazione e la formulazione di
obiettivi specifici che dovranno conciliare le diverse esigenze dell’organizzazione, dei giovani e
della collettività.
Il coinvolgimento dei giovani va perseguito già come elemento del progetto di scn. I vantaggi
dell'ente utilizzatore per la sua attività non solo vanno trascurati, ma collocati in un ordine di
priorità successivo, come benefici collaterali di un valido impegno del giovane volontario in
servizio civile.
Nel presentare il progetto ai giovani è importante che l’organizzazione mostri ciò che è e ciò che
desidera raggiungere con la realizzazione del progetto.
I progetti debbono essere caratterizzati dalla originalità, dalla innovazione, con un impatto sociale
rilevante e con significativa ricaduta sui fruitori. In tal senso la mancata realizzazione dell’obiettivo
o il parziale raggiungimento di essi deve essere rilevato e divenire oggetto di approfondimento.
3. L’avvicinamento
A valle delle attività di divulgazione e promozione è opportuno che l’ente di Servizio Civile elabori
una strategia di informazione e di orientamento al giovane.
Dopo un primo contatto, le attività di avvicinamento prevedono l’instaurarsi di una relazione diretta
tra l’ente e i giovani interessati allo specifico progetto, durante la quale l’organizzazione invita il
giovane presso la propria sede ed avvia un percorso di reciproca conoscenza compatibile con i
tempi dei bandi.
L’informazione deve essere approfondita e rispondere alle specifiche richieste di conoscenza che il
giovane rivolge in merito all’organizzazione e al progetto, ma anche alla necessità dell’ente di
saperne di più del candidato che ha di fronte.
In questa fase l’ente orienta il giovane a compiere una scelta coerente con le proprie risorse e i
propri futuri progetti di vita.
4. La selezione
Riguarda le attività messe in atto per individuare i soggetti “più adatti” al contesto strutturale e
valoriale dell’ente e “più idonei” a svolgere i compiti previsti dal progetto.
L’ente si predispone alla selezione con un profilo desiderato, ma adottando, nel confronto con i
candidati, un atteggiamento di apertura e di valorizzazione dei profili più prossimi a quello
tracciato. Ciò richiede che per ciascun candidato, in occasione del colloquio, sia valutata la
possibilità di superare durante il progetto le “distanze” tra il candidato ideale e quello reale, tenendo
presente l’esigenza di riconoscere le potenzialità, le attitudini e le capacità dei singoli, di
valorizzarle e di renderle “spendibili” .
Il punto di incontro può essere trovato agendo sia sull’operatività del progetto utilizzando i margini
di flessibilità, sia sulle attività di accompagnamento che possono far crescere motivazioni e capacità
operative.
Presupposto essenziale per arrivare alle selezioni è la conoscenza da parte del candidato del
progetto in ogni sua parte, altrettanto indispensabile è la conoscenza, almeno di base, della materia
specifica del progetto.
Tra le cause di abbandono infatti vanno annoverate la facilità, l’ingenuità, la superficialità e la
scarsa condivisione con cui i candidati si avvicinano al progetto.
Correttezza, chiarezza, imparzialità, trasparenza debbono essere gli elementi caratterizzanti le
selezioni, in tal senso il luogo, la data e le sedi, gli argomenti oggetto del colloquio, debbono essere
comunicati con largo margine di anticipo sul sito degli enti accreditati.
5. L’accoglienza
L’ente deve creare le condizioni di un incontro funzionale allo svolgimento del progetto tra ente e
giovani con azioni volte a facilitare l’inserimento dei giovani nella vita dell’organizzazione che
propone il progetto.
Per giungere ad un’intesa soddisfacente l’operatore locale di progetto è impegnato a raggiungere
l'equilibrio tra le aspettative e le risorse della propria organizzazione e quelle dei giovani
Il risultato atteso dal periodo di accoglienza è l’apertura all’altro, la testimonianza di una stima
reciproca come premessa di solidità del percorso progettuale.
