Contro femminicidio, stalking, soprusi sulle donne, violenza sessuale, violenza domestica, contro quei fenomeni che, quotidianamente, continuano a mietere vittime
25/11/2013 - La Rai aderisce alla Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che si celebra lunedì 25 novembre, con una programmazione speciale su tutte le sue reti.
Su Rai1, Uno Mattina lancerà la Giornata con un approfondimento sullo stalking all'interno di Storie Vere. Nel pomeriggio, La Vita in diretta dedicherà al tema una pagina di riflessione con ospiti in studio.
L'anniversario verrà ricordato anche nel preserale nel programma L'Eredità.
Su Rai2, la rubrica religiosa Sulla via di Damasco ha dato, nella puntata di sabato 23 novembre, alcune anticipazioni sulla ricorrenza. Lunedì 25, poi, I Fatti Vostri lanceranno i temi della Giornata Internazionale. Il programma Razza Umana dedicherà, invece, la puntata del 3 dicembre alla figura delle donne e ai tanti fenomeni di violenza e di intolleranza nel mondo.
Su Rai3, Agorà e Geo proporranno spazi di approfondimento dedicati all'evento con ospiti in studio. Chi l'ha visto si occuperà, in particolare, del tema del femminicidio nella puntata di mercoledì 27 novembre.
RaiMovie trasmetterà, lunedì 25, il film La giusta distanza di Carlo Mazzacurati alle 14.00.
Tutte le testate giornalistiche garantiranno adeguata copertura informativa. In particolare, il Tg2 dedicherà al tema un approfondimento nell'edizione delle 20.30, insieme a vari servizi con testimonianze nelle varie edizioni. La Tgr Lazio ha avviato, dallo scorso 15 ottobre, uno spazio di approfondimento sul tema del femminicidio all'interno di Buongiorno Regione" (in onda alle 7.30 su Rai3), con una rubrica dal titolo non casuale Il Rosa e il Nero. In occasione della Giornata Internazionale, la TGR dedicherà all'argomento un'ampia pagina in tutte le edizioni regionali.
RAI MILANO: SCARPE ROSSE CONTRO LA VIOLENZA
Decine di paia di scarpe rosse, davanti all’ingresso del Centro di Produzione Tv Rai di Milano: un’esposizione simbolica, e pubblica, per richiamare l’attenzione sugli abusi verso le donne e il femminicidio, in occasione della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, il 25 novembre. L’iniziativa, ispirata alle installazioni ideate dall’artista messicana Elina Chauvet, è stata organizzata dal Gruppo Pari Opportunità Rai Milano che propone anche - alle 12.30 del 25 novembre davanti al palazzo Rai di corso Sempione - una performance con coreografie di Margareth Locorotondo e un’anteprima di “Finchè morte non ci separi” di Francesco Olivieri interpretato dalle attrici Karin De Ponti e Valentina Scattolin con l’accompagnamento musicale di Priscilla Panzeri alla viola. Il testo verrà portato in scena nella stessa giornata del 25 novembre in ventidue città italiane grazie al progetto dell’Associazione Culturale Liberi Pensatori Paul Valéry di Torino.
Nella Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la presidente della Camera Boldrini ha incontrato a Montecitorio Denise, la figlia di Lea Garofalo uccisa dal marito perché testimone di giustizia per delitti di 'ndrangheta Denise, che ha denunciato il padre e vive sotto scorta è una "donna in gamba", ha detto Boldrini, ricordando che la madre Lea é "vittima due volte,della mafia e della violenza alle donne". All'incontro ha preso parte anche il fondatore di Libera, Don Ciotti.
Violenza sulle donne, alla Camera la politica al femminile che parla agli uomini
orizzontale3La ministra interpreterà una ragazza napoletana uccisa dall’ex fidanzato che non riusciva ad accettare di essere stato lasciato.
La deputata darà voce ad una donna manager assassinata dal marito in preda ad un risentimento sordo per il maggiore successo della moglie nel lavoro.
Quattordici storie di donne, morte per mano di uomini, raccontate da attrici d’eccezione. Un cast di esponenti politiche di tutti gli schieramenti – ad eccezione del Movimento 5 stelle, che ha scelto di non esserci, e della Lega, che non ha deputate nel gruppo alla Camera-, reciterà in uno scenario inusuale, la sede della Camera dei deputati. Con loro ci sarà anche un gruppo di artiste professioniste, tutte impegnate nella lettura dei monologhi di ‘Ferite a morte’, scritto da Serena Dandini. L’appuntamento è per il prossimo 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Sul palco allestito nella Sala della regina daranno voce alle vittime di violenza: la vice presidente del Senato, Valeria Fedeli, la Ministra per le politiche agricole, Nunzia De Girolamo, le parlamentari Paola Binetti, Mara Carfagna, Titti Di Salvo, Pia Locatelli, Giorgia Meloni e Valeria Valente. Ad affiancarle nel reading saranno: Ambra Angiolini, Malika Ayane, Sonia Bergamasco, Geppi Cucciari, Angela Finocchiaro e Lunetta Savino.
Lo stesso giorno, dall’altra parte dell’Atlantico, le stesse storie saranno narrate nella sede delle Nazioni Unite, a New York, su iniziativa della Missione Italiana come evento ufficiale di Un Woman. L’autrice sarà in collegamento video con Montecitorio proprio dal Palazzo di vetro dell’Onu.
L’emozione del racconto per cambiare il sentire comune, per prendere coscienza di quanto i rapporti tra uomini e donne possano ancora cambiare e anche per dare forza ad efficaci politiche di contrasto al femminicidio.
Ma il senso di un’iniziativa va oltre: coinvolgere anche gli uomini. La battaglia sulla violenza di genere, infatti, sarebbe persa in partenza se tra gli interlocutori non ci fossero anche loro. A Montecitorio, il 25 novembre, tra gli ospiti, ci saranno alcuni volti noti del cinema italiano, come Alessio Boni e Alessandro Roja, che hanno aderito alla campagna ‘Servono altri uomini’, lanciata dalla Ong Intervita.
Secondo uno studio, realizzato proprio da Intervita, la violenza contro le donne ha anche un costo economico. Quantificato. L’indagine ‘Quanto costa il silenzio’, infatti, avrebbe evidenziato che il peso economico e sociale di questo fenomeno è di 16 miliardi e 719 milioni l’anno. Non solo spese sanitarie, cure psicologiche, acquisto di farmaci ma anche spese legali, giudiziarie, per le forze dell’ordine, senza dimenticare i costi dei servizi sociali dei comuni e dei centri antiviolenza, i costi del lavoro per mancata produttività.
Ecco perché gli investimenti in prevenzione, educazione o assistenza alle vittime, comportano anche enormi risparmi per la collettività. Ecco perché il cambiamento culturale, che è possibile, ora, è un vantaggio per tutto il Paese.
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