Caro voli in rima: "Se in Sicilia vuoi tornare 800 euro devi pagare"

Festività in Sicilia è ormai sinonimo di caro voli. Anche quest’anno, tornare a casa per Pasqua sarà proibitivo per tantissimi emigrati. Da una rilevazione di Federconsumatori Sicilia, aggiornata al 18 marzo 2026, emerge il seguente quadro se si sceglie di partire il 2 o 3 aprile e tornare il 7: un volo di andata e ritorno con Ryanair da Milano verso Catania costa 407,39 €; per viaggiare da Torino 431,98€. Non migliora la situazione per chi ha necessità di atterrare all’aeroporto di Palermo: il volo costa 352,64 € da Bergamo e 410,15 euro da Verona €. Peggiora la situazione se si sceglie di volare con Ita Airways: 470,5 euro per un volo Milano-Palermo, 540,88 per la tratta Bologna Catania. 19 mar 2026 - Il fenomeno del caro voli, ormai strutturale nei periodi di alta domanda come le festività, continua a colpire in modo particolare la Sicilia, dove la mobilità dipende quasi esclusivamente dal trasporto aereo. La combinazione tra domanda concentrata in pochi giorni, offerta lim...

"PALERMO ANNI SESSANTA, LE SETTIMANE INTERNAZIONALI NUOVA MUSICA”

"Palermo Anni Sessanta. Le Settimane Internazionali Nuova Musica”: il Teatro Massimo celebra il cinquantesimo anniversario del primo Incontro del Gruppo 63 con un volume, una tavola rotonda, una mostra e un concerto
Palermo, 4 ottobre 2013 - Domenica 6 ottobre alle ore 17 appuntamento del Teatro Massimo dedicato alla Palermo degli anni Sessanta e alle celebri Settimane Internazionali Nuova Musica
(1960-1968) che accolsero nel loro nutrito e diversificato cartellone di musica, teatro, cinema e arti visive anche il primo incontro ufficiale del Gruppo 63, proprio durante la prima settimana di ottobre del 1963.

In Sala Stemmi (ore 17) sarà presentato un nuovo numero dei “Quaderni del Teatro Massimo”, una pubblicazione con testi di Paolo Emilio Carapezza, Floriana Tessitore e un inedito di Fedele d'Amico, cui si aggiungono quelli del Commissario straordinario, prefetto Fabio Carapezza Guttuso, e dell'Assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Francesco Giambrone. Il “Quaderno del Teatro Massimo” n. 2 (pp. 200 – euro 10) contiene inoltre la cronologia completa dei programmi delle sei edizioni delle Settimane e una raccolta di documenti dell'epoca (fotografie, programmi di sala, partiture, manifesti e per la prima volta bozzetti e figurini del pittore Franco Nonnis per l'opera “Scene del potere” di Domenico Guaccero prodotta dal Massimo nel 1968 per la Sesta Settimana), molti dei quali esposti nella mostra curata sempre da Floriana Tessitore, allestita nella sala attigua da Roberto Lo Sciuto con il coordinamento di Marida Cassarà.

Alle ore 18:30, dopo l'inaugurazione della mostra, concerto dell’Accademia XXI – Laboratorio orchestrale per la musica moderna e contemporanea del Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo, diretto da Giuseppe Cataldo. In programma: Ideogrammi 1 di Aldo Clementi (brano in programma nel primo concerto delle Settimane, il 13 maggio 1960 proprio al Teatro Massimo); Intégrales e Ionisation di Edgard Varèse (il primo brano fu eseguito per la Quarta Settimana, il 4 ottobre del 1963, sempre al Teatro Massimo) quindi la Création du monde di Darius Milhaud, compositore verso il quale il siciliano Clementi aveva una particolare predilezione.

“A cinquant'anni dal primo Incontro del Gruppo '63 - sottolinea il commissario straordinario Carapezza Guttuso- in cui all'Hotel Zagarella di Santa Flavia si riunì la neoavanguardia letteraria italiana, il Teatro Massimo ricorda le Settimane Internazionali Nuova Musica che furono, dalle parole di uno dei suoi fondatori, Antonino Titone, «un’epoca d’oro» che «non ha cessato ancora di mandare aurei bagliori», una manifestazione forse breve ma intensissima con la quale Palermo divenne protagonista del dibattito musicale e culturale di tutto il mondo, grazie all'entusiasmo di un gruppo di giovanissimi intellettuali fra cui – oltre a Titone – spiccarono Francesco Agnello, Paolo Emilio Carapezza, Roberto Pagano, Eliodoro Sollima. Negli anni Sessanta, a Palermo, musica, letteratura, cinema, teatro, arti visive si incontrarono e si scontrarono sui maggiori palcoscenici cittadini: dal Teatro Massimo alla Sala Scarlatti del Conservatorio, dal Biondo al Politeama, ma anche il Museo Archeologico Regionale o la Galleria d'Arte Moderna allora al Politeama o il Circolo del Banco di Sicilia. Questa altissima tensione si riversò in ulteriori iniziative, come la rivista «Collage», prima “parlata” poi più tradizionalmente scritta e pubblicata dall'editore Denaro, quindi da Flaccovio, altro nome simbolo di quell'epoca”.

L'ingresso al concerto è con biglietto omaggio da ritirare esclusivamente presso la biglietteria del Teatro Massimo. La mostra è visitabile sino al 13 ottobre dal martedì alla domenica dalle ore 9:30 alle ore 17:00. È inserita, senza maggiorazione del costo del biglietto d’ingresso, nel circuito delle visite guidate del Teatro. Costo dei biglietti: da euro 3 a euro 8, in vendita presso la biglietteria del Teatro.




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