I volontari in servizio civile nazionale debbono avere la possibilità di integrarsi pienamente con le
risorse umane dell’ente vivendo una esperienza nuova ed integrandosi con il gruppo con pari dignità
e dando ognuno il proprio apporto intellettuale e materiale a favore della collettività. A conclusione
della fase di accoglienza sarà così possibile predisporre i successivi passaggi operativi più
rispondenti alle aspettative del team di progetto. Una comunicazione circolare, pertanto, è attiva
perché la conoscenza e il confronto facciano superare i momenti critici.
Il primo giorno di avviamento al servizio dei volontari è opportuno che tutte le figure dell'ente
impegnate nel servizio civile siano presenti. Vengono ricordati i diritti e i doveri di ognuno e,
firmati i contratti, i volontari in S.C.N. vengono affidati ai rispettivi OLP che li “accompagnano”
nelle sedi accreditate. L’O.L.P. affianca costantemente i volontari trasferendo le proprie
competenze ai volontari fino a renderli autonomi nella esecuzione dei loro compiti.
Il flusso continuo di comunicazione fa sì che si instauri tra i volontari e l’ente un rapporto di
reciproca fiducia.
6. L’attuazione
L’attuazione avverrà mediante l’articolazione del progetto in piani di servizio ovvero, una base
tangibile dell’esperienza che giorno per giorno si sviluppa. La progressiva realizzazione del
progetto è il primo elemento cui dare visibilità perché i giovani rimangano ancorati ad una
motivazione solida e soddisfacente.
Un progetto che si articola per un anno può avere andamenti discontinui: alla gestione quotidiana
delle attività, che evolve nell’ambito di una programmazione concordata, si alternano momenti di
gestione degli imprevisti. L’Operatore locale di progetto deve essere attento a prevenire e
fronteggiare eventuali difficoltà, per non compromettere la tenuta del progetto e assicurare la
costruzione di un risultato finale che sia aderente a quanto dichiarato nel progetto approvato.
E’ importante strutturare l’esperienza quotidiana in piani di attività, anche semplici, con cadenze
temporali vicine o più estese a seconda dei passaggi progettuali, affinché le attività si rendano
compatibili oltre alle esigenze progettuali anche a quelle del volontario. La programmazione delle
attività, così come un’eventuale rettifica, deve prevedere il coinvolgimento dei giovani. Queste
occasioni di confronto tra Operatore locale di progetto e giovani possono coincidere con gli
appuntamenti di monitoraggio.
Il progetto, comunque, va sempre monitorato con incontri con i volontari e con visite periodiche
nelle strutture accreditate da parte del personale dell’ente e del tutor (se previsto) dei volontari della
sede accreditata.
7. La formazione dei giovani
La valenza formativa dell’esperienza è obiettivo prioritario del Servizio civile indipendentemente
dalle caratteristiche specifiche del progetto e dagli ambiti in cui questo viene realizzato.
La partecipazione del giovane al progetto è strettamente connessa con un percorso formativo che si
realizza attraverso modalità e momenti diversi come disposti dalla normativa. Si tratta di un
percorso di formazione civica, culturale e professionale, di esperienza, di solidarietà, di attività di
cooperazione, di salvaguardia del patrimonio nazionale. Agli incontri di formazione generale, che
consentono ai giovani di approfondire le tematiche proprie della cittadinanza attiva e della
solidarietà, seguono i momenti di formazione specifica dedicati ai contenuti più tecnici dell’idea
progettuale e la formazione pratica, basata sull’apprendere facendo ciò che l’Operatore locale
propone durante l’intero arco dell’anno.
Il progetto deve esplicitare ai giovani in modo chiaro e convincente il percorso formativo che
intende offrire, descrivendo queste tre diverse situazioni formative nelle loro finalità e modalità di
svolgimento e collegandole tra loro.
In merito alla formazione specifica che i volontari ricevono dall’ente attuatore dei progetti si ritiene
che vada fornita da personale qualificato in relazione alla specificità del progetto e prevalentemente
attraverso il metodo della formazione d’aula. Poiché tale è progettata per essere tradotta e
sperimentata dal giovane negli impegni quotidiani è auspicabile che in corso d’anno il ciclo di
incontri venga implementato per rispondere alle esigenze formative espresse dal singolo giovane.
