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ANNIVERSARIO NASCITA GIOVANNI MELI: L'FNS RILANCIA L'APPELLO PER LA SALVAGUARDIA DELLA LINGUA SICILIANA
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07/03/2010 - Ricorre il 270° anniversario della nascita (avvenuta a Palermo il 6 marzo 1740) di Giovanni MELI, che è considerato il più grande Poeta in lingua siciliana di ogni tempo.
Alcune sue composizioni poetiche furono tradotte in italiano da Ugo FOSCOLO e altre in tedesco da Wolfgang GOETHE. Ai nostri giorni, il MELI è stato tradotto in lingua inglese, fra gli altri, dal Professor Gaetano CIPOLLA, docente della Saint John University di New York. Il Prof. Cipolla è, altresì, Presidente dell'Associazione Culturale "ARBA SICULA", che ha la caratteristica di essere bilingue; usa, infatti, la lingua siciliana e quella inglese.
Il MELI, abate, medico, docente dell'Università di Palermo, visse a lungo e sarebbe morto a Palermo il 6 marzo 1815, nel Palazzo NAPOLI-CAVARRETTA, in via Maqueda 331. Sarebbe bene che il dotto Abate fosse meglio ricordato, sia per l'immenso patrimonio culturale e linguistico costituito dalle sue numerose opere in perfetta lingua siciliana, sia per la difesa che il MELI fece del SICULO IDIOMA, fondando anche un'apposita Accademia.
Nel nome di Giovanni MELI si potrebbe e si dovrebbe riaprire la specifica battaglia politica e culturale per la conoscenza, per la difesa, per la salvaguardia e per la diffusione della LINGUA SICILIANA, oggi minacciata, - non a caso, - di estinzione.
Va anche ricordato che, all'interno delle famiglie e nel "privato", la lingua siciliana sia ancora viva e parlata dalla maggioranza dei Siciliani. E che i Poeti della Sicilia continuano a preferire il Siciliano, nel solco di una tradizione mai interrotta.
I Poeti, però, da soli non possono evitare che, in una Sicilia dominata dall'ASCARISMO culturale e politico (e dagli uomini e dai Partiti che qui lo rappresentano) sia in corso una grande manovra per cancellare l'IDENTITA' SICILIANA. Anzi, le testimonianze viventi della LINGUA SICILIANA sono altrettanti MOTIVI per affilare le armi dell'ANTI-SICILIANISMO e per tentare di cancellare la Lingua Siciliana, piuttosto che farne conoscere il VALORE. Anche come patrimonio culturale dell'Umanità.
L'FNS, nell'anniversario della nascita di Giovanni Meli, che tale pericolo aveva intuito e denunziato, rivolge un accorato appello all'opinione pubblica siciliana, a quella europea e a quella internazionale, per la salvaguardia e il rilancio della LINGUA SICILIANA. Un appello, questo, che rivolgiamo anche al Presidente della Regione Siciliana e a tutte le Istituzioni Siciliane.
Non dimentichiamo, infatti, l'ammonimento di un altro grande Poeta Siciliano, Ignazio BUTTITTA, il quale ebbe a scrivere che, quando ad un Popolo gli si toglie la Lingua dei Padri, quel Popolo è perso per sempre. Ed anche "SERVO".
ANTUDU!
Palermo, 6 marzo 2010
GIUSEPPE SCIANO'
Segretario Politico FNS
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