Niscemi non è in cartografia geologica, una radiografia del territorio

Niscemi  non in cartografia geologica.   L’Italia ha una Cartografia Geologica moderna ferma al 50%.  La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue. L’Italia è dotata di una vecchia Cartografia Geologica addirittura su scala da 1:100.000. Niscemi   non rientra in questa Cartografia Geologica che va completata. Dunque il 50% del territorio nazionale è ancora privo di una Cartografia Geologica Moderna. 30/01/2026 -  Rodolfo Carosi   – Docente Dipartimento Scienze della Terra – Università di Torino e Presidente della Società Geologica Italiana: " In Italia alcune delle zone critiche importanti non sono coperte dalla Cartografia Geologica alla scala  1:50.000, che è come la radiografia del corpo umano. Questo significa che queste aree non sono sufficientemente coperte da una conoscenza geologica approfondita. La Carta è ferma perchè non ci sono mai coperture finanziarie stabili e continue, permanenti ed annuali. L’It...

STRETTO DI MESSINA: AVVISTATI 2.200 RAPACI DI 21 SPECIE DIVERSE IN 10 GIORNI

Ha preso il via il 29° campo internazionale per lo studio e la protezione dei rapaci e delle cicogne sullo Stretto di Messina, promosso da MAN, WWF Italia e NABU (Germania) che prosegue fino al 20 maggio



Messina, 19 aprile 2012 - E’ iniziato il ventinovesimo campo internazionale per lo studio e la protezione dei rapaci e delle cicogne in migrazione sullo Stretto di Messina, sugli splendidi monti Peloritani in Sicilia, dove i volontari provenienti da tutta Europa attendono i migratori, sorvegliandone il volo.
Nei primi dieci giorni di campo sono stati già censiti oltre 2.200 rapaci, appartenenti a ben 21 specie diverse, alcune delle quali molto rare e minacciate.

Un tempo questi stessi monti erano teatro inconsapevole di una strage annunciata: migliaia di bracconieri attendevano i migratori negli appostamenti fissi in cemento, o sulle case, per farne inutili trofei.
Grazie allo sforzo congiunto delle associazioni ambientaliste e delle forze dell’ordine, la strage illegale (si uccidevano specie protette, in periodo di caccia chiusa, da appostamenti fissi vietati dalla legge) in Sicilia è quasi del tutto debellata.
Rimangono pochissimi irriducibili che, afferma Anna Giordano “cercheremo di assicurare alla giustizia”. Voli spettacolari di Albanella pallida, uno dei rapaci più minacciati al mondo, si susseguono a quelli del più comune Falco di palude, Falco della regina, del Nibbio bruno, delle Poiane, mentre i Grillai, altro rapace fortemente minacciato a livello globale, sfreccia veloce spesso insieme ai Gheppi, specie molto simile ma più comune. Anche un’Aquila anatraia minore è stata vista migrare con venti forti di maestrale, mentre un’Aquila reale del terzo anno, oltre a farsi ammirare in tutto il suo splendore, si è anche posata su una collina di fronte ai volontari del campo che, ricordiamo, è promosso da MAN, WWF e NABU.

“La migrazione ha un fascino speciale, magnetico” dichiara Deborah Ricciardi, presidente della MAN “e mai potremmo rinunciare ad immergerci nei suoi ritmi, apprezzarla, conoscerla, studiarla, ma soprattutto salvarla da vecchi e nuovi pericoli”. Se è stato debellato quasi del tutto il bracconaggio ai rapaci, rimane forte il rischio di nuovi e più silenziosi pericoli e tra questi, il ponte sullo Stretto di Messina.

“Spesso volano con grande difficoltà, sbattuti dal vento impetuoso, molto frequente in primavera” aggiunge Anna Giordano del WWF “ e non sempre possono evitare di collidere con gli ostacoli aerei quale sarebbe l’inutile e devastante ponte”. Lo Stretto di Messina si è rivelato essere la rotta migratoria più importante al mondo in primavera, per ben tre specie, due delle quali a rischio a livello globale (Albanella pallida e Grillaio).

Christoph Hein, della NABU, sottolinea come i dati raccolti sullo Stretto di Messina siano estremamente importanti, “ è uno dei pochi siti europei dove la migrazione viene monitorata da un tempo estremamente lungo, che consente di conoscere gli andamenti delle popolazioni in migrazione”. Inoltre, sottolinea, “ i migratori che passano sullo Stretto di Messina si dirigono poi in tutta l’Europa, anche nei paesi dell’est, nelle lontane steppe dell’ex Unione Sovietica, come accade per l’Albanella pallida, e sono patrimonio di tutta l’Europa”. Doveroso quindi, tutelarne il volo lungo questa rotta estremamente vulnerabile, soggetta anche a devastanti distruzioni di habitat.

I cittadini di Messina sono fortunati a vivere lungo una delle rotte migratorie più importanti d’Europa, possono goderne ogni giorno: del tutto gratuitamente possono contattarci (www.migrazione.it) e raggiungerci per osservarli e imparare a riconoscerli.
Sullo Stretto, per ammirarli, vengono da tutta Europa e da oltre oceano, specie altrove difficili da vedersi, si concentrano qui, facendo gioire gli appassionati.

Dalla fine di aprile si attende il grosso passaggio della specie più comune, il Falco pecchiaiolo: anche 9000 individui in un giorno, come accaduto il 5 maggio del 2000 e il 6 maggio del 2011. Tutto dipenderà dal vento, dal tempo, sono questi i fattori principali che stabiliscono numeri e rotte seguite, ora dopo ora dagli oltre 40mila rapaci che vengono censiti sullo Stretto di Messina.
Il campo proseguirà fino al 20 di maggio.

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