8. La formazione degli operatori
Tra i principi fondanti del servizio civile vi è il diritto dei giovani volontari a lavorare in
affiancamento a persone più esperte in grado di guidarli ed insegnare loro facendo insieme nonché
di disporre di momenti di formazione, verifica e discussione del progetto proposti in modo chiaro
ed attuati con coerenza. Il tema della formazione è cruciale nella realizzazione e conduzione dei
progetti e la qualificazione delle figure è elemento che sia nel rapporto con i giovani che nella
valenza formativa del servizio civile, senza un sistema di enti ben qualificati ad accogliere i giovani
e a valorizzarli si corre infatti il rischio di deluderne le aspettative.
Si considera pertanto prioritario l’avvio di percorsi di formazione/sensibilizzazione al fine di
elevare la qualità professionale delle diverse figure che operano per la gestione e lo sviluppo del
servizio civile, con particolare riferimento agli operatori locali di progetto, ai formatori ma anche
alle figure di SCN attualmente “non coperte” dalla formazione strutturata dell’UNSC, al fine di
sviluppare un modello culturale di SCN autonomo, condiviso , partecipato e diffuso fondato sulla
centralità del percorso educativo proposto ai giovani.
9. Il monitoraggio
E' uno strumento a supporto della tenuta del progetto rispetto alle finalità originarie, agli obiettivi
intermedi e al rapporto con i giovani.
Si articola in una serie di occasioni di confronto tra le parti sull’andamento del progetto e sulla
reciproca soddisfazione in merito alla qualità dei risultati individuali e collettivi raggiunti. OLP e
responsabile del monitoraggio affiancano il giovane nella comprensione dell’apporto dato, dei
compiti svolti, delle conoscenze e delle abilità dimostrate, ed in generale del percorso di crescita
individuale e professionale.
La verifica della rispondenza dell’impiego di ciascun singolo giovane con le attività riportate nel
piano delle attività e tra queste e gli obiettivi progettuali è il presupposto per scongiurare l’ipotesi
di un diverso “utilizzo” del giovane rispetto alle finalità progettuali e per l’adozione delle
necessarie azioni correttive.
Ciascun progetto di servizio civile contiene già “il dettaglio delle attività di monitoraggio e dei
metodi di verifica interna del progetto e dei suoi risultati, in relazione sia agli obiettivi dichiarati,
che al miglioramento delle conoscenze e delle capacità che deve essere assicurato ai volontari”. In
tal modo si affida di fatto, agli stessi enti, la verifica delle corretta attuazione dei progetti di
servizio civile: un vero e proprio auto-monitoraggio.
Si ritiene necessario che l’ente sia lasciato meno solo nel corso delle attività di monitoraggio
attraverso la predisposizione “di meccanismi di accompagnamento che supportino, con la ricerca, la
sperimentazione e lo studio di buone pratiche, la crescita del sistema”.
Il monitoraggio dovrà rispondere a criteri fissati preventivamente ed essere impostato secondo
precisi standard quantitativi e qualitativi. Negli appuntamenti di monitoraggio le parti, muovendo
dai piani delle attività realizzati nel periodo esaminato, rivedono in modo puntuale le attività svolte,
per verificarne la tenuta, soppesarne il valore, concordare la futura programmazione.
Il monitoraggio è un valido sistema per misurare il livello di inserimento del volontario in SCN nel
progetto, nei gruppi di lavoro, nelle relazioni con risorse umane dell’ente e gli utenti, per sentire
l’opinione dei volontari in SCN anche sul raggiungimento degli obiettivi rivolti sia alla struttura
accreditata che agli stessi volontari in SCN.
E’ necessario che il monitoraggio, che consente di intervenire per correggere o sanare gap,
disservizi, zone d’ombra, venga realizzato da soggetti che abbiamo chiaro il sistema servizio civile
in Sicilia e che non siano solo in possesso dei dati complessivi degli enti.
