Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

BANCA CARIGE, CASO INGEMI. SINDONI: “CONDOTTA INQUIETANTE, COME SE IL CONTO NON FOSSE VOSTRO”

Capo d'Orlando (Me), 15/04/2010 - In relazione alla vicenda CARIGE il Sindaco Enzo Sindoni ha inoltrato alla direzione della banca, ed all'Abi, una nota che viene di seguito riportata integralmente. Oggetto: Perdurante appropriazione indebita di somme depositate presso la Vs. filiale di Capo d’Orlando. Faccio seguito ai numerosi incontri ed ai colloqui telefonici avuti nelle scorse settimane coi responsabili
dell’agenzia di Capo d’Orlando, paese del quale sono Sindaco, dell’area Sicilia e col direttore generale Alfredo Sanguinetto.
L’argomento è noto: dalla fine di febbraio sono emersi rilevanti ammanchi dai depositi di una cinquantina di Vs. clienti e miei concittadini che legittimamente reclamano di potere tornare in possesso dei loro soldi.
Ometto il racconto dei bisogni acuiti e dei disagi determinatisi per ognuno di loro, ma non lo faccio né per brevità, né per discrezione: lo faccio perché non è necessario avere bisogno di ciò che ci appartiene, per averne la disponibilità.
Ebbene, questo elementare diritto a quasi due mesi dall’accaduto è dal Vs. Istituto negato a chi ha avuto la sola colpa di essersi affidato a Voi ed ai Vostri dipendenti.

A Voi sono stati consegnati soldi dei quali Vi state indebitamente appropriando, perché è una appropriazione indebita la mancata consegna dei propri depositi ad ognuno dei clienti che Ve ne ha fatto sin dallo scorso febbraio richiesta.
Alla Vostra affermazione, prima sussurrata e dopo scritta in una lettera ciclostilata che è ad oggi l’unico sollievo riservato a chi da settimane vive tra rabbia, incertezza e disperazione e vive, che il responsabile di tutto ciò è un Vs. dipendente infedele, non è seguito nulla.

Senza entrare nel merito dell’attività di vigilanza interna della banca nel corso degli anni, e sicuri che l’Autorità Giudiziaria da un lato, e quella di vigilanza bancaria, che per conoscenza legge, dall’altro, accertino responsabilità penali e patrimoniali, Vi diffido a restituire i loro soldi ai Vs. clienti raggirati la cui posizione sia già stata chiarita (almeno tre quarti degli interessati), indicando il termine massimo necessario al completamento dell’esame delle posizioni più complesse.

Capitolo a parte è quello della verifica di regolarità ed autenticità di libretti di risparmio e ricevute di pagamenti per delega, per i quali non avete ad oggi incomprensibilmente avvisato o convocato i Vs. clienti, con una condotta pur legittima ma senz’altro inquietante e come se, consentitemi di citare un detto siciliano “il conto non fosse Vostro”.
Ma non è così, egregi Signori: per Capo d’Orlando e per chi la rappresenta parla la storia e la storia dice che i soprusi e le angherie hanno sempre la nostra reazione.
Pertanto preannunzio che in assenza di tangibile riscontro entro il 29 p.v., costituirò il Comune di Capo d’Orlando parte civile nei procedimenti penali che i mie concittadini hanno avviato od avvieranno per far valere le proprie ragioni e riavere indietro il proprio denaro, con l’obiettivo di avere risarciti i danni diretti ed indiretti che l’accaduto ha determinato e determina all’economia ed all’immagine di Capo d’Orlando.
Vi invito infine, in caso di Vs. mancato concreto riscontro, a considerare bonariamente ed immediatamente l’opportunità di rescindere il contratto di tesoreria comunale tanto per ragioni di opportunità che di giustizia morale nei confronti della Comunità alla quale la Vs. banca non ha fin qui restituito ciò che gli appartiene”.

Ufficio stampa Comune di Capo d’Orlando

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