Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

SS 117 S. STEFANO CAMASTRA-GELA: LA CGIL DENUNCIA I DANNI ALLA SICUREZZA E AL LAVORO CAUSATI DAL BLOCCO

SS 117: Lavori ancora bloccati. Danni alla sicurezza, al lavoro, al denaro pubblico fin qui speso. La denuncia della Fillea Cgil provinciale
Messina, 8 feb 2012- La Fillea di Messina, la categoria della Cgil che segue i lavoratori del comparto edile, attraverso il segretario generale Biagio Oriti tornano a denunciare il caso del lotto B 2 della SS 117 S. Stefano-Gela: l
a società capofila, la Sacaim di Marghera, è finita in amministrazione controllata e per una serie di problemi burocratici i lavori non riescono a ripartire. Oltre ai tanti problemi che si sono di conseguenza riversati sulle ditte subappaltatrici, ditte perlopiù siciliane che impiegano manodopera locale e che in questi mesi non hanno ricevuto il pagamento per i lavori già effettuati, ora l'ANAS ha anche avviato la procedura di rescissione del contratto in danno. La Fillea che già in passato era intervenuta sulla vicenda sollecitando l'intervento delle istituzioni per sbloccare una situazione determinatasi altrove- a Marghera cioè-, torna ora a lanciare l'allarme e chiede a tutte le forze istituzionali di intervenire affinché si possano al più presto portare a compimento i lavori avviati.

“Lo stato di totale abbandono dei cantieri sta mettendo a serio rischio non solo le opere già realizzate e rimaste come sospese, ma anche l'incolumità delle tante persone che ogni giorno transitano nel tratto di strada interessata dai lavori- osserva Oriti-. In alcuni tratti percorribili i cantieri, anche a causa delle condizioni meteorologiche di questo periodo, sono a rischio frana. Un pericolo reso più concreto dalla mancata regimentazione delle acque di scolo . Insomma, siamo di fronte a un pericolo evidente”.

La Fillea punta in particolare il dito sull'Amministrazione giudiziaria della Sacai, che ha disatteso fino ad oggi tutte le richieste delle ditte subappaltatrici e si è parimenti sottratta agli obblighi contratti con l'ANAS. “A quattro mesi dell'insediamento, il Collegio commissariale non è stato in grado di determinarsi sulla prosecuzione della Commessa e, pur fornendo rassicurazioni varie circa la prosecuzione regolare dei lavori, ha sospeso qualsiasi pagamento alle ditte subappaltatrici che oggi si trovano senza risosre per proseguire nei lavori- spiega Oriti-. Un elemento che ha portato l'Anas all'avvio delle procedure di rescissione del contratto”.

La Fillea di Messina invita tutte le istituzioni locali, comuni-provincia-regione, ad attivarsi per sollecitare una soluzione positiva e responsabile di questa vicenda che non sia ancora una volta a scapito dei lavoratori e del territorio siciliano. Per Oriti , “Il danno che deriverebbe da un eventuale rescissione del contratto, oltre che economico e sociale, sarebbe l’ennesimo sfregio nei confronti della Sicilia e del Mezzogiorno che si vedrebbe privato ancora una volta di un’opera importante e strategica in un territorio fortemente penalizzato nel proprio sviluppo dalla carenza di infrastrutture”

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