10. Il bilancio dell’esperienza di Servizio Civile
La partecipazione ad un progetto di Servizio civile è un’importante occasione di formazione per i
giovani. Oltre ad assicurarsi una minima autonomia economica, con l’esperienza di Servizio Civile
Nazionale, i giovani vogliono ampliare i propri orizzonti, fare una importante esperienza di
cittadinanza attiva, esperienza dalla quale possa scaturisce un arricchimento professionale oltre che
umano. L’intento è di riconoscere al giovane alcune abilità di cui dispone. Per riconoscerne, anche
formalmente, il valore, si auspica che al termine dell’esperienza l’ente titolare del progetto rilasci un
Bilancio di esperienza.
Il documento che si propone va articolato in tre parti:
- nella prima sono riportati i dati dell’ente, del giovane e del progetto;
- nella seconda è proposta una sintesi dei risultati conseguiti dal progetto e la soddisfazione
dell’ente nei confronti della partecipazione del giovane;
- nella terza sono indicate alcune competenze, tecniche o trasversali, che il giovane ha
sviluppato con maggior profitto nell’arco dell’esperienza.
Per gli enti il bilancio d’esperienza comporta indubbiamente un impegno aggiuntivo. Ma si tratta di
un impegno importante e produttivo non solo dal punto di vista della corretta impostazione del
progetto, ma anche perché rende più appetibile l’esperienza
11. La Valutazione
Poiché il servizio civile si attua esclusivamente attraverso progetti, è evidente che la valutazione dei
progetti comporta contestualmente una valutazione dell’esperienza complessiva del servizio civile.
L’effettiva corrispondenza delle diverse attività in cui si sostanzia oggi il servizio civile con il
dovere di difesa della patria nel suo duplice significato di formazione alla cittadinanza attiva e di
utilità sociale, comporta che la valutazione dovrà essere guidata da entrambi i parametri e dirigersi
ad entrambi gli aspetti. Essa, quindi, dovrà, da una parte, concernere la verifica del corretto
svolgimento e dell’utilità effettiva dei progetti di servizio civile rendendo conto delle risorse messe
a disposizione dalla collettività e valutando il rapporto tra costi e benefici impliciti ed espliciti
collegati alle attività dei volontari e, dall’altra, riguardare una valutazione della “crescita formativa”
stimando gli effetti che il periodo di servizio produce sui giovani impegnati in tale esperienza sia
dal punto di vista della crescita umana, formativa e professionale sia con riferimento al livello di
partecipazione alla vita associativa e al livello di consapevolezza civica sviluppato dai giovani
volontari.
Un rinnovato sistema di valutazione, che tenga conto in modo equilibrato sia degli aspetti formativi
ed educativi del giovane sia dell’impatto concreto dei progetti sulla società civile, è la condizione
imprescindibile affinché tale esperienza possa costituire un fermento nella società dei valori civili e
sociali di solidarietà, di cittadinanza e di pace.
CRITERI AGGIUNTIVI DI VALUTAZIONE
VOCE SCHEDA
PROGETTO INDICATORE REGIONALE Punteggio Range Punteggio
massimo
6
Descrizione del contesto
territoriale e/o settoriale
entro il quale si realizza il
progetto con riferimento
a situazioni definite
rappresentate mediante
indicatori misurabili
Descrizione del contesto centrata sulla realtà locale in cui si
interviene 1
Descrizione della rete informale con cui si collabora per
realizzare il progetto e del relativo ruolo all'interno dello
specifico progetto
1
0-2 2
7 Obiettivi del progetto
Esplicitazione dello specifico obiettivo della dimensione
della crescita personale del giovane e alla sua valorizzazione
intesa in termini non professionali.
