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PALERMO, 18 mag 2010 (SICILIAE) - Gaetano Armao, assessore ai Beni culturali e all'Identita' della Regione siciliana, e Gaetano Savatteri, giornalista e scrittore, hanno "riletto" i momenti storici dell'Unita' d'Italia durante un convegno che si e' tenuto nello stand della Regione siciliana al Forum PA. L'incontro, che ha visto un'ottima partecipazione di pubblico, e' stato un momento per rileggere criticamente i passaggi storici e politici che portarono al successo
della spedizione garibaldina e per analizzare gli effetti che l'Unita' ha avuto in Sicilia e nel Mezzogiorno.
Nel raccontare l'Unita' d'Italia vista dalla Sicilia Savatteri ha ricordato le parole di Pirandello ("Italia che unita si volle") per sottolineare che il sentimento unitario in realta' fosse forte nelle classi dirigenti e meno in quelle popolari.
L'Assessore Armao, al proposito, ha ricordato come i siciliani parteciparono, in modo positivo, ai giorni in cui si costruiva un nuovo Paese. Ed ha sottolineato come sin dai primi momenti, invece, questa unita' assumesse contorni opachi.
Sin dai noti e tragici eventi di Bronte, infatti, ai siciliani cominciarono ad arrivare risposte contrarie al reale interesse di sviluppo dell'Isola. Con l'Unita', come ha ricordato l'assessore Armao, e' iniziato quello che Sturzo ha definito il depauperamento del Mezzogiorno.
"E' innegabile - ha aggiunto - che la Sicilia e il Sud Italia, prima dell'Unita', erano piu' vicine alla ricchezza e al benessere. Al contrario, erano alcune aree del Nord ad essere piu' povere. Un processo che si e' invertito e che e' arrivato, addirittura, ad identificare nel Sud la "palla al piede" da cui liberarsi.
"C'e' chi sostiene - ha continuato Armao - che la Sicilia debba essere relegata ad una nuova zona dell'Europa che si dovrebbe chiamare "bordello". Qualcuno invece vede nel federalismo fiscale la panacea dei mali dell'Italia, mentre altri vorrebbero semplicemente abbandonare il Mezzogiorno al proprio destino attuando una sorta di secessione di fatto.
"Nessuno, invece, - ha proseguito - puo' ignorare le parole che il Presidente Napolitano ha pronunciato a Marsala sull'importanza che il momento unitario ha avuto per la nascita di un Paese che altrimenti non avrebbe retto all'apertura verso l'Europa."
"Alla vigilia del federalismo - ha detto ancora l'assessore - le classi dirigenti devono scongiurare quello che Napolitano ha definito un salto nel buio. Devono, invece, andare oltre il semplice esercizio contabile del federalismo fiscale per trovare una nuova unita' forte, coesa, e che valorizzi le autonomie. Come Paese dobbiamo superare vecchie divisioni e deleterie consorterie per rispondere alle necessita' dei mercati globali, e il modello dello Statuto siciliano potrebbe essere "replicato" nel resto del Paese per ottenere un federalismo reale".
"La Regione Siciliana ha gia' iniziato - secondo Armao - un processo di rinnovamento e di riforma dell'intera macchina amministrativa per lasciarsi alle spalle un passato di cattiva amministrazione e per rispondere anche alle potenzialita' che offrono i mercati dell'area del Mediterraneo".
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