Matteo Renzi scrive agli iscritti: “Un partito corre per vincere, non per partecipare”. "L'italia deve cambiare. Devono cambiare profondamente la burocrazia, la
giustizia, il fisco, il sistema di scuola, università e ricerca. Solo
così cresceranno le occasioni di lavoro per i nostri giovani e per chi è
rimasto coinvolto - magari a cinquant'anni - in una delle tante crisi
aziendali in corso..."
10 novembre 2013 - "Scrivo questa lettera a persone i cui indirizzi sono stati forniti dalla sede nazionale del Partito democratico. Mi scuso dunque se entro nelle caselle di posta elettronica di persone che non sempre conosco.
Vorrei trasmettere però con forza, con grinta, con determinazione l'idea dell'urgenza e della possibilità".
Esordisce così Matteo Renzi nella lettera inviata agli iscritti del Pd. Una possibilità, quella di usare la banca dati del partito che, come ha spiegato l’altro giorno il segretario dem Guglielmo Epifani, di cui ciascun candidato alle primarie dell’8 dicembre potrà beneficiare due volte.
Nella lettera, Renzi afferma che “bisogna cambiare l'Italia ma senza gli intrighi del passato né l'esasperata guerra di correnti” e torna a sottolineare che chi sta con lui “non si deve definire 'renziano' ma deve continuare a chiamarsi col proprio nome e cognome”.
Renzi sottolinea l'importanza delle primarie su cui "molti ironizzano" ma che è un "giocare a carte scoperte".
"L'italia deve cambiare. Devono cambiare profondamente la burocrazia, la giustizia, il fisco, il sistema di scuola, università e ricerca. Solo così cresceranno le occasioni di lavoro per i nostri giovani e per chi è rimasto coinvolto - magari a cinquant'anni - in una delle tante crisi aziendali in corso. E solo così torneremo a essere degni di noi stessi. Perché la Costituzione - ha sottolineato Renzi - dice che siamo una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Ma in questi anni l'hanno spesso avuta vinta quelli che campano di rendita, non chi vive di lavoro".
Nella lettera, Renzi affronta anche la questione del tesseramento : "Chi in queste settimane spara nel mucchio dicendo che ci sono casi anomali nel tesseramento dovrebbe fare i nomi e i cognomi delle singole località. Altrimenti diamo l'impressione che 370mila persone che vanno a votare sono 370mila imbroglioni. Non è così. Se ci sono imbroglioni, si prendono e si cacciano. Ma non si fa di tutta l'erba un fascio - prosegue Renzi -. E io difendo la dignità delle centinaia di migliaia di persone perbene che vanno a votare al congresso prima (solo i tesserati) e alle primarie dopo (tutti). Difendo in particolar modo la dignità di chi non vota per me: così deve fare il responsabile di una comunità".
Secondo il sindaco di Firenze "l'Italia può cambiare. Non è vero che siamo spacciati, che decidono tutto in Europa, che possiamo solo seguire la tecnocrazia. Tocca a noi provarci. Tocca a noi cambiare verso. Tocca a noi: straordinaria, angosciante, magnifica responsabilità. Il destino del nostro Paese è nelle mani di chi legge questa lettera, di chi va a votare, di chi fa delle proposte. Non tutto è spacciato, anzi. Dare un'opportunità all'italia dipende da noi. Però - scrive Renzi - servono idee chiare, servono donne e uomini capaci di realizzarle. Serve la politica, insomma. In tanti dicono che dobbiamo diminuire il tasso di politica. No. C'è bisogno di più politica. Più politica, ma meno politici, meno costi e posti di un sistema che in questi anni ha moltiplicato le poltrone ma ha diminuito i voti".
E poi: "Servono i voti degli italiani: quei voti che non abbiamo saputo prendere alle ultime elezioni. Tra di noi c'è chi dice che è meglio perdere restando pochi, che vincere aprendosi e convincendo gli altri. Il Pd deve saper vincere e convincere. Altrimenti non facciamo politica. Un partito corre per vincere, non per partecipare: noi puntiamo alle elezioni, non alle Olimpiadi".
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