2
Progetti mirati a favorire la partecipazione al sc da parte di
giovani con minori opportunità (bassa scolarizzazione; minori
opportunità socio-culturali; disabilità compatibili con le
attività previste dal progetto; reinserimento post-affido ai
Servizi Sociali; migranti di seconda generazione con
cittadinanza italiana) e connessione box 18
2
0-4 4
8
Descrizione del progetto
e della tipologia dell’intervento
che definisca dal
punto di vista sia qualitativo
che quantitativo le
modalità di impiego delle
risorse umane con
particolare riferimento al
ruolo dei volontari di
servizio civile
Previsione di specifiche attività legate all’obiettivo della
crescita personale del giovane (momenti di incontro, gruppi di
riflessione, occasioni di socializzazione dell’esperienza e
attività congiunte tra i giovani del S.C. nel medesimo progetto
o di più progetti, nonché tra gli stessi e il territorio quale
momento integrante del progetto e di crescita dei giovani)
2
Previsione di attività legate all’obiettivo della partecipazione
al S.C. da parte di giovani con minori opportunità 2
0-4 4
17 Attività di promozione e
sensibilizzazione
Previsione di un piano articolato di promozione e
sensibilizzazione con la specifica delle attività ex ante, in
itinere ed ex post coerenti con la specificità del progetto e con
il coinvolgimento attivo dei giovani volontari
1 0-1 1
39 Tecniche e metodologie
di realizzazione previste
Sviluppo della formazione tramite tecniche e metodologie
attive che favoriscano la partecipazione dei giovani 1 0-1 1
40 Contenuti della formazione
Descrizione dei moduli formativi tramite l’uso di voci
standardizzate in grado di rendere chiara, comprensibile e
completa la proposta formativa indirizzata ai giovani 1 0-1 1
43 Bilancio di esperienza
Previsione di un bilancio dell’esperienza che supporti il
giovane in scn nell’analisi critica del percorso di servizio
civile volto a identificare le potenzialità individuali e
competenze acquisite
2 0-2 2
44 Valutazione degli esiti Valutazione degli esiti del progetto di S.C.N. e ricaduta sulla
comunità locale 3 0-3 3
ALLEGATO 2
NOTA TECNICA ESPLICATIVA DEI CRITERI CON I QUALI VENGONO ATTRIBUITI I
PUNTEGGI REGIONALI AGGIUNTIVI PER I PROGETTI DI SERVIZIO CIVILE
NAZIONALE PRESENTATI IN AMBITO REGIONALE
Voce scheda progetto 6) Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale
Descrizione del contesto centrata sulla realtà locale
Razionale Regionale: si tende a valorizzare i progetti che siano il più possibile “situati” nella realtà
locale sulla quale intendono intervenire, indicando in modo circoscritto le specifiche zone o
quartieri di intervento e le condizioni delle stesse in termini di risorse e fabbisogni.
Punteggio attribuibile : 1
Descrizione della rete informale con cui si collabora per realizzare il progetto e del relativo ruolo
all'interno dello specifico progetto
Razionale regionale: si tende a valorizzare l’intervento di rete, non solo “sulla carta” ma attraverso
il continuo collegamento del progetto con l’intervento dei partner informali.
Punteggio attribuibile: 1
Voce scheda progetto 7) Obiettivi del progetto
Esplicitazione dello specifico obiettivo della dimensione della crescita personale del giovane e alla
sua valorizzazione intesa in termini non professionali
Razionale Regionale: si valorizzano i progetti che, in coerenza con l’analisi completa e attendibile
delle voci 6,7 e 8 della scheda progetto, prevedano finalità legate al servizio civile quale occasione
di crescita e valorizzazione della persona con riferimento al mondo giovanile, per il raggiungimento
di più alti livelli di coscienza civica.
Dovrà essere evidenziato in maniera chiara e precisa un/degli obiettivo/i specifici che abbia/no le
finalità indicate nel razionale suindicato e finalizzato/i ai giovani in s.c.
Punteggio attribuibile: 2
Progetti mirati a favorire la partecipazione al sc da parte di giovani con minori opportunità (bassa
scolarizzazione; minori opportunità socio-culturali; disabilità compatibili con le attività previste
dal progetto; reinserimento post-affido ai Servizi Sociali; migranti di seconda generazione con
cittadinanza italiana) e connessione box 18
Razionale regionale: si valorizzano i progetti che, in coerenza con l’analisi completa e attendibile
delle voci 6,7 e 8 della scheda progetto, si pongano obiettivi di pari opportunità che per propria
natura e per modalità di svolgimento favoriscano l’accesso al servizio civile ai giovani di bassa
scolarità e/o a rischio di esclusione sociale e a giovani in condizione di disabilità.
