Tares e Mense scolastiche ovvero come tolgo ai poveri per dare ai ricchi. Nel regolamento approvato dalla Giunta Accorinti non c’è nessun elemento
di equità fiscale tra famiglie ricche e famiglie meno abbienti: tutte
pagheranno allo stesso modo, con l’aggravante che le famiglie con più
figli saranno ulteriormente penalizzate
Messina, 25 novembre 2013 - Fare tutto ciò che si vuole sulle spalle dei contribuenti/cittadini in Italia è divenuta una pessima consuetudine alla quale nessuno organo di governo intende rinunciare. Dal governo nazionale scendendo giù sino agli enti locali l’abitudine è una e una sola: tartassare le famiglie per finanziare le inefficienza di una politica che basa il proprio consenso sul clientelismo.
Purtroppo a tale nefasta dinamica non sembra sottrarsi nemmeno la giunta Accorinti, che sul tema invece aveva fatto ben sperare: la Tares e la rimodulazione delle tariffe del servizio di mensa scolastica, in tal senso, sono indicative di una volontà di scaricare sulle famiglie l’incapacità a trovare soluzioni alternative al mero aumento delle tasse.
Tariffe mense scolastiche. La decisione della giunta Accorinti di rimodulare le tariffe per l’accesso al servizio mensa dei bambini togliendo l’esenzione per le famiglie con fasce di reddito al di sotto dei 2.000,00 euro e aumentando la tariffa di soli 8 centesimi le tariffe per le famiglie con reddito superiore ai 20.000,00 € è davvero paradossale. Ancor più incredibile è la decisione di far pagare alle famiglie il servizio mensa in anticipo, altrimenti i bambini le cui famiglie non pagheranno verranno esclusi dal servizio. Provvedimento quest’ultimo che tanto ricorda quello adottato dal sindaco leghista di Vigevano, Andrea Sala, che escluse dalle mense 129 bambini e che tanto ci fece indignare.
Tares. Sull’iniquità e sull’incostituzionalità di un tributo come la Tares ci siamo già espressi in un precedente comunicato stampa nel quale l’abbiamo ribattezzata “Tassa sui figli”. Anche per quanto riguarda la Tares bisogna registrare un totale ingolfamento della macchina amministrativa comunale. L’approvazione del regolamento sul tributo, tutto orientato a risolvere i problemi di bilancio del Comune, avrà come effetto un’ulteriore strangolamento fiscale delle famiglie accompagnato, proprio sotto le festività natalizie, da una depressione dei consumi.
Nel regolamento approvato dalla Giunta Accorinti non c’è nessun elemento di equità fiscale tra famiglie ricche e famiglie meno abbienti: tutte pagheranno allo stesso modo, con l’aggravante che le famiglie con più figli saranno ulteriormente penalizzate. Non solo, l’idiosincrasia che le famiglie Messinesi nutriranno per quest’odioso tributo è legato al fatto che nel 2014 la Tares si dovrà pagare due volte: per l’anno 2013 e per l’anno 2014. Per non parlare del fatto che, relativamente al 2013, le famiglie, a fronte di un tributo pagato per l’intero anno, potranno usufruire dello sgravio per la raccolta differenziata solo per il mese di dicembre 2013.
Insomma la famiglia ormai è considerata alla stregua di una mucca da mungere per sistemare i bilanci di enti amministrativi decotti, con il paradosso che, a differenza di Robin Hood che toglieva ai ricchi per dare ai poveri, a Messina si toglie ai poveri per dare ai ricchi.
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