Divario digitale dal Mezzogiorno alla Sicilia, un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale

  DIVARIO DIGITALE: SICILIA INDIETRO ANTOCI APRE IL CASO A BRUXELLES. Antoci: “Senza interventi concreti, Sicilia e Mezzogiorno rischiano di restare indietro anche nell’istruzione digitale.” Strasburgo, 29 aprile 2026 – Il persistente divario digitale tra le regioni italiane, con particolare riferimento al Mezzogiorno e alla Sicilia, continua a rappresentare un ostacolo strutturale allo sviluppo economico e sociale, incidendo in modo diretto anche sul sistema scolastico e sulle opportunità delle nuove generazioni. Per questo l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle Giuseppe Antoci ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, chiedendo una valutazione aggiornata del fenomeno e misure concrete per ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle tecnologie digitali e all’istruzione. “Secondo i dati più recenti – dichiara Antoci – l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei sulle competenze digitali di base. Una situazione che diventa ancora più critica nel...

MESSINA. PARI OPPORTUNITÀ: INTERVENTO DELLA RESPONSABILE POLITICHE DI GENERE DELLA CGIL PROVINCIALE

Rizzi, Cgil: “Approfittare della tornata elettorale per realizzare una maggiore parità” Messina, 20 sett 2012 - La settimana scorsa con la Tavola rotonda “Parità di genere e crisi economico-finanziaria” è stata presentata la nuova edizione del Corso “Donne politica istituzioni” organizzato dall’Università di Messina. A Messina il corso, che ha l’obiettivo di diffondere la cultura di genere e della parità e promuovere le pari opportunità, è ormai un appuntamento fisso per tutte le donne, non solo studentesse universitarie, che vorrebbero cimentarsi con l’impegno politico e sociale. Nato nel 2004 da un progetto quadriennale dell’allora Ministra per la pari opportunità Stefania Prestigiacomo, a Messina “Donne politica istituzioni” è proseguito finito ad oggi grazie all’impegno della professoressa Antonella Cocchiara , vera madrina del corso, che negli anni si è ingegnata per trovare i finanziamenti necessari alla sua sopravvivenza.

In sette edizioni sono oltre cinquecento le donne, gran parte della quali agguerrite e determinate a sfondare il così detto “soffitto di cristallo”, che hanno così potuto approfondire non solo la storia dell’emancipazione femminile e le più classiche tematiche sulle pari opportunità, ma anche acquisire quegli strumenti indispensabili per fare politica o progredire nella propria professione. Competenze che non sempre gli uomini, che occupano tanto più numerosi posizioni apicali in politica e nelle professioni, hanno. Perché una cosa è certa, Messina e più in generale la Sicilia non brillano per la presenza di donne nelle posizioni di vertice, in politica e nei luoghi delle decisioni. Anzi, la Sicilia registra ancora una forte arretratezza anche sul versante occupazionale con un 29,5% di donne occupate contro un 47,5 della media nazionale.

Che tradotto in pratica significa che se in Italia una donna su due nella fascia d’età 16/64 anni lavora, in Sicilia meno di una ogni tre. Dati Istat. Prima del terremoto istituzionale delle dimissioni di Lombardo e l’avvio della nuova stagione elettorale per il rinnovo dell’Ars, i dati sulla presenza delle donne nelle principali assemblee di governo siciliane erano davvero sconfortanti. Nessun presidente di provincia; appena 17 assessori provinciali su un totale di 175; 19 le sindache per 290 comuni e solo 811 le consigliere comunali su 7310 complessivi. Analogamente nei luoghi “importanti” della cultura: nessun Rettore donna, nessuna Direttrice nelle principali testate giornalistiche. E a Messina, l’istantanea della presenza femminile nei partiti e nelle istituzioni rispetta appieno le statistiche regionali. Nelle posizioni di rilievo della politica locale le donne sono davvero poche , quel minimo indispensabile a tacitare sicure polemiche o a evitare possibili ricorsi davanti al giudice amministrativo.

E comunque le fortunate non godono di grandi tutele o attenzioni. Basti pensare all’ex assessore ai servizi sociali della giunta Buzzanca, Pinella Aliberti, immolata senza troppe remore sull’altare di uno dei settori più caldi di questa stagione amministrativa, o la stessa Antonella Cocchiara, assessore alle pari opportunità nella precedente amministrazione, dimissionata dall’allora sindaco Francantonio Genovese per i mutevoli equilibri delle alleanze elettorali. Forse, per tornare al tema della Tavola rotonda che ha inaugurato l’edizione 2012 del corso, una maggiore presenza delle donne nei luoghi che contano non avrebbe scongiurato la crisi o, per restare a casa nostra, non avrebbe saputo affrontare meglio i tanti problemi di un Comune a corto di risorse. Ma al prossimo giro, giro che inizia ora con il rinnovo dell’Ars e proseguirà poi con le politiche e con le amministrative anche a Messina, partiti e elettori hanno un’ottima occasione per provare a cambiare. Magari attingendo proprio tra le agguerrite e preparate corsiste di “Donne politica istituzioni”. E.Rizzi-

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