Punteggio attribuibile: 2
Voce scheda progetto 8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento
Previsione di specifiche attività legate all’obiettivo della crescita personale del giovane (momenti
di incontro, gruppi di riflessione, occasioni di socializzazione dell’esperienza e attività congiunte
tra i giovani del servizio civile nel medesimo progetto o di più progetti, nonché tra gli stessi e il
territorio quale momento integrante del progetto e di crescita per i giovani
Razionale regionale: si valorizzano i progetti che, in coerenza con l’analisi completa e attendibile
delle voci 6,7 e 8 della scheda progetto, si caratterizzano per l’offerta ai giovani di un’esperienza di
gruppo articolata in maniera organica nei progetti, in continuità con quanto indicato nelle linee
guida sulla formazione generale dei giovani. Si intende, inoltre, valorizzare la dimensione di gruppo
nel corso dell’esperienza di servizio civile, non limitandosi ai momenti della formazione, ma
prevedendo occasioni e opportunità di incontro tra i giovani del servizio civile, forme di
cooperazione tra giovani interne al servizio e la loro partecipazione ad attività di equipe degli
operatori dell’ente. L'attenzione alle relazioni con gli altri può così diventare un valore aggiunto sia
per il percorso di crescita dei giovani, sia per le attività del progetto
Tale obiettivo deve essere contestualizzato nel progetto attraverso la presentazione di una scheda,
allegata al progetto, che descriva dettagliatamente le attività connesse di momenti d'incontro, gruppi
di riflessione, occasioni di socializzazione dell’esperienza e attività congiunte tra i giovani del
servizio civile del medesimo progetto o di più progetti, nonché tra gli stessi e il territorio, quale
momento integrante del progetto e di crescita dei giovani. Momenti inseriti organicamente nel
progetto in un’ottica di favorire l’esperienza di gruppo e la crescita del giovane.
Punteggio attribuibile: 2
Previsione di attività legate all’obiettivo della partecipazione al sc da parte di giovani con minori
opportunità
Razionale regionale: si valorizzano i progetti che, in coerenza con l’analisi completa e attendibile
delle voci 6,7 e 8 della scheda progetto, definiscano azioni che per propria natura e per modalità di
svolgimento favoriscano l’accesso al servizio civile ai giovani di bassa scolarità e/o a rischio di
esclusione sociale e a giovani in condizione di disabilità.
Punteggio attribuibile:2
Voce scheda progetto _17_) Attività di promozione e sensibilizzazione
Previsione di un piano articolato di promozione e sensibilizzazione con la specifica delle attività ex
ante, in itinere e ex post coerenti con la specificità del progetto e con il coinvolgimento attivo dei
giovani volontari
Razionale regionale: si valorizzano i progetti che, nel rispetto delle linee guida regionali, prevedano
e descrivano le specifiche modalità di realizzazione di articolate campagne di diffusione
dell’iniziativa progettuale con il coinvolgimento diretto dei giovani volontari allo scopo di collegare
il progetto alla comunità locale dove i volontari del SCN operano portando alla luce, tramite la loro
testimonianza diretta, le positive ricadute del progetto nel contesto in cui si interviene.
Punteggio attribuibile: 1
Voce scheda progetto _39_) Tecniche e metodologie di realizzazione previste
Sviluppo della formazione tramite tecniche e metodologie attive che favoriscano la partecipazione
dei giovani
Razionale regionale: la formazione specifica rappresenta il cuore dell’attività che il volontario andrà
a svolgere. Inoltre l’acquisizione di nuove conoscenze ed esperienze è parte integrante del percorso
stesso. Si tendono a valorizzare i progetti che sperimenteranno tecniche e metodologie attive volte a
favorire la partecipazione dei giovani all’interno dei singoli moduli formativi.
