Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i diritti umani: Acquedolci ospiterà l'incontro online

Acquedolci ospiterà l'incontro online con Francesca Albanese, Relatrice Speciale dell'ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati da Israele.  16/06/2026 - L'iniziativa avverrà il 19 giugno, alla Casa delle culture su maxi-schermo, in collegamento con tutte le oltre 140 piazze italiane che hanno aderito. L'iniziativa partita da due comitati di Milano e Cagliari ha riscontrato l'interesse di molte realtà organizzate della solidarietà e nei movimenti per la Pace, tra le quali ACM e Anbamed. L'incontro inizierà puntuale alle 20.45 e l'intervento di Francesca Albanese avverrà alle 20:50, quindi, si raccomanda la puntualità. L'iniziativa avverrà alla Casa delle Culture,  indirizzo: via Vittorio Emanuele II, 3/5 . 98070 Acquedolci (ME) Data: venerdì 19 giugno 2026 ore 20:30 Ingresso gratuito. Grazie per l'attenzione e l'eventuale pubblicazione. Cordiali saluti Farid Adly

LATTERI (MPA): IL PD SICILIANO NON SA COSA VUOLE

Il parlamentare del Movimento per le Autonomie on. Ferdinando Latteri ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione:
27/05/2011 - "Uno degli enigmi più misteriosi di questa fase della politica è costituito dalla situazione interna del PD siciliano. Un Partito di grande serietà, erede di tradizioni popolari radicate nella storia nazionale, è costretto a misurarsi, quotidianamente, con le tensioni derivanti dal fatto che una parte della minoranza uscita dalle urne ha deciso di allearsi con una parte della maggioranza per dar luogo ad una esperienza che trova pochi precedenti nella storia della politica.
Il lavorio è continuo: riunioni, assemblee, consultazioni popolari. Le decisioni univoche: rinvio delle scelte sulla base di valutazioni che hanno poco a che vedere con la politica.

Anche il PD, a suo modo e con un impegno che merita rispetto, affronta la grande crisi della politica del nostro tempo: la rottura dei meccanismi tradizionali di partecipazione alla formazione dell’indirizzo politico e l’incertezza nella loro sostituzione con nuovi meccanismi.
Una parte del Gruppo parlamentare all’ARS e del Partito si intesta una linea che confligge istituzionalmente con il sistema elettorale, con le scelte degli elettori, con la stessa concreta governabilità e riesce a tenere a galla un accordo che nessuno sa se la base del Partito (che pure è viva e molto più attiva di quella di altri partiti) vuole veramente. Il risultato è una grande confusione.

Tuttavia, la confusione, in certi ambiti, si chiama ‘alternativa’. Si sapeva già che il PD siciliano aveva al proprio interno ampie ispirazioni ‘alternative’: alternative agli indirizzi nazionali, alternative alle indicazioni del voto, alternative alla coerenza politica…
Adesso sperimentiamo anche la coesistenza di linee alternative nello stesso progetto.
Nella sua ansia di tenere tutto dentro e di non scegliere mai, il gruppo dirigente del Pd siciliano propone una grande alleanza allo stesso tempo con la Sel, l'Idv, l'Udc, il Mpa e il Fli.

E nello stesso momento chiede la continuazione dell'attuale esperienza di Governo regionale (magari sostituendo i tecnici con i politici) e il passaggio elettorale.
Credo sia noto che, da dirigente del Mpa, non ho mai condiviso la logica del ribaltamento delle maggioranze elettorali ed in più occasioni ho avuto modo di dichiararlo.

Ma allo stesso modo ritengo che il Pd debba decidere qual'è la sua posizione.
Vuole un demagogico referendum tra gli iscritti, oppure vuole sostenere lealmente il Governo regionale?
Vuole le elezioni, oppure vuole la continuazione dell'attuale Governo?
Vuole allearsi con il terzo polo, oppure vuole ritornare ad un alleanza con la sinistra populista?
La politica è fatta da decisioni.

Chi vuole la botte piena, la moglie ubriaca e l'uva nella vigna, non riuscirà ad avere nulla.
Il PD, in particolare qualche suo autorevole esponente, già noto per la facilità di indignarsi per molte cose, non riesce a trovare quel minimo di dignità per indignarsi davanti a proposte contemporanee e fra loro inconciliabili avanzate a volte dagli stessi dirigenti.

Scegliere la propria linea e proporla con chiarezza è una questione di rispetto nei confronti dei propri elettori, ma anche dei propri alleati.

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