“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere
“Liberi di scegliere”, al Pagliarelli un incontro per dare un orizzonte a chi sconta una pena in carcere
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Nebrodi e Dintorni
Al carcere Pagliarelli incontro “Liberi di scegliere” con presidente commissione Antimafia Ars. “Il carcere è un pezzo di città che non può essere abbandonato. Iniziative come queste servono a stimolare la voglia di cambiare in chi è 'dentro' facendolo sentire meno solo e dando una seconda possibilità”. Palermo, 12 giugno - Dare un orizzonte di cambiamento a chi sconta una pena in carcere: è questo il senso dell'iniziativa “Liberi di scegliere”, ispirata alla legge approvata dall'Ars che aiuta il reinserimento di madri e minori lontano dai contesti mafiosi di provenienza, che possono così costruire un'alternativa a un destino già segnato. All'incontro tra rappresentanti delle istituzioni e un centinaio di detenuti, previsto per lunedì 15 giugno alle ore 9.30 alla casa circondariale Pagliarelli, interverrà il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici. “Le carceri non possono essere luoghi di promozione dei 'valori' della c...
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Preciso e premetto che il mio intervento non è riconducibile a qualsiasi ritorsione vendicativa, né quello che scrivo è collegato a qualsivoglia motivazione politica, è solo per far chiarezza.
RispondiEliminaVecchioni, docente di lettere antiche in pensione, già cantautore nel tempo libero (o viceversa), autore di quattro libri scritti tra il 1983 ed il 2004, 25 album venduti in oltre sei milioni di copie, mercoledì 19 giugno 2013 riceverà il premio internazionale di giornalismo di euro 4.000 (quattromila) per il suo articolo pubblicato sul Corriere della Sera intitolato “Lady Chatterley a Taormina”, dove scrive: (…) Cosa abbia spinto Goethe a sobbarcarsi un tal viaggio per vedere com’era fatta Taormina, chi gli abbia consigliato di andar proprio lì non è dato saperlo, ma mi pare probabile che se la sia trovata davanti viaggiando da Catania a Messina. E passi per Goethe, ma gli altri? Lady Trevelyan, Maupassant, Rouel, Edoardo VII, la regina Vittoria (…) chi li ha mai avvisati? C'è stato un passaparola?”
Prima clamorosa disattenzione dell’ex professore: la regina Victoria non ha mai intrapreso alcun viaggio a Taormina.
Ma le cantonate del fortunato 70enne menestrello milanese continuano:
“(…) il denominatore comune era per tutti fuggire, staccare, andare a pensare altrove, dove non ti saltassero in collo critici e puritani e non ti rovinassero la siesta debiti e creditori”.
Già il Roccuzzo nel suo saggio scritto nel 2001 “Taormina, l’isola nel cielo. Come Taormina divenne Taormina” contraddice Vecchioni ancor prima che egli scriva, affermando che i parenti di Lady Florence hanno sempre smentito che ci sia mai stata una sua “fuga”.
La storia, per chi la conosce, oltretutto parla chiaro: Lady Florence Trevelyan Trevelyan il 22 novembre 1877 viene incaricata dalla 60enne regina dell'Inghilterra a recarsi presso amici della famiglia reale e la Lady arriva nel marzo 1881 per la prima volta a Taormina, ospitata dalla famiglia Cacciola, amici del duca di Kent. In quell’occasione la Lady capisce che la città è disagiata ed abitata da gente molto povera, senza alcun avvenire. Poi, esiliata dalla regina per 20 anni, Lady Florence ritorna a Taormina nel 1885 per la seconda volta e a sue spese trasforma una casa in albergo (il Timeo), la roccia di S. Stefano in “Isola Bella”, realizza il Parco “Hallinghton siculo” prendendosi cura di tutti gli animali abbandonati, rimbosca ed adorna ovunque con alberi, fiori e piante rare, addirittura concepisce una strada panoramica a Monte Venere, bonifica e riorganizza terreni a Castelmola, Monte Porretta, Monte Croce ed a Monte Paradiso, istituisce un fondo in danaro per le doti nuziali delle figlie dei pescatori, elargisce soldi e stipendi a tutti e grazie alle sue trasformazioni Taormina diventa famosa e stimata da artisti, pittori, fotografi, scrittori, imprenditori e nobili aristocratici.
Ma tutto questo Vecchioni non poteva saperlo, era troppo impegnato a partecipare in qualità di giudice alla trasmissione “Amici” di Maria De Filippi.
Il 23 maggio 2004, presso la Libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri a Napoli, Vecchioni viene intervistato da Emilio Vittozzi, che gli chiede: “Sei uno scrittore-cantante superiore al “dio denaro”? E lui mostrandosi corretto, onesto ed inappuntabile risponde: “Si, ma non tanto e non sempre…”. Dopo 9 anni da quella sua affermazione mi verrebbe da chiedergli: se ti reputi ancora uomo di sinistra che ha fatto il ’68 ed il ’77, dato che sei già ricco e famoso, perché non rinunci ai 4.000 euro del premio per il tuo “splendido articolo” che il Comune di Taormina ti elargisce (insieme al tuo viaggio, soggiorno, vitto e alloggio) e li destini in beneficenza? Probabilmente avrei la stessa sua vergognosa risposta del novembre 2011, quando questo ricco menestrello affermò di meritare i 220 mila euro per la partecipazione al Forum delle Culture, organizzato dal sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che scelse Vecchioni quale presidente della manifestazione.
Roi Celendiachi - danky_it@yahoo.it
A Taormina, nel 2012, vince la seconda edizione del premio “Goethe” di giornalismo il prof. Aldo Alessandro Mola, storico della Massoneria, collaboratore del Grande Oriente d'Italia e della Gran Loggia d'Italia degli ALAM,
EliminaInvece, nel 2013, lo stesso premio “Goethe” lo vince il prof. Cantante Roberto Vecchioni, che nel 1991 scrive la canzone “Lamento di un cavaliere dell’ordine di rosacroce”, dove dice: “Puzzano le strade che portavano ad oriente di seguirle o di cambiarle te lo giuro non m'importa proprio niente”.
Coincidenze, ma nel giardino del “sovrintendente-non-assessore” Papale è visibile un tempio massonico edificato da suo zio, con tanto di vere colonne romane prelevate chissà dove.
Scommettiamo che nel 2014 il premio lo vincerà Licio Gelli?