Punteggio attribuibile: 1
Voce scheda progetto _40_) Contenuti della formazione
Descrizione dei moduli formativi tramite l’uso di voci standardizzate in grado di rendere chiara,
comprensibile e completa la proposta formativa indirizzata ai giovani
Razionale regionale: la formazione specifica rappresenta il cuore dell’attività che il volontario andrà
a svolgere. Inoltre l’acquisizione di nuove conoscenze ed esperienze è parte integrante del percorso
stesso. Si tendono a valorizzare i progetti che valorizzeranno la formazione specifica secondo i
seguenti indicatori di qualità:
1. i moduli della formazione specifica,
2. i contenuti del modulo,
3. il nominativo del formatore specifico per singolo contenuto (già indicato alle voci 38 e 39),
4. il numero di ore,
5. la metodologia di insegnamento utilizzata all’interno del singolo modulo.
Punteggio attribuibile: 1
Voce scheda progetto _43_) Bilancio di esperienza
Previsione di un bilancio dell’esperienza che supporti il giovane in scn nell’analisi critica del
percorso di servizio civile volto a identificare le potenzialità individuali e competenze acquisite
Razionale regionale: è valorizzata l’attuazione di un bilancio delle esperienze individuale per ogni
giovane in s.c.. La finalità è aiutare il giovane a costruire un progetto personale partendo dai
cambiamenti prodotti dall’anno di esperienza nel servizio civile.
E’ necessario indicare il nominativo della persona che avrà cura di svolgere questa attività,
specificando il rapporto che ha con l’Ente, e di una breve indicazione delle motivazioni rispetto alle
quali è stata attuata questa scelta.
Il bilancio di esperienza andrà predisposto secondo la scheda allegata al presente documento.
Punteggio attribuibile: 2
Voce scheda progetto 44) Valutazione degli esiti
Valutazione degli esiti del progetto in SCN e ricaduta nella comunità locale
Razionale regionale: si intendono valorizzare quei progetti che individuino ex ante le modalità e gli
strumenti per valutare gli esiti complessivi del progetto in termini di valutazione del rapporto tra
costi e benefici impliciti ed espliciti collegati alle attività dei volontari con riferimento ai volontari,
all’ente e alla collettività e per rendere pubblici i risultati.
Punteggio attribuibile: 3
SCHEDA BILANCIO D’ESPERIENZA
Progetto di Servizio Civile Nazionale
“titolo progetto___________________________________________________________________”
GLI ATTORI
In questo spazio vanno riportati i dati riguardanti l’ente, il giovane, il titolo e il periodo di svolgimento del
progetto di Servizio civile.
Esempio
Il/la giovane ………………, residente in ……………………, nel periodo dal …. al …., ha partecipato presso
ente…………., in via ……………… a ………………, al progetto di Servizio Civile (titolo……………………….)
IL PROGETTO
L’obiettivo è fornire una descrizione sintetica del progetto illustrando:
- i principali risultati conseguiti,
- le ricadute positive che la realizzazione del progetto ha avuto per i destinatari, per l’organizzazione e/o per
il territorio,
- la soddisfazione dell’ente in merito alla realizzazione del progetto (livello di qualità raggiunto, e/o
innovazione, e/o nuove prospettive di sviluppo, …),
·il comportamento tenuto dal giovane nell’arco del periodo considerato e le principali abilità mostrate durante
lo svolgimento del progetto.
Si potrà così comprendere cosa è stato fatto, quali sono gli aspetti più apprezzati dall’ente, quale è stato il
contributo dato dal giovane.
Esempio:
Il progetto ha permesso di conseguire i seguenti risultati ……………………………...
L’organizzazione si dichiara soddisfatta (o abbastanza o molto soddisfatta) dei risultati conseguiti, in
particolare in riferimento a ………………., e alle nuove prospettive aperte nel settore …………………….
Nel corso del progetto il/la giovane si è inserito con facilità e serenità nel contesto organizzativo, mostrando
buone capacità relazionali e una giusta curiosità. Ha assunto con puntualità le proprie responsabilità e le
buone conoscenze informatiche gli hanno permesso di dare un importante contributo alla costruzione dei
risultati del progetto.
