Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

CAPO D’ORLANDO ABBRACCIA L’ORLANDINA BASKET

Capo d’Orlando, 1 settembre 2013 -  Nell’entusiasmo dirompente della gente che ha gremito Piazza Matteotti in ogni angolo è stata presentata ufficialmente ieri sera l’Orlandina Basket 2013/14. «Dove può arrivare l’Orlandina? Deve arrivare dove è arrivata stasera cioè qui tra la sua gente – afferma il Presidente Sindoni, il primo a salire sul palco – può davvero andare ovunque, perché sarà sempre la nostra Orlandina».
Dice bene il Presidente, già nella prima serata di ieri si respirava forte l’amore incondizionato di questo popolo verso i propri colori, verso la propria città e verso questo sport. Capo d’Orlando è questa qui. «So che in una categoria così alta contano tanto i budget e la possibilità d’intervento durante l’anno – continua Sindoni – ci sono squadre che puntano a vincere il campionato. Noi non rientriamo in quel range, ma nessuno può rientrare in quello nostro di ambizioni e passione». C’è anche lo spazio per una sorpresa nel primo intervento della serata: il Presidente annuncia, infatti, che la maglia numero 10, ritirata dieci anni fa in onore di Alessandro Fantozzi, tornerà a correre al palazzetto sulle spalle del campione croato Sandro Nicevic.

Sono seguiti sul palco il Responsabile Organizzativo Ciccio Venza, il Direttore Marketing e Comunicazione Aurelio Coppolino e il Direttore Sportivo Peppe Sindoni. Traspare felicità dalle parole del Ds: «L’anno scorso abbiamo chiuso una stagione molto positiva in cui si è rivista l’Orlandina nel basket che conta e la gente riprendere a innamorarsi di questo sport. Capo d’Orlando non deve perdere il suo spirito. Abbiamo budget limitati, ma sono sicuro che faremo bene».

E’ il momento dello Staff Tecnico, arriva Coach Pozzecco ed è subito showtime: «Vi scippo la testa»! Pantaloni fradici di chissà cosa (“mi sono emozionato..”), prova il microfono in testa al conduttore Peppe Marici e ha una parola di scherzo per ognuno del suo staff. Sa anche farsi serio però il Coach: «La Società mi ha regalato delle emozioni bellissime che avevo già condiviso con i miei compagni di squadra alle Olimpiadi del 2004 dove abbiamo vinto la medaglia d’argento. Enzo e Peppe (Presidente e Ds, ndr) hanno avuto la sensibilità e la lungimiranza cestistica di portare questi personaggi clamorosi a Capo».

Personaggi clamorosi come Teo Soragna, cui Andrea Benevelli ha consegnato l’eredita di capitano dell’Upea, o come Gianluca Basile, nella cui bacheca dei trofei non manca quasi nulla. «Pensando a Capo – ammette Soragna – la prima parola che viene in mente è amicizia. Sono sicuro che potrò stare qui a lungo, la gente è davvero fantastica. Ho la Sicilia nel cuore». I due campioni italiani sembrano già conquistati dall’ambiente paladino. Il “Baso” è arrivato all’Orlandina dopo quattordici stagioni consecutive di Eurolega: «Sono qui per vincere. Abbiamo le basi per fare bene». Nove anni fa, Poz, Teo e Gianluca, festeggiavano l’argento l’olimpico e adesso si sono ritrovati a Capo d’Orlando da vecchi amici: «Ho visto Coach Pozzecco – racconta sorridente il Baso – allenarci a difendere, stare lì giù baso, proprio lui che non ha mai difeso da giocatore. La pallacanestro è davvero uno sport assurdo». L’Orlandina ha ritrovato, dunque, l’affetto di un intera comunità e può guardare avanti con fierezza certa che nulla davvero può separarla davvero dalla sua gente.

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