LA FORMAZIONE
In questa parte viene attestato il percorso formativo svolto dal giovane. E’ possibile scegliere una formula più
sintetica che descrive il monte ore complessivo e i principali contenuti formativi. Oppure presentare in
maniera più dettagliata una parte della proposta formativa e gli eventuali attestati conseguiti dal giovane al
termine dell’esperienza.
Alla presentazione dell’offerta formativa generale e specifica è importante aggiungere una rosa di competenze
che il giovane ha sviluppato nell’arco dell’esperienza di Servizio civile. La finalità è quella di riconoscere ciò
che il giovane ha svolto nel miglior modo all’interno del contesto ospitante. Non è necessario quindi stendere
un elenco di conoscenze e abilità, ma evidenziare quelle tre o quattro competenze reali che ne hanno
contraddistinto l’operato.
Esempio:
A fronte degli impegni assegnati nell’arco del progetto il giovane ha dimostrato:
· una conoscenza approfondita dei programmi informatici e una buona capacità tecnico -operativa
nell’implementazione del nuovo software funzionale al progetto,
· buone capacità di metodo e autonomia nel lavoro e allo stesso tempo abilità relazionali nel formare il
personale all’uso del nuovo programma,
· atteggiamenti positivi rispetto alla vita dell’ente e buone capacità di intervenire in una logica di
problem solving.
Firma del responsabile della stesura del Bilancio di esperienza.
(In allegato vanno specificate le competenze del responsabile della stesura del Bilancio di
esperienza con la specifica del rapporto che questi intrattiene con l’Ente e con una breve
indicazione delle motivazioni rispetto alle quali è stata attuata tale scelta).
ALLEGATO 3
IMPEGNO AL RISPETTO DELLE LINEE GUIDA PER LO SVILUPPO DEL SISTEMA
REGIONALE DEL SERVIZIO CIVILE IN SICILIA
Per valorizzare le finalità generali e la cultura del Servizio Civile consentendo ai giovani una
positiva espressione della cittadinanza attiva e il potenziamento di competenze personali e
professionali (l'ente: specificare) ...................................... , fa propri i contenuti del documento
predisposto dall’Ufficio regionale e si impegna a promuovere e realizzare progetti di Servizio Civile
in coerenza con le indicazioni e gli strumenti metodologici ed operativi in esso contenuti. Si
impegna inoltre ad attuarlo e ad arricchirlo con le proprie specificità di mission, di contesto e di
modalità organizzative.
Per concorrere alla costruzione del Sistema regionale del Servizio civile teso al
miglioramento continuo delle esperienze (l’ ente: specificare) ………..….……………, si impegna a:
· partecipare ai tavoli tematici su tematiche specifiche, nonché alle iniziative formative e di
sensibilizzazione degli operatori in SCN promossi dall’Ufficio Regionale,
· concorrere a momenti di confronto con l’Ufficio e altri soggetti per lo scambio di buone
prassi e l’adozione di prassi condivise.
Consapevole di concorrere alla realizzazione del sistema regionale del Servizio Civile, (l’
ente: specificare) ………..….……………, si impegna, con riferimento al progetto (specificare il
titolo progetto)_______________, a :
- seguire le indicazioni di natura generale riferite alla comunicazione, alla progettazione, alla
selezione dei giovani , all’attuazione del progetto e alla formazione dei giovani, partecipando
con spirito di leale collaborazione alle iniziative proposte dall’Ufficio regionale;
- adottare le seguenti attività di avvicinamento per consentire al giovane una scelta coerente con
le proprie risorse e i propri futuri progetti di vita; (descrizione iniziative, modalità di
realizzazione, risorse umane e strumentali
impiegate)___________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
- adottare le seguenti attività di accoglienza per favorire l’inserimento del giovane
nell’organizzazione in modo efficace e coerente con il suo ruolo; (descrizione iniziative,
modalità di realizzazione, risorse umane e strumentali
impiegate)___________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
___________________________________________________________________________
- adottare le procedure di monitoraggio proposte dall’Ufficio regionale;
- predisporre, al termine del progetto, un bilancio d’esperienza da consegnare a ciascun
giovane, nel quale vengano riportate abilità e competenze maturate.
luogo, e data------------
Il responsabile legale